domenica 6 dicembre 2009

Roselline alle gocce di frutta


Sono in piena fase di svuotamento della dispensa, dalla quale emergono strani prodotti comprati in un momento di curiosità o noia durante i miei giri per l'Italia.
Oggi sono saltate fuori queste gocce di frutta all'albicocca: la scatola di intravede sullo sfondo della foto.
A leggere gli ingredienti, non c'è niente di particolarmente allarmante. All'aspetto, sono microscopici dadolini di gelatina di frutta e all'assaggio, una volta cotti sono proprio buoni!
Li ho usati modificando un poco la ricetta che c'era sulla confezione e cuocendoli negli stampini di silicone a forma di rosellina.

Ho usato:
  • 250 gr di ricotta
  • 1 vasetto di yogurt all'albicocca
  • 300 gr di farina
  • 200 gr di zucchero
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 uovo
  • una confezione di gocce di frutta all'albicocca

Ho lavorato tutti gli ingredienti piuttosto velocemente e brevemente, tipo muffin e li ho distribuito in 12 stampini.
Ho cotto per 35 minuti a 160° ventilato.
Una volta sformati e raffreddati, ho spolverizzato i dolcetti con lo zucchero a velo.

Il commento della copiona: l'impasto con la ricotta rimane piuttosto denso e rende queste roselline molto adatte per la prima colazione o il the del pomeriggio.

Pollo arrosto burro e limone


Questo lo abbiamo provato, tanti anni fa, io e mia sorella, dopo averlo trovato in uno dei suoi libri.
Mi piace moltissimo, fatto così: croccante e leggermente agrumato.
Il pollo deve essere davvero buono, però: io ho usato un pollo ruspante, molto saporito.
Servono:
  • 1 pollo tagliato a pezzetti non troppo grandi, lavato e asciugato
  • burro
  • il succo di due limoni
  • sale e pepe
  • 5 foglie di limone (se ce le avete!) oppure salvia

Accendere il forno a 170° ventilato e imburrare una teglia di dimensioni sufficienti.
Mettere in una terrina i pezzi di pollo, condirli con sale e pepe e mescolare bene per insaporirli uniformemente.
Disporli poi nella teglia, infiocchettare di burro e irrorarli con il succo dei limoni.
Aggiungere anche le foglie di limone o la salvia e infornare.
Cuocere per un'ora e mezzo (allungare un po' la cottura e alzare la temperatura se il forno è normale e non ventilato), fino a quando il pollo sarà ben dorato e la pelle croccante.
Servire subito.

Il commento della copiona: l'aggiunta della salvia o del limone è mia, nell'originale non c'era. Il pollo fatto così rimane asciutto, croccante e dolcissimo, grazie al burro.

Minestra di semolino dell'Artusi


Questa minestra era una delle più preparate, a casa mia (dove, per casa mia, intendo la mia famiglia di nascita).
Io non la faccio molto spesso, nonostante piaccia molto: è una minestra che i bambini amano moltissimo!

L'Artusi dà le dosi per uovo. Per 4 persone oggi ho usato:

  • 3 uova
  • 90 gr di semolino
  • 60 gr di parmigiano grattugiato
  • 60 gr di burro
  • sale
  • noce moscata

Il burro si fa sciogliere al fuoco (o nel microonde, che ai tempi dell'Artusi non c'era :-D), poi si mette in una zuppierina, si aggiungono il semolino e il parmigiano, mescolando bene.
Si uniscono poi, una alla volta le uova, fino ad ottenere un composto ben amalgamato e senza grumi.
Si sala e si insaporisce con la noce moscata.
Si stende il composto in una piccola teglia imburrata e si mette in forno già caldo a 160° per una ventina di minuti.
Quando sarà ben rassodato, si toglie dal forno, si fa raffreddare, poi si taglia a minuscoli dadini: nella foto ho tentato di far vedere quanti ce ne stanno in un cucchiaio dopo cotti, quindi un po' gonfiati.
Si cuociono in brodo bollente per una decina di minuti e si servono con altro parmigiano grattugiato, a piacere.
Se avanzano, si possono riscaldare (e forse sono anche più buoni!).

Il commento della copiona: che dire, se non che questo è un piatto che è pieno di memorie e ricordi, per me?

sabato 5 dicembre 2009

Gramigna con sugo di salsiccia


Questo è uno di quei piatti robusti che fanno la felicità dei miei figli e che io - ahimé, anzi ahiloro ;-D - non faccio quasi mai.
La ricetta - nata probabilmente a Bologna - è diffusa praticamente in tutta la regione e l'ho fatta seguendo le indicazioni di Alessandro Molinari Pradelli dal libro La cucina dell'Emilia Romagna.


Servono:
  • 500 gr di gramigna all'uovo
  • una grossa cipolla tritata
  • 500 gr di salsiccia fresca
  • un bicchiere di vino bianco
  • un bicchiere di latte
  • un cucchiaino di concentrato di pomodoro
  • poco brodo
  • burro e olio extravergine di oliva
  • sale e pepe di mulinello
parmigiano grattugiato

Si fa soffriggere la cipolla tritata in una casseruola con un pezzetto di burro e qualche cucchiaio d'olio (siamo in Emilia... i condimenti abbondano... :-D ): quando è ben dorata, si aggiunge la salsiccia spellata e sbriciolata e si fa rosolare a fuoco vivace fin quando la carne risulterà leggermente croccante.
Bagnare col vino bianco, lasciarlo evaporare, poi aggiungere il concentrato di pomodoro e il latte.
Abbassare la fiamma e far cuocere piano, scoperto, per circa un'ora. Se nel frattempo si asciuga troppo, aggiungere un po' di brodo caldo.
Quando la salsa sarà ben tirata, aggiustare di sale e pepe.
Lessare la pasta al dente e saltarla in padella con il sugo, parmigiano grattugiato ed eventualmente poca acqua di cottura della pasta.
Servire subito.

Il commento della copiona: uno di quei piatti che fanno molto "trattoria da camionisti".
In parecchi ristoranti si trova normalmente, ma spesso il sugo è pasticciato (letteralmente!) con la panna o la besciamella. Invece è buonissimo così da solo.

Coniglio alla sanremese


Ancora dalle Ricette regionali di Anna Gosetti della Salda, un piattino che ho fatto qualche tempo fa e che non avevo avuto il tempo di scrivere qui.
Io adoro il coniglio: è la carne che preferisco, ma in casa mia non è altrettanto apprezzata, quindi la faccio molto raramente.

Servono:
  • un coniglio tagliato a pezzi lavato e pronto per la cottura, con testa e fegato
  • 50 gr di olive liguri in salamoia (io ho usato le piccole taggiasche)
  • una cipolla
  • olio extravergine di oliva
  • un rametto di rosmarino
  • una foglia di alloro
  • un pizzico di timo
  • una costa di sedano
  • qualche gheriglio di noce
  • vino rosso
  • sale

Mettere al fuoco una casseruola con un po' d'olio e farvi soffriggere la cipolla affettata, il rosmarino, il timo, l'alloro e il sedano tritato.
Unire i pezzi di coniglio, salarli e farli rosolare. Aggiungere anche qualche gheriglio di noce pestato e uno o due bicchieri di vino rosso.
A parte, lessare il fegato e la testa del coniglio, prima spaccata a metà e lavata ben bene (un po' grandguignolesca, questa operazione... :-D ), poi spolpare la testa di tutta la carne, tritarla insieme al fegato e unirla al coniglio.
Continuare a cuocere, aggiungendo se serve un mestolino di brodo di cottura del fegato: si dovrà ottenere un intingolo denso ed abbondante. A metà cottura aggiungere le olive intere.
Servire con un contorno adeguato, come per esempio un purè di patate.

Il commento della copiona: il vino rosso rende il piatto molto scuro ma anche molto appetitoso!

domenica 29 novembre 2009

Tagliolini alle seppioline

In realtà, non sono tagliolini, ma una sorta di spaghetti alla chitarra, tagliati all'Imperia e fatti con l'impasto di albumi di questi strozzapreti.
E delle seppioline, ci sono soltanto i tentacoli, avanzati dalla preparazione delle seppioline alla Cetrullo... ma nel complesso un sugo davvero delizioso!

Ho usato:

  • tagliolini sottili fatti con l'impasto degli strozzapreti
  • un pugnetto di tentacoli di seppiolina
  • un paio di cucchiai del ripieno delle seppioline
  • una acciuga sotto sale
  • uno spicchio d'aglio
  • un cucchiaino colmo di doppio concentrato di pomodoro
  • un sorso di vino bianco
  • olio extravergine di oliva
  • prezzemolo tritato

Ho fatto soffriggere in poco olio lo spicchio d'aglio e l'acciuga disliscata e sciacquata dal sale in eccesso sotto acqua corrente.
Ho aggiunto i tentacoli delle seppioline e dopo qualche istante anche il ripieno avanzato. A fuoco moderato, ho fatto insaporire, poi ho bagnato col vino bianco e infine ho aggiunto il doppio concentrato di pomodoro.
Ho bagnato con mezzo bicchiere d'acqua e fatto cuocere fino a che i tentacolini sono diventati belli morbidi.
Nel frattempo, ho lessato i tagliolini, poi li ho spadellati col sughetto e ho completato col prezzemolo tritato.

Il commento della copiona: per essere un piattino fatto di avanzi e assolutamente improvvisato ha fatto la sua bella figura :-)

Seppioline alla Cetrullo


Ancora dalle Ricette Regionali interpretate da Anna Gosetti della Salda, un piatto che è stato la portata obbligata di parecchie Vigilie di Natale della mia infanzia e giovinezza.
Quest'anno, per la prima volta, alla Vigilia di Natale non ci sarà il mio babbo, che era un gran cuoco e che preparava cene memorabili.
Mi sono proposta di cucinare io, per il 24 dicembre e comincio a provare le cose che vorrei fare.
Questa è una ricetta con una leggerissima velatura malinconica, ma così buona che bisogna assolutamente provarla per fare pace coi ricordi.

Servono:

  • 8 seppie da circa 130 gr cadauna (io ho usato solo le sacche e i tentacoli sono finiti nel sugo per i tagliolini)
  • poco pane grattugiato
  • una cucchiaiata di capperi sotto sale
  • 4 acciughe sotto sale
  • due spicchi d'aglio
  • prezzemolo
  • olio d'oliva
  • vino bianco secco

Ho lavato bene le seppie e le ho asciugate nella carta da cucina.
Ho messo nella moulinette un ciuffo di prezzemolo, uno spicchio d'aglio, i capperi NON dissalati, le acciughe lavate sotto l'acqua e spinate e ho tritato bene, ma senza raggiungere il grado di poltiglia :-)
L'ho poi amalgamato con due o tre cucchiaiate di pangrattato e tanto olio quanto ne serve per ottenere un composto di giusta consistenza.
Ho distribuito il ripieno nelle sacche (ne è avanzato un po', anche quello finito nel sugo dei tagliolini :-D ) e le ho fissate con degli stecchini: la ricetta prevedeva la cucitura, ma non avevo voglia di mettermi a fare la sartina e ho preso una scorciatoia...
Ho messo in un tegame di terracotta mezzo bicchiere d'olio e uno spicchio d'aglio e quando questo si è dorato ho aggiunto le seppie e ho fatto rosolare per una decina di minuti: poi ho bagnato con un bicchiere di vino bianco, che ho fatto evaporare a tegame scoperto.
Ho poi aggiunto un poco di acqua calda (o brodo di pesce, se ce lo avete... ma meglio non usare quello di dado, perchè sospetto che il piatto diventerebbe salato in modo intollerabile) e ho fatto cuocere incoperchiato.
Il tempo di cottura dipende dalla dimensione delle seppie.
Quando saranno cotte, togliere il filo o gli stecchini e servire subito con il loro sughetto.

Il commento della copiona: fantastiche!

Pane della mezz'ora delle Simili adattato al Bimby


Questo è un adattamento al bimby del pane della mezz'ora delle sorelle Simili, tratto dal libro Pane e roba dolce , di cui consiglio caldamente l'acquisto nonostante la maggior parte delle ricette sia presente in internet
E consentitemi anche una piccola notazione che di sicuro mi alienerà un bel po' di simpatie: i blogger che si scandalizzano quando le loro ricette vengono usate a scopi commerciali, dovrebbero egualmente alzare la voce (ma a volte basterebbe anche il sopracciglio... piuttosto che niente è meglio piuttosto :-D) quando inciampano nel saccheggio di libri come quello nei confronti di Margherita e Valeria Simili.
Fine della parentesina polemica, ecco la ricetta.

Servono:

  • 250 gr di farina 0
  • 250 di farina manitoba)
  • 130 gr acqua + 1 cucchiaio e mezzo di acqua (circa)
  • 25 gr di lievito di birra
  • 130 gr latte
  • 20 gr di burro
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 2 cucchiaini rasi di sale

Nel misurino sciogliere il lievito con il cucchiaio e mezzo d'acqua e lo zucchero. Inserire nel boccale il latte, il burro, il sale e l'acqua: vel. 5 per 20 sec. Aggiungere un terzo della farina e impastare a vel. 4-5 per 10 sec. poi aggiungere il lievito del misurino, mescolare ancora pochi secondi a vel. 4-5. Aggiungere la restante farina e impastare a vel. 6 per 30 sec. poi per 2 minuti a spiga.
Sul tavolo leggermente infarinato formare due palle dall'impasto e schiacciatele con le mani o il mattarello fino a farle diventare due ovali, raddoppiarli e arrotolarli, fino ad avere due corti filoni. Disponerli a falda sotto sulla placca del forno ricoperta di carta e mettere in forno FREDDO. Accendere il forno a 200° per un minuto, poi spegnerlo e lasciare lievitare per 30 minuti. Senza aprire lo sportello accendere ancora a 190° e cuocere per 45 minuti circa. Se prende troppo colore, coprire le pagnotte con carta stagnola o carta forno.

Il commento della copiona: un modo velocissimo per ottenere il pane fresco! Questa versione per il bimby risale alla notte dei tempi... se non ricordo male, lo avevo trovato sul vecchio forum del bimby, quello che non esiste più. Ma in rete è riportato in tantissimi forum e blog e non riesco ad attribuire la m(p)aternità dell'adattamento. Insomma... io l'ho copiato.. se la mamma o il babbo si riconoscono (e portano la prova del DNA :-D ) lo cito subito :-*

venerdì 27 novembre 2009

Simil fricassea di pollo


Faccio spesso il brodo di pollo e poi mi devo mangiare da sola la carne che avanza, perchè in casa mia storcono un po' il naso, a meno di non mascherarla bene.
Stasera avevo intenzione di fare il tonno di pollo ma quando sono andata a disossare la carne, l'ho trovata un po' troppo rossa, accanto alle ossa e non mi sono mica fidata a marinarla così.
Allora mi è venuto in mente di trasformarla in una simil fricassea, che prevedesse una cottura supplementare e così ho fatto.

Ho usato:
  • due grosse cosce di pollo con la sovracoscia, lessate
  • 2 tuorli d'uovo
  • il succo di un limone
  • un grande bicchiere di brodo
  • prezzemolo tritato
  • poco olio

Ho tolto la pelle e disossato il pollo, ricavandone dei filetti, che ho fatto brevemente saltare in poco olio.
Nel frattempo, ho scaldato il brodo poi, fuori dal fuoco, ho aggiunto il succo di limone e, sempre mescolando con una frusta, i tuorli e il prezzemolo.
Ho versato questo composto sul pollo e ho fatto addensare a fuoco medio-basso.
Servito subito.

Il commento della copiona: buonissimo e molto economico!

Vellutata di spumante


Buffa questa ricetta, con pochi ingredienti! E molto utile per smaltire le bottiglie di spumante che giacciono in cantina... noi non siamo bevitori (purtroppo o per fortuna decidetelo voi...) e prima che facciano l'aceto meglio consumarle.
L'ho trovata nel libro di ricette del Trentino Alto Adige di Alessandro Molinari Pradelli e l'ho un po' modificata. Immagino che dovebbe essere fatta con un Ferrari... ma io ho usato quello che avevo :-)

Servono:
  • mezzo litro di brodo di pollo
  • 4 tuorli d'uovo
  • 2 cucchiai di maizena
  • un bicchere (250 ml) di spumante secco
  • 180 gr di panna acida
  • poco prezzemolo tritato

Mettere a scaldare il brodo.
Nel frattempo, frullare tutti gli altri ingredienti e appena il brodo avrà alzato il bollore, versarveli dentro, rimestando alcune volte. Appena il composto accenna a velare il cucchiaio, spegnere il fuoco e servire subito.

Il commento della copiona: un sapore strano, che ricorda lo zabaione. Ha avuto accoglienza entusiasta da parti di alcuni dei commensali e un po' perplessa da parte di altri. Ma nel complesso, un piattino da consumare a piccole dosi, come entrée un po' particolare.

giovedì 26 novembre 2009

Berry delicious! Pie di mele e frutti di bosco


Ora devo confessare un'altra cosa: quando vado all'estero, a me piace mangiare le cose che mangiano i locali. Non mi vedrete mai cercare una pizzeria a Praga o entrare in un ristorante italiano in Germania.
La cucina inglese, nonostante la pessima fama che la precede, è fantastica, secondo me: mi piacciono i piatti e le preparazioni tradizionali e mi piacciono anche le idee innovative espresse e realizzate dai cuochi superstar.
Questo dolce, facilissimo, velocissimo a farsi e di grande effetto, viene da una vecchia rivista inglese ed assomiglia molto ad una cosa che ho mangiato a Londra un po' di tempo fa.

Servono:
  • 275 gr di farina + altra farina per lo spolvero
  • 75 gr di zucchero a velo (quello comprato, che contiene anche l'amido: l'icing sugar)
  • 125 gr di burro a temperatura ambiente
  • 2 uova
  • poco latte
  • zucchero semolato per decorare
per il ripieno:
  • 500 gr di mele golden (o altre, adatte alla cottura)
  • 175 gr di frutti di bosco surgelati, non scongelati
  • 50 gr di zucchero a velo (quello di cui sopra)
  • 2 cucchiaini di maizena

Si comincia preparando la pasta a mano, sulla spianatoia o in una ciotola.
Preparata la farina, si aggiungono lo zucchero a velo e il burro tagliato a dadolini. Poi si fa un incavo al centro e vi ci rompono le uova. Impastare con la punta delle dita e poi normalmente, fino ad ottenere una palla. Farla riposare per un quarto d'ora al fresco.
Accendere il forno a 170°.
Trascorso questo tempo, stendere la pasta in un cerchio irregolare (il dolce deve avere un aspetto un po' rustico) e accomodarla in una tortiera bassa, ricoperta di carta forno, in modo che i bordi fuoriescano.
Sbucciare le mele e ricavarne fette piuttosto spesse. Metterle in una zuppierina, unire i frutti di bosco ancora congelati, lo zucchero a velo e la maizena: mescolare bene.
Versare il ripieno al centro della pasta, poi rovesciare la pasta eccedente verso il centro, formando morbide pieghe e lasciando visibile la frutta al centro.
Spennellare l'esterno del dolce con un poco di latte e spolverizzare di zucchero semolato.
Infornare per 35-40 minuti o fino a quando la pasta sarà cotta e ben dorata e la frutta sarà morbida.
Si può servire tiepida o a temperatura ambiente, così com'è o accompagnata da panna o gelato o crema.

Il commento della copiona: un dolce poco dolce e molto gradevole. L'impasto è fantastico: si stende che è una meraviglia, senza rompersi né appiccicarsi e sarà da tenere in considerazione come base per altri futuri pie.

domenica 22 novembre 2009

Scialatielli autunnali

Bisogna che ve la racconti tutta... gli scialatielli simili a questi li ho mangiati la settimana scorsa da Rosso Pomodoro (gran bel posto... consigliabile davvero!).
A dire il vero, li ho inghiottiti, senza godermeli troppo, perchè erano già le due del pomeriggio, ero di corsa e intanto che li mangiavo stavo pure telefonando...
Però mi era rimasta la voglia di provare a rifarli e allora stamattina mi sono messa all'opera: il condimento è opera mia, quelli del ristorante erano con i porcini e pohe castagne... e forse c'era anche della pancetta croccante, non ricordo....
I miei sono più buoni, però ;-D

Ho usato:
  • gli scialatielli appena fatti
  • olio extravergine di oliva
  • uno scalogno a fettine
  • funghi porcini surgelati
  • un pezzo di zucca, pelata e tagliata a pezzetti
  • una ventina di castagne arrostite e pelate
  • un sorso di vino bianco
  • prezzemolo tritato

Ho soffritto lo scalogno nell'olio, in un grande tegame, ho aggiunto i porcini e la zucca, fatto insaporire un poco, bagnato con il vino e fatto cuocere coperto. A 3/4 della cottura ho aggiunto le castagne e aggiustato di sale e pepe.
Nel frattempo ho scaldato l'acqua per la pasta, salandola (ovviamente...) e quando è andata a bollore ho calato gli scialatielli.
Quando sono venuti a galla, li ho lasciati sobbollire per due minuti, scolati con un ragno e buttati nel tegame del condimento, facendoli insaporire bene e spolverizzando col prezzemolo prima di servire.
Niente formaggio!

Il commento della copiona: mi sono piaciuti tantissimo... e non solo a me (per fortuna :-D )!.
Ci sono tutti i sapori autunnali, qua dentro, compreso il vago sentore di tartufo lasciato dal formaggio di fossa.

Scialatielli


Come mi diverte fare la pasta fresca la domenica mattina!
Gli scialatielli (a volte visti scritti anche scialatelli, senza la i) sono una pasta fresca napoletana, della quale ho trovato versioni diverse: la differenza fondamentale è che una è a base di impasto cotto, fatto un po' come quello dei beignets, per capirci. L'altro, che è quello che ho fatto io, è impastato a crudo.
Ci sono un sacco di ricette in giro: io ho fatto un mix, scegliendo un pezzo dell'una e un pezzo dell'altra.
Neanche i miei preziosi libri di riferimento questa volta mi hanno aiutato a capire qual è la vera ricetta... quindi, la metto così come l'ho fatta io, attendendo smentite e correzioni :-)

Ho usato:
  • 500 gr di farina 00
  • 1 uovo
  • 200 gr di latte intero
  • un pizzico di sale
  • una macinata di pepe di mulinello
  • 45 gr di formaggio di fossa grattugiato con la microplane (altrimenti, usare il pecorino da grattugia)
  • 1 cucchiaio d'olio
  • 2 cucchiai di prezzemolo tritato

Ho messo la farina mescolata col formaggio, il sale e il pepe sulla spianatoia, ho fatto la fontana e in mezzo ho rotto l'uovo.
Ho aggiunto il prezzemolo e l'olio e ho cominciato a incorporare farina con una forchetta.
Poi ho aggiunto il latte, poco alla volta, e ho continuato a lavorare, prima con la forchetta poi con le mani fino a che ho ottenuto un impasto elastico e bene amalgamato.
L'ho messo a riposare per un'ora (o forse di più....) tra due piatti, al fresco sul terrazzo.
Poi l'ho ripreso, lavorato con le mani ancora un po' e ho poi tentato di stenderlo con il mattarello: inutile, la pasta non si muoveva neanche di un millimetro!
Alla fine ho tirato fuori l'imperia e l'ho stesa, alla tacca centrale: infine l'ho passata dall'accessorio per fare le tagliatelle.
Devono risultare piuttosto spessi e non troppo lunghi.
Si cuociono in acqua bollente salata, scolandoli un paio di minuti dopo che sono venuti a galla.

Il commento della copiona: questi li rifarò di sicuro, cambiando anche le erbe aromatiche (per esempio, basilico al posto del prezzemolo).

Pane con la biga


L'ho fatto per tanto tempo con il bimby, ma non so se sia una ricetta originale (propendo per il no...) o un adattamento di una delle Simili... ma tant'è! Io ho preparato il pane per mesi, con queste dosi, facendo la biga al mattino e cuocendo alla sera. Poi naturalmente mi sono stufata e sono passata ad altro...
Non ricordo assolutamente da dove l'ho presa... forse dal vecchio forum del bimby?
Ieri mi è venuta voglia di avere pane fresco, oggi a pranzo e l'ho rispolverata.
Naturalmente, come sempre, questo pane si può fare anche senza bimby, impastandolo a mano, o con il robot, l'impastatrice o anche la macchina del pane.

Per la biga:
  • 250 gr di farina bianca
  • 200 gr di acqua tiepida
  • 4 gr di lievito di birra (fermentazione 24 ore)

oppure

8 gr di lievito - 18 ore
10 gr di lievito - 12 ore
14 gr di lievito - 6/8 ore

25 gr di lievito - 3/4 ore


Per l'impasto finale:

  • 500 gr di farina
  • 220 gr di acqua tiepida
  • volendo, 2 cucchiaini rasi di sale fino (io non ce lo metto, perchè, in quanto toscana, a me il pane piace sciocco, cioè insipido :-) ).

Preparare la biga secondo il tempo che si ha a disposizione e usare la quantità di lievito corrispondente: inserire nel boccale acqua e lievito: 5 sec. vel. 4-5, aggiungere la farina: 30 sec. vel. 5, se serve raccogliere l'impasto dalle pareti sulle lame con la spatola.
Trascorso il tempo di lievitazione, aggiungere il resto dell'acqua e della farina: 50 sec. vel. 6, aggiungendo il sale intanto che impasta. Poi dare 3 minuti a spiga.
Modellare una pagnotta sulla placca del forno, massaggiare con acqua la superficie e mettere a lievitare in lungo tiepido fino al raddoppio.
Bagnare nuovamente la superficie con acqua, poi massaggiarla con un po' di farina, molto DELICATAMENTE per non far sgonfiare il tutto.
Preriscaldare il forno a 220°/240° e inserirvi la pagnotta, dopo 10 minuti abbassare a 190°/200° e cuocere per circa 40 minuti, fino ad avere una bella coloritura. Sfornare e mettere a raffreddare su una gratella.

Il commento della copiona: questo è un pane facilissimo, di sicura riuscita, dalla crosta croccante e con la mollica morbida. Si mantiene bene ed è buono anche dopo un paio di giorni (se ci arriva...).

sabato 21 novembre 2009

Vampasciuscia cà lumìa e furmai ad fosa (Mafaldine al limone e formaggio di fossa)


Innanzitutto... scusate la pronuncia!
Non ho origini né frequentazioni importanti con la Sicilia (a parte qualche cara e buona amica... ma comunichiamo prevalentemente via web, quindi non c'è modo di affinare la lingua... :-****) e in Romagna ci vivo soltanto... per di più, da un'altra parte, rispetto a Sogliano sul Rubicone, patria del formaggio di fossa, dove il dialetto si addolcisce verso il pesarese.
Questa ricetta viene, in parte, dalle Ricette del Gambero Rozzo 2008 (e anche qui, lo spicchio d'aglio nell'elenco di ingredienti scompare misteriosamente nella descrizione della ricetta... ah, questi correttori di bozze!).
L'aggiunta del formaggio di fossa è mia, per ammorbidire un po' l'aspro amarognolo del limone e ci sta benissimo!
Nel caso non si trovi, si può usare del pecorino piccante e saporito.
E invece della menta, si potrebbe usare della salvia per profumare questo condimento delizioso.
Infine la vampasciuscia: ho scoperto quest'estate, durante una deliziosa cena con delle amiche a Isola delle Femmine, che questo è il nome siciliano delle mafaldine o lasagnette ricce. Come non dedicare a loro questo piatto, che me le fa ricordare? :-)

Ho usato:
  • 350 gr di pasta formato mafaldine
  • 3 limoni non trattati
  • 2 chiodi di garofano
  • 1 piccolo spicchio d'aglio schiacciato
  • 1/2 bicchiere di olio extravergine di oliva
  • 5 foglie di menta fresca
  • prezzemolo tritato
  • formaggio di fossa a scaglie

Mettere a bollire l'acqua della pasta e nel frattempo preparare il condimento.
Lavare i tre limoni.
Grattugiare con la microplane (possibilmente... altrimenti va bene una grattugia qualsiasi) la scorza di un limone e metterla in un contenitore fornito di tappo ermetico (un tupperware,per esempio, ma anche un barattolo da marmellata grande va benissimo).
Spremere due limoni (quello precedentemente grattugiato e un altro) e mettere il succo nel contenitore insieme alla scorza grattugiata.
Il terzo limone va pelato al vivo e tagliato a piccoli triangoli, dopo aver eliminato i semi e aggiunto al resto.
Per ultimo, unire l'olio, la menta tritata, i chiodi di garofano e l'aglio schiacciato.
Chiudere il barattolo e agitare fino ad ottenere un'emulsione densa.
Versarla in un tegamino e scaldarla brevemente.
Lessare la pasta al dente, condirla con l'emulsione di olio e limoni, spolverizzare di prezzemolo tritato e finire con scaglie di formaggio di fossa.

Il commento della copiona: è molto agrumato (ovviamente!) ma lascia una bocca fantasticamente pulita e gradevolissima.

Vellutata di pera mora e gorgonzola con prosciutto crudo croccante


L'idea l'ho presa da un libricino molto bello da vedersi e che volutamente non citerò perchè contiene alcuni grossolani errori... anche in questa ricetta un ingrediente appare magicamente nelle istruzioni senza essere menzionato nell'elenco.
Sono troppo pignola? No, non credo... sono molto indulgente, in genere, verso gli errori del prossimo. Ma essendomi guadagnata il pane per tanti anni facendo traduzioni e sapendo che dovevo consegnare dei prodotti finiti perfetti (perchè ogni errore o svista si pagava a caro prezzo...), non capisco perchè altri possa concedersi il lusso di sciatterie di questo genere.
Comunque la ricetta è piuttosto modificata...
Aggiungi immagine
Ho usato:
  • 1 kg di pere more
  • 1 litro di brodo di pollo
  • 1 cipolla bianca
  • 1 foglia d'alloro
  • 1 spicchio d'aglio
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 110 gr di gorgonzola piccante
  • pepe 4 colori di mulinello
  • 8 fette di prosciutto crudo

Ho tritato finemente la cipolla con lo spicchio d'aglio.
Ho sbucciato le pere e le ho tagliate a pezzetti.
Ho intiepidito il brodo.
Ho messo in un tegame ampiol'alloro, il trito di aglio e cipolla, l'olio e due cucchiaiate d'acqua e ho fatto imbiondire.
Ho aggiunto le pere, fatto insaporire un paio di minuti e ho poi unito il brodo.
Ho portato a bollore e fatto cuocere pochi minuti, fino a quando le pere si sono ammorbidite (un 7-8 minuti).
Ho tolto l'alloro, aggiunto il gorgonzola a pezzi e frullato tutto col minipimer fino ad ottenere una crema vellutata.
Ho rimesso sul fornello al minimo intanto che preparavo la guarnizione.
Ho scaldato una padella antiaderente e, senza aggiungere olio, ho grigliato le fette di prosciutto, un po' alla volta, fino a farle diventare asciutte e croccanti.
Ho messo nel piatto la vellutata, condito con il pepe 4 colori di mulinello e sopra ogni piatto due fette di prosciutto grigliato tagliato a pezzetti.

Il commento della copiona: la pera mora è un'antica varietà di pera che sta tornando di moda, dopo essere stata dimenticata forse a causa del suo aspetto stortignaccolo e bruttarello, molto disomogeneo, che non la rendeva appetibile in mezzo alla frutta "industriale" tutta uguale per colore e per caratura. Ha la polpa fondente e la buccia scura.
Ah, questa vellutata è molto buona :-)

LinkWithin

Blog Widget by LinkWithin