domenica 29 marzo 2009

Confetturite? Ipermarmellatosi? Ecco due cure alternative

(post apparso in origine su www.coquinaria.it il 15 ottobre 2007 e tutta farina del mio sacco! :-D foto)

La confetturite, come noto, è un disturbo stagionale dalle molte cause: a scatenarlo, possono essere una sovrapproduzione degli alberi da frutta del giardino, il regalo inatteso di una cassetta di arance dal cognato di Palermo (confetturite citrus) oppure si può esserne contagiati passando davanti a un'edicola e vedendo una monografia dedicata alle conserve oppure inciampando nel blog Labellaconfetturaia.blog.it.
Ha solitamente evoluzione benigna: chi ne è colpito una volta ha forti probabilità di immunizzarsi e non prenderla mai più, oppure la malattia può ripresentarsi a intervalli ciclici, in particolare nella tarda estate, ma i soggetti colpiti riescono comunque a convivere bene con le ricadute.
Nei casi più gravi, però, la confetturite può evolvere in ipermarmellatosi, una grave patologia dalle molte cause, tra le quali la confetturite è forse la più trascurabile.
La ipermarmellatosi è infatti un disturbo cronico, che, a differenza della confetturite che colpisce prevalentemente le donne in età fertile e anche postpensionamento, è trasversale per genere, età, censo e ceto.
Può originare da comportamenti a rischio (incauto acquisto di strane confetture durante viaggi all'estero, debolezza di fronte ai 3x2 della Zuegg), avere cause esogene (amici e parenti affetti da confetturite si liberano del disturbo cedendo ad altri le proprie produzioni e dando così il via alla ipermarmellatosi), essere l'effetto collaterale della sindrome da accumulo di scorte alimentari o disturbo dello scoiattolo previdente).
Quale che sia la causa, il problema viene solitamente trattato con rimedi tradizionali: crostate, occhi di bue (per la variante ipermarmellatosi persica), sachertorte (solo nella mutazione apricotea), diluizione in yogurt, spalmatura su fette di pane imburrate.
Da oggi, sono però disponibili due rimedi alternativi, che, sperimentati con successo anche su cavie umane volontarie, hanno portato notevoli diminuzioni delle scorte di confetture e in generale un miglioramento della dolorosa sintomatologia.
Il ciambellone si addice soprattutto a chi è affetto da ipermarmellatosi pallida, ovvero aumentata disponibilità di confetture chiare a base di agrumi, albicocche, pesche, fichi. Non sono noti i risultati nell'utilizzo di marmellate scure, ma si può ragionevolmente ipotizzare che l'unico effetto collaterale potrebbe essere un colorino verdognolo dell'impasto, senza che ciò infici però la bontà del manufatto.
Il semifreddo è invece più indicato per la ipermarmellatosi rubizza, quella causata da fragole, ciliegie, prugne e altri frutti rossi. Questa terapia era già stata introdotta nel 2006, ma si ripropone qui perchè di notevole efficacia.


Ciambellone con la marmellata nell'impasto

(ricetta scarabocchiata su un pezzetto di carta e rielaborata da me)

  • 4 uova
  • 350 gr farina autolievitante
  • una tazzina da caffè di olio di riso (o altro olio di sapore neutro)
  • 100 gr di zucchero
  • 350 gr di marmellata pallida (provata con successo di bergamotto, di pesche e di fichi)
  • granella di zucchero, a piacere

Si montano le uova con lo zucchero fino ad averle bianche e belle gonfie, si unisce, sempre continuando a montare, l'olio, poi la marmellata e infine la farina.
Si rovescia tutto in uno stampo da ciambella da 26 cm circa imburrato, si cosparge con un poco di granella di zucchero e si cuoce per 35 minuti a 170° in forno già caldo (regolarsi col proprio forno!)
Per me, questa è LA ciambella.


Semifreddo alla marmellata versione annaginger
(ricetta copiata da Lallina di coquinaria e rielaborata da me)

(più che un semifreddo, ha la consistenza della pannacotta, ma è una ricetta furba per smaltire gli avanzini di marmellata che giacciono immangiati nel frigo).

  • 500 gr panna liquida
  • 500 gr di latte
  • 170 gr di zucchero a velo
  • 1 cucchiaino di essenza di vaniglia
  • 1 bustina di gelatina in polvere (oppure 12 gr di colla di pesce)
  • 125 gr di marmellata, meglio se di tipo asprigno (io ho utilizzato quella di lingonberries dell'ikea)
Ho scaldato il latte e ci ho fatto sciogliere dentro lo zucchero a velo, poi l'ho lasciato intiepidire.
Ci ho aggiunto la panna e la vaniglia, poi la marmellata e infine la gelatina sciolta in poca acqua nel microonde.
Ho versato nello stampo e fatto raffreddare in frigo (l'ho fatta alla sera per il pranzo del giorno dopo).
La prossima volta (perchè la rifarò...) la metterò in stampini individuali, molto più graziosi.

Il commento della copiona: due ricette semplici, veloci, con pochi ingredienti, ma da provare perchè sono veramente deliziose!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi ricordo questo post!! Troppo divertente e molto ginger!

Alessia

Anonimo ha detto...

Anna, mi ricordo benissimo di questo raccontino, mi aveva fatto scompisciare all'epoca e mi fa schiantare ancora oggi...io sono una di quelle che ci ha avuto l'evoluzione benigna, m'è venuta una volta la confetturite e mi sono immunizzata..ahaahah!!! baci
Stefi la quaglia

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