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lunedì 31 ottobre 2011

Lasagne di zucca e salsiccia (è Halloween e io mi vesto da mummia)

Stamattina ho vissuto qualche momento di tiramolla della mia forza di volontà.
Il diavoletto sulla mia spalla sinistra diceva: rimani tra le calde coperte e goditi la giornata di ferie senza obblighi.
L'angioletto, su quella destra, mi sussurrava di infilare la tuta e le scarpe da running, di vincere la pigrizia e andare a correre, tanto poi c'era tutta la giornata davanti per rilassarmi e fare le mille cose che avevo programmato da settimane.
Ha vinto l'angioletto... è a lui che devo le 4 ore passate al pronto soccorso, il malleolo rotto, le ferite e le escoriazioni in vari luoghi del mio corpicciuolo (per dire...) e una prognosi di 21 giorni di gesso salvo complicazioni. Il diavoletto non avrebbe mai permesso che inciampassi su un pezzo di asfalto non manutenuto e rovinassi a terra quasi smucchiandomi nella caduta.
Però, siccome non tutto il male viene per nuocere, mi godo un parziale travestimento da mummia, che mi permetterà di festeggiare Halloween con il più appropriato costume della mia vita.
E per completare l'idilliaco quadretto, ecco qua questa ottima ricetta fatta ieri, dopo una settimana passata a discutere di lasagne con scientifica e ingegneristica precisione con il mio amico Luca, al quale questa ricetta è dedicata.
La ricetta è mia, ma non giurerei che non derivi da reminiscenze di altre cose lette qua e là.
Le dosi sono spannometriche.

Ho usato:

  • sfoglia fresca da lasagne (io ho usato quella sottilissima prodotta da un noto batrace)
  • 1 piccola zucca hokkaido
  • circa 800 gr di pasta di salsiccia
  • 1 grossa cipolla dorata
  • 1 litro di besciamella
  • pecorino romano grattugiato
  • rosmarino
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

Lavare bene la zucca (della hokkaido si usa anche la scorza), tagliarla a pezzi piuttosto piccoli e metterla in un tegame insieme alla cipolla tritata, ad un rametto di rosmarino e a un po' d'olio.
Salare e pepare.
Cuocere fino a quando la zucca sarà morbida, ma non sfatta, poi schiacciarla un po' con i rebbi di una forchetta, senza ridurla in purea.
Sbriciolare la pasta di salsiccia e farla dorare in padella con poco olio, o addirittura niente olio, ma solo un po' d'acqua che si asciugherà e lascerà la carne morbida, cotta a puntino e ben rosolata.
Ungere una teglia o una pirofila di giuste dimensioni e fare gli strati, alternando sfoglie di pasta, zucca e salsiccia, pecorino grattugiato e besciamella e poi ricominciando fino a esaurimento degli ingredienti. L'ultimo strato deve essere di besciamella e pecorino.
Infornare a 180° ventilato per circa mezz'ora, poi far riposare per un quarto d'ora fuori dal forno prima di servire.

Il commento della copiona: una combinazione fantastica! Buonissime e piaciute a tutti


venerdì 28 ottobre 2011

Polenta con gli spinaci e il gorgonzola (resoconto della preparazione e raccomandazioni per il futuro)

L'altra sera ho invitato a cena i soliti cari amici con i quali ci vediamo purtroppo sempre meno e come al solito ho approfittato per fare un po' di esperimenti in cucina.
Questa polenta mi (ci) è piaciuta molto, anche se il procedimento che ho usato non mi ha soddisfatto molto, perchè ci sono purtroppo, rimasti molti grumi.
L'ho poi riprovata con altro metodo, che è quello che trascrivo ed è venuta perfetta.
Inoltre, ho usato la polenta istantanea (perdono, perdono!) mentre sarebbe molto più buona con quella da cuocere a lungo, magari nella slowcooker.

Ho usato:
  • 500 gr di farina da polenta istantanea
  • 500 gr di spinaci freschi
  • burro
  • aglio
  • gorgonzola

Sciogliere una noce di burro in un tegame insieme ad uno spicchio d'aglio. Aggiungere gli spinaci crudi, incoperchiare e fare appassire, salare. In cinque minuti saranno pronti. Tritarli e rimetterli nel tegame, oppure, come faccio io, stagliuzzarli usando le forbici direttamente dentro la pentola (questo di usare le forbici dentro la pentola è un trucco che mi insegnò molti anni fa una gentilissima signora romana).
A parte cuocere la polenta, tenendola appena più lenta del solito (il che significa, nel caso della polenta istantanea, usare una maggiore quantità di acqua).
Tenendo sempre la pentola sul fuoco, aggiungere il gorgonzola tagliato a pezzi (quantità piacere, più ce ne mettete, più ce ne trovate) e mescolare bene. Infine, unire gli spinaci, mescolare benissimo e servire subito con altro gorgonzola se qualche commensale fosse proprio insaziabile.

Il commento della copiona: molto gustosa! Con gli avanzi, ho fatto delle polpettine e le ho fritte... divorate! (la foto è orrenda, meglio di così non si poteva).

martedì 25 ottobre 2011

Peace'n'love, ah! (pron. pisellov-ah), ovvero vellutata di piselli che si è montata la testa dopo avermela salvata

Chi mi legge, sa che io cerco il più possibile di cucinare seguendo le stagioni. Non perché io sia particolarmente rigorosa o talebana, ma perché sono fondamentalmente pigra e cerco di comprare la roba quando costa meno - cioè in stagione.
Oltre a questo ho una cucina - purtroppo per me - piccola e stracolma di oggetti e inutilezze, incastrati nei pensili peggio di un partita di tetris ben riuscita.
A volte gli incastri non sono proprio perfetti e qualcosa piomba dal cielo e plana sul pavimento.
Se, però, nel volo verso terra incontra me, il qualcosa può far danni.
Una volta furono gli stampi da baguette (niente punti in testa, ma un bel taglio).
Altre volte sono delle scatole tupperware senza coperchio (so much ado about nothing...).
Sabato scorso è stato un tagliere di legno da 10 kg, caduto, in sequenza, sulla mia testa, sulla spalla destra, su uno dei miei piatti preferiti (andato in mille pezzi) e infine sul mio piede.
Non avendo nulla sotto mano per lenire il dolore alla mia preziosa testolina, sono ricorsa ad una busta di piselli surgelati, che è stata efficace quanto una borsa del ghiaccio.
Però poi i piselli dovevano essere consumati e alla svelta e quindi ci ho fatto questa vellutata, per far presto ribattezzata pisellova.

Ho usato:
  • 2 porri
  • 2 gambi di sedano
  • 500 gr di piselli surgelati
  • 750 gr di brodo vegetale
  • olio extravergine di oliva
  • basilico fresco
  • pepe nero

Tritare finemente i porri e i gambi di sedano e farli appassire in qualche cucchiaiata d'olio.
Aggiungere i piselli e il brodo caldo e cuocere per 25 minuti.
Al termine, frullare il tutto con un minipimer, in modo da ottenere una crema liscia.
Versarla nei piatti di portata, guarnendo con un giro l'olio, con del basilico fresco stracciato con le mani e un giro di pepe di mulinello.

Il commento della copiona: si fa in un attimo ed è buonissima. Naturalmente, per farla, non serve rompersi prima la testa e, soprattutto, in stagione si può e si deve fare con i piselli freschi sgranati amorosamente a manina.

domenica 23 ottobre 2011

Crumble di mele e uvette alle nocciole (perchè non c'è stagione migliore dell'autunno per cucinare)

Oh sì, cucinare in autunno è una delle cose che preferisco!
Passata la lunga estate calda (e quest'anno sembrava proprio non voler finire mai...), mi torna la voglia di stare in casa, di accendere il forno e di preparare cose buone e molto casalinghe.
Gli ingredienti di stagione, poi, sono eccezionali.
Questo crumble viene da una mailing list americana ed è una ricetta letteralmente del secolo scorso.

Servono:
  • 170 gr di farina bianca
  • 140 gr di farina integrale
  • 130 gr di burro
  • 2 cucchiai colmi di zucchero di canna
  • 40 gr di nocciole intere
  • 6 mele renette
  • 70 gr di uvette
  • la scorza di un limone
  • 3 cucchiai di zucchero bianco
  • zucchero a velo per decorare
  • panna montata per accompagnare

Accendere il forno a 220°.
Per fare l'impasto del crumble ci vuole necessariamente un robot con le lame.
Mettere nel mixer le due farine, il burro freddo a pezzetti, lo zucchero di canna e le nocciole e frullare fino ad ottenere un impasto bricioloso.
Ungere bene una pirofila grande (o una teglia che si possa portare a tavola: il crumble non va sformato).
Sbucciare le mele e tagliarle a pezzi, disponendoli poi nella pirofila. Distribuirvi sopra l'uvetta e la scorza di limone grattugiata, mescolata allo zucchero bianco.
Ricoprire infine con l'impasto sbriciolato tra le mani.
Infornare per circa 20-25 minuti, poi togliere dal forno e far raffreddare.
Spolverizzare con lo zucchero a velo e servire con la panna montata.

Il commento della copiona: piaciuto moltissimo! Il giorno dopo migliora.

giovedì 20 ottobre 2011

Arrosto all'uva (autunnale quanto basta)

L'originale di questa ricetta, strappata da una rivista, prevedeva un arrosto di vitello, che però noi in casa cerchiamo di consumare il meno possibile. L'ho quindi adattato usando fesa di tacchino.

Ho usato:
  • 1 pezzo di fesa di tacchino di circa 900-1000 gr
  • 100 gr di pancetta di maiale fresca a fettine sottili
  • 1 piccola cipolla o un grosso scalogno
  • 4 chiodi di garofano
  • un grosso grappolo d'uva bianca
  • 4 carote
  • vino bianco
  • burro
  • poco olio extravergine di oliva
  • brodo di pollo
  • sale e pepe

Per cominciare, ho avvolto il tacchino ho condito moderatamente con sale e pepe la fesa di tacchino, l'ho steccata con il rosmarino, l'ho avvolta nelle fettine di pancetta e legata bene.
L'ho fatta rosolare in poco olio, bagnandola poi con un bicchiere di vino bianco: ho incoperchiato e lasciato cuocere per una mezzora, bagnando di tanto in tanto con un mestolino di brodo caldo.
Nel frattempo, ho tritato le carote e la cipolla e lavato e diraspato il grappolo d'uva.
Trascorsa questo tempo, ho aggiunto i chiodi di garofano, le carote e la cipolla, bagnato ancora un un po' di brodo e cotto per un'altra mezzora.
Infine, ho aggiunto i chicchi d'uva e lasciato sul fuoco ancora un quarto d'ora.
Al termine, ho tolto la carne dalla pentola, ho aggiunto al fondo di cottura un grossa noce di burro e ho frullato il tutto col minipimer, aggiungendo un mestolino di brodo per rendere fluido il fondo.
Ho affettato la carne e l'ho servita con la sua salsa.

Commento della copiona: ottimo, la salsa è deliziosa!

domenica 2 ottobre 2011

Pici al burro di acciuga e basilico (come rimediare a una spesa non fatta)

Mi sto dedicando a un sacco di cose e le maratone in cucina proprio non ci stanno. Arriveranno, quando il tempo peggiorerà e le giornate si accorceranno. Ma per adesso, preferisco fare altre.
Ieri, per esempio, ho passato una bellissima giornata a Bologna, insieme ad amici vecchi e nuovi: c'è stato tempo per mangiare, per chiacchierare, per ridere e non mi è dispiaciuto neanche un po' non aver fatto la spesa.
Però oggi a pranzo ho dovuto mettere insieme qualcosa con quel che c'era in casa ed è venuto fuori questo.

Servono:
  • 500 gr di pici secchi
  • 150 gr di burro
  • mezzo tubetto di pasta d'acciuga
  • 60 gr di filetti d'acciuga sott'olio
  • pepe nero
  • basilico fresco

Mettere a cuocere i pici (ci vogliono oltre 20 minuti, quindi, il condimento si può preparare intanto che loro si lessano). Non salare l'acqua.
Mettere in un tegamino 120 gr di burro, spremerci sopra la pasta d'acciuga e aggiungere i filetti scolati dall'olio.
Mettere al fuoco e far sciogliere piano le acciughe, senza soffriggere.
Il burro rimanente va tagliato a pezzetti e messo sul vassoio di portata, insieme al basilico stracciato con le mani. Pepare a gusto.
Appena i pici sono cotti, scolarli e rovesciarli sul vassoio, mescolando con due forchette.
Versare sopra il condimento di burro e acciuga, mescolare ancora bene e servire subito.

Il commento della copiona: il burro è tantissimo, ma d'altra parte una cosa così non si mangia ogni giorno, quindi ci può stare. Un piatto dal sapore deciso, grazie alle acciughe ma rimane dolce al palato grazie al burro e al basilico. Buonissimo! (quasi quasi smetto di fare la spesa...)

Minestra densa di zucca hokkaido e cannellini (se il tempo è matto mica so' matta io...)

La mia mamma raccontava sempre la storiella di un tizio che la mattina di Pasqua - una Pasqua bassa, fredda, ventosa, piovosa - era andato a fare un giro per il corso con un nuovo abito primaverile, leggero e chiaro, assolutamente inadeguato alla giornata. A chi gli faceva notare che ci sarebbe stato meglio un cappotto, lui rispondeva "Se il tempo è matto, mica so' matto io!", rivendicando così il diritto a sfoggiare l'ultimo acquisto di abbigliamento anche in presenza di una tempesta inattesa, visto che sul calendario la primavera ormai era arrivata.
Questa minestra è stata mangiata sul terrazzo, qualche sera fa: sembrava agosto e si stava benissimo. All'autunno non ci pensava proprio nessuno, anche se tecnicamente era già iniziato.

Servono:
  • 600 gr di zucca hokkaido, con la buccia e tutto
  • 250 gr di fagioli cannellini già lessi
  • 1 cipolla
  • rosmarino
  • 1 litro di brodo di carne (o vegetale)
  • olio extravergine di oliva
  • 150 gr di occhi di lupo o ditalini rigati
  • ricotta da grattugiare
  • sale e pepe

Tritare la cipolla e farla soffriggere in olio extravergine di oliva insieme al rosmarino.
Nel frattempo, tagliare a pezzi la zucca, dopo averla lavata bene e tritarla con un frullatore potente o con la moulinetta.
Aggiungerla al soffritto e fare insaporire per qualche minuto, poi aggiungere il brodo e cuocere per mezz'ora.
Aggiungere i fagioli, far riprendere il bollore e versare la pasta, portandola a cottura.
Al termine, aggiustare di sale e pepe e lasciar riposare una decina di minuti, prima di portare in tavola servendo a parte pepe, olio extravergine di oliva e ricotta da grattugiare: ognuno ne aggiungerà nel suo piatto a piacere.

Il commento della copiona: zuppa adorabile, graditissima da tutti!


Minestra di riso e lenticchie (ma quando arriva l'autunno?)

Un po' troppo caldo, per i miei gusti, anche se devo ammettere che questa sequenza di giorni pieni di sole non mi dispiace. Ho voglia di autunno, però; di giornate più fresche, di aria frizzantina, di felpine... voglia di cucinare cibi della stagione. Le zuppe calde mal si accompagnano a temperature di 30 gradi.
Questa l'ho fatta qualche giorno fa, nell'unica sera in cui pioveva e pareva essere arrivato un po' di freddo.

Servono:
  • 220 di riso da minestra
  • 220 gr di lenticchie
  • 1 litro di brodo vegetale + altro brodo, se serve
  • 100 gr di pancetta dolce a dadini
  • 1 barattolo di polpa di pomodoro
  • 1 cipolla media
  • rosmarino
  • olio extravergine di oliva

Tritare la cipolla e soffriggerla nell'olio insieme a un bel ramo di rosmarino e alla pancetta.
Appena questa sarà rosolata, unire le lenticchie e il pomodoro. Lasciare insaporire per cinque minuti, a fuoco medio basso, mescolando spesso.
Bagnare col brodo bollente e cuocere per un quarto d'ora, poi versare il riso e portarlo a cottura, aggiungendo altro brodo se si preferisce una minestra meno densa. Aggiustare di sale e pepe.
Al termine, lasciar riposare qualche minuto, togliere il rametto di rosmarino e servire, volendo con altro olio extravergine di oliva e parmigiano a parte.

Il commento della copiona: autunnale, per l'appunto.



lunedì 26 settembre 2011

Polpette ai funghi superpepate (e superdietetiche ma non tristanzuole)

Questa ricetta viene da una raccolta di mangiarini per la dieta Weight Watchers americana: questo spiega perchè con le dosi date dicevano di fare 4 polpette... in realtà ce ne vengono almeno il doppio.
I grassi sono pochissimi e il sale pure, ciononostante il risultato è molto saporito.
Se non vi sentiti virtuosi o se siete di quei fortunati individui che mangiano quello e quanto vogliono senza ingrassare di un grammo, potete aumentare i condimenti.

Servono:
  • 600 gr di macinato di manzo della miglior qualità
  • 400 gr di funghi champignon, peso pulito
  • 1 piccola cipolla
  • 2 cucchiaini da thè di salsa worchester
  • pepe nero macinato grosso
  • vino bianco

Tritare la cipolla finissima e tritare anche 1/3 dei funghi.
Mettere entrambi in una terrina, unire il macinato e la salsa worchester e impastare bene.
Prelevare una grossa cucchiaiata di preparato e formare delle polpette schiacciandole tra le mani.
Mettere al fuoco una piastra antiaderente pesante, spennellarla di olio o spruzzarla di staccante per pasticceria e farla riscaldare bene.
Nel frattempo, pepare abbondantamente le polpette.
Appena la piastra sarà bella calda, disporvi le polpette e farle cuocere da entrambi i lati.
Quando sono pronte, metterle su un vassoio e tenerle al caldo.
Mettere sulla piastra i funghi rimanenti e bagnarli con mezzo bicchiere di vino bianco, facendoli cuocere per qualche minuto.
Versare i funghi sulle polpette e servire subito.

Il commento della copiona: molto leggere e saporite, senza essere pesanti.

domenica 25 settembre 2011

Zucca Hokkaido con formaggio di capra (post con dedica e malcelata invidia)

Paola sta passando alcuni mesi a Berlino e la invidio un po', perché si può procurare l'ottima zucca Hokkaido, che qua da noi è rara se non proprio introvabile.
Questo piattino velocissimo e buonissimo è per lei, che l'altra sera mi ha chiesto qualche ricetta per cucinarla.

Ho usato:
  • mezza zucca hokkaido, ben lavata perchè si usa anche la scorza
  • poco olio extravergine di oliva
  • rosmarino
  • una piccola cipolla
  • formaggio di capra stagionato da grattugiare oppure ricotta stagionata dolce da grattugiare
  • sale e pepe nero macinato grosso

Tagliare a pezzi la zucca, scorza e tutto e mettere in una padella con un po' d'olio, la cipolla tritata e il rosmarino. Salare moderatamente.
Rosolare per qualche minuto, mescolando, poi incoperchiare e cuocere fino a quando la zucca sarà morbidissima, quasi sfatta.
Schiacciarla un po' con la forchetta, eliminare il rosmarino, insaporire con una bella grattugiata di formaggio e con pepe nero di mulinello.
Servire subito.

Il commento della copiona: è buonissima, questa zucca, dolce e saporita.



martedì 20 settembre 2011

Gamberi saltati al limone e salsa worchester (con introduzione autostradale autoconsistente)

Una volta, sull'a13, mi ha attraversato la strada una mamma papera con tanti paperini dietro in fila. Pareva un sogno. Ho sospirato di sollievo quando hanno fatto dietrofront e sono tornati, sani e salvi verso la scarpata.
Di solito, invece, mi tagliano la strada i furgoni bianchi, i suv di San Marino mi lampeggiano minacciosi, le coppie di amiche nelle smart pascolano lentamente nella corsia centrale e fanno dei gran sorrisi a tutti.
Poi ci sono i tir che suonano quando li sorpassi e io, che sono educata, saluto sempre gli autisti, ma non quelli che hanno scritto sul telone "la tua invidia è la mia forza".
Invece quelli che dichiarano "non piangere che parto, ma prega che ritorno" mi fanno una gran tenerezza.
I migliori di tutti però sono i turchi e i maghrebini che tornano a casa, con torridipisa di bagaglio legate sul tetto della macchina. A volte hanno targhe tedesche, spesso figli con occhi neri, tristi e liquidi e quasi sempre mogli grasse e sdentate.
Attraversano l'Europa con le loro ricchezze coperte di teloni verdi e si fermano a fumare negli autogrill.
Quelli con le audi e le bmw li guardano male e prendono su il computer e il navigatore perchè hanno paura che glieli rubino.
E comunque, nessuna nostalgia per gli omìni col cappello e per mia zia che in autostrada metteva al massimo la terza, perchè aveva paura di andare troppo veloce.
Ciò detto, ecco un modo per fare i gamberi all'ultimo momento prima di andare a tavola: ci vogliono cinque minuti e sono buonissimi.

Servono:

  • 500 gr di code di gambero, sgusciate e private del budellino nero
  • una noce di burro
  • un limone
  • 4 spicchi d'aglio
  • un ciuffo di prezzemolo
  • 2 cucchiaini da thè di salsa worchester (la Lea & Perrins, per esempio)
  • pepe nero di mulinello
  • fettine di melanzane grigliate

Siccome si lavora molto velocemente, è meglio avere tutto pronto prima.
Grattugiare la scorza di limone con la microplane e spremerne il succo.
Tritare l'aglio con il prezzemolo.
Sciogliere in una padella la noce di burro e buttare i gamberi; farli cuocere per un minuto a fuoco alto, sempre mescolando con un cucchiaio di legno.
Unire ai gamberi il trito di aglio e prezzemolo e cuocere ancora per circa 3 minuti, fino a quando i gamberi saranno quasi pronti.
Infine, bagnare col succo di limone e con la salsa worchester, unire la scorza grattugiata e togliere dal fuoco appena il fondo si sarà un po' addensato (due minuti al massimo). Pepare.
Disporre sul piatto le fettine di melanzane e aggiustarvi sopra due gamberi.
Servire subito.

Il commento della copiona: velocissimi e molto profumati. Le melanzane dovevano essere solo una decorazione, invece si sposano a perfezione col sapore dei gamberi.

domenica 28 agosto 2011

Pasta con salmone, sedano e limone (un ponte tra le vacanze e il ritorno a casa)

Ho fatto un bellissimo viaggio in Germania e Danimarca, quest'anno e appena avrò tempo farò un post dedicato ai cibi che ho mangiato.
Per non dimenticare troppo in fretta i sapori nordici, ho messo insieme questa pasta, che ho trovato su una rivista e modificato abbastanza.
In generale il salmone abbinato alla pasta non mi piace, perchè nella maggior parte dei casi è soffocato di panne, creme e besciamelle e mi fa tanto anni '80: ma abbinato a limone e sedano il risultato è molto fresco e gradevole.
Avrei voluto usare penne lisce, perchè a me la pasta rigata proprio non piace, ma quelle c'erano e quello ho usato.

Servono:
  • 500 gr di pasta corta preferibilmente liscia
  • 200 gr di salmone affumicato
  • un cuore di sedano
  • un limone
  • aneto fresco o, in mancanza, secco
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe nero di mulinello

Intanto che la pasta cuoce, si taglia il salmone a striscioline, il sedano a pezzetti e il limone a fettine sottilissime. Queste ultime, poi si ritagliano in triangolini.
Si mette tutto nella zuppiera di servizio e, appena la pasta sarà pronta, si aggiunge al condimento, mescolando subito.
Condire con olio extravergine di oliva, pepe di mulinello e aneto. Un'ultima mescolata e in tavola.

Il commento della copiona: piaciuto così tanto che l'ho preparato per due giorni di seguito.

domenica 31 luglio 2011

Anguria e feta per antipasto (non riesco a cavarmi la voglia...)

Non solo come antipasto... volendo può servire anche come merenda o piatto unico. Insomma, per me, ogni scusa è buona per mangiare l'anguria. :-)

Servono:
  • due grandi fette rotonde di anguria, private della scorza
  • 250 gr di feta sbriciolata
  • olive nere tagliate a pezzettini
  • la scorza grattugiata con la microplane di due grossi limoni
  • basilico tritato oppure menta tritata (che ci sta persino meglio del basilico)
  • olio extravergine di oliva
  • pepe nero di mulinello

Disporre le due fette di anguria su due piatti e tagliarle a spicchi, lasciandoli però accostati.
Distribuirvi sopra la feta, le olive, la scorza dei limoni e il basilico tritato.
Condire con l'olio e il pepe.
Servire subito.

Il commento della copiona: mi piace, mi piace, mi piace! (nella foto manca il basilico, perchè me lo sono dimenticato :-/ )

Insalata con gli anacardi e il sesamo nero (per chi è stufo di lattugapomodorocetriolo)

E' la seconda volta che faccio questa insalata, quindi mi deve essere proprio piaciuta per riproporla!
La versione originale aveva i semi di papavero al posto del sesamo nero: la variante è mia, perchè il papavero non c'era, in casa. :-)

Servono:
  • 1 grosso cespo di insalata gentilina, lavata e tagliata a pezzetti
  • 250 gr di emmenthal, grattugiato con un grattugia a fori grossi
  • 1/2 bicchiere d'olio
  • 2 cucchiai di zucchero
  • una tazzina da caffè di aceto di vino
  • 1 cucchiaino di senape all'antica
  • 1/4 di una piccola cipolla, tritata finemente
  • 1 cucchiaio di semi di sesamo nero (o semi di papavero)
  • 1 tazza di anacardi salati
  • 2 manciate di crostini di pane
  • sale se serve

Preparare il condimento, mescolando l'olio, l'aceto, la senape, la cipolla, lo zucchero e i semi di sesamo o di papavero.
Mettere in una grande insalatiera l'insalata ben asciugata e il formaggio. Condire con la vinaigrette preparata, aggiungere gli anacardi e i crostini e servire subito.

Il commento della copiona: il condimento può essere preparato in anticipo e conservato in frigo, in modo che l'insalata venga servita proprio all'ultimo istante. Molto buona!



Bevanda allo zenzero (perchè la vita pizzica e profuma...)

Anche se il mio nick Ginger non ha niente a che fare con lo zenzero, questo rizoma dal sapore agrumato e piccante è uno dei miei ingredienti preferiti. E' anche il più potente antinausea che esista in natura.
La ricetta per questa bibita viene da un libricino comprato a Bruxelles che si intitola Gingembre.
Io ho apportato delle modifiche e così la riporto.

Servono:
  • un pezzo di zenzero fresco, più o meno delle dimensioni di un piccolo uovo
  • 750 ml di acqua
  • 2 grossi cucchiai di miele d'acacia
  • il succo di 2 limoni o lime
  • un pizzico di sale
  • mezzo litro di acqua frizzante

Pelare lo zenzero (questa operazione si fa perfettamente e velocemente raschiando la buccia con un cucchiaino invece di usare un coltello) e tritarlo finemente.
Metterlo in un pentolino con i 750 gr ml di acqua e un pizzichino di sale, portarlo a bollore e sobbollire per 20 minuti.
Al termine, colare da un passino a maglie finissime, spremendo lo zenzero col dorso di un cucchiaio e raccogliere l'acqua di decozione in una caraffa di vetro.
Dolcificare subito col il miele e far raffreddare.
Aggiungere il succo dei limoni o dei lime, filtrare nuovamente e mettere in frigo.
Al momento di servire, aggiungere l'acqua frizzante freddissima.

Il commento della copiona: una meraviglia di sapori e profumi! Superdissetante!

sabato 30 luglio 2011

Hummus al curry (cucina fusion, ma anche no)

L'hummus è cucina mediorientale, il curry è India. Se si mettono insieme, viene fuori una crema deliziosa da spalmare su crostini di pane oppure da usare per pinzimoniarci dentro delle verdure estive croccanti: il peperone crudo ci sta benissimo, per esempio.

Servono:
  • 500 gr di ceci lessati
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 3 spicchi d'aglio
  • 1 cucchiaio di curry in polvere
  • il succo di un limone
  • 1 tazzina da caffè di acqua
  • peperoncino piccante
  • sale

Mettere tutto in un frullatore e frullare fino ad ottenere una crema liscia e omogenea.
Conservare in frigo fino al momento di servire.

Il commento della copiona: buono, altrimenti non sarebbe qui ;-)

venerdì 29 luglio 2011

Caponatina agrodolce (perchè i crostini ad un aperitivo non sono mai troppi)

Ammetto che utilizzo il termine caponatina con un po' puzza sotto il naso, perchè i diminutivi in cucina li detesto (come detesto anche i menu scopiazzati dal francese, i nomi dei piatti che occupano un capitolo e gli articoli possessivi), però il termine si addice perchè la quantità è piccola e i pezzetti piccoli.
Ottima come contorno, io l'ho usata spalmata su crostini di pane.

Servono:
  • 1 grossa melanzana
  • 2 grosse cipolle
  • olio extravergine di oliva
  • 1 barattolo di pomodori pelati
  • 2 cucchiai di doppio concentrato di pomodoro
  • 1 manciata di olive verdi farcite di peperone, tagliate a rondelle
  • 1 tazzina da caffè di aceto
  • 3 cucchiai di zucchero
  • 2 cucchiaiate di capperi
  • prezzemolo tritato
  • basilico tritato
  • sale e pepe

Accendere il forno a 200° .
Lavare la melanzana e, senza sbucciarla, tagliarla a cubetti regolari e metterla insieme alle cipolle affettate in una teglia da forno. Condire con qualche cucchiaio d'olio, poi chiudere la teglia con un foglio di alluminio e infornare per circa 20 minuti o fino a quando la melanzana sarà ammorbidita.
Mettere in una pentola tutti gli altri ingredienti, mescolare, poi aggiungere melanzana e cipolle ammorbidite in forno. Cuocere sul fornello per una quarantina di minuti, mescolando spesso, fino a quando il liquido sarà assorbito e la salsa si sarà addensata.
Aggiustare di sale e pepe, togliere dal fuoco e far raffreddare.
Servire a temperatura ambiente come contorno o spalmato su pane croccante.

Il commento della copiona: gustoso!

Olive marinate con la feta (divertissement con un utilizzo sorprendente)

Le olive così fatte facevano parte di una serie di stuzzichini che sono stati serviti durante una festa in villa in campagna, come aperitivo a bordo piscina (tsè tsè, la cuoca che copia che milieu raffinato ed elegante che frequenta ;-D ).
Siccome i partecipanti alla festa sono esploratori di gusti e di sapori e sempre alla ricerca di interessanti contaminazioni culinarie, il giorno dopo, domenica di luglio gelida e piovosa, queste olive sono state sperimentate sulla polenta calda (e anche su quella fredda, ma questo è un altro discorso...) con grande soddisfazione del palato.

Servono:
  • 2 tazze da caffelatte di olive miste (io ho usato olive verdi grandi, olive nere dolci e olive verdi farcite di peperone)
  • 1 cucchiaio di semi di cumino
  • 1 cucchiaio di semi di finocchio
  • 1 cucchiaino di peperoncino rosso
  • 1 spicchio d'aglio tritato finissimo
  • la scorza grattugiata di un limone
  • olio extravergine di oliva
  • 250 gr di feta
  • erbe aromatiche fresche a piacere: io ho usato basilico, prezzemolo e timo

Far tostare in un padellino i semi di cumino e finocchio e il peperoncino, fino a quando si sente il loro profumo. Metterli in una ciotola, aggiungere l'aglio, la scorza di limone e le olive. Bagnare con abbondante olio extravergine di oliva, poi aggiungere la feta tagliata a cubetti, mescolando con attenzione.
A questo punto, si può mettere in frigo e conservarlo fino a una settimana.
Al momento di servire, riportare a temperatura ambiente e unire le erbe aromatiche tritate prima di servire.

Il commento della copiona: molto buone, estive ed appetitose.




Mousse di pecorino (o della libidine spalmabile)

Questa è una vecchia ricetta per il bimby che devo aver rubato da qualche parte, risalente di sicuro a prima del 1999. Non l'avevo mai fatta. Accidenti a me, perchè è buonissima!
Per una volta, sospetto che il bimby sia indispensabile per il risultato finale, che deve essere morbido e spumoso. Ma nulla vieta di provare altre tecniche.
Nella foto, la mousse è ambientata su crostini di pane e finita con un cucchiaino di marmellata di albicocche fatta in casa e magnifica: un abbinamento perfetto!
E' stata anche provata come condimento per la polenta bollente. Polenta a luglio, chiederete? No, giustamente non lo chiedete, visto com'è QUESTO luglio ;-)


Servono:
  • 500 gr di pecorino dolce stagionato, toscano o sardo
  • 250 gr di panna liquida

Rimuovere la crosta al formaggio e tagliarlo a pezzi. Accendere il bimby a vel. 6 e introdurre il pecorino dal foro del coperchio, poi portare a vel. turbo per 40 secondi.
Inserire la farfalla (potrebbe essere necessario togliere un po' di formaggio, per poterla posizionare bene... poi basta rimetterlo dentro), aggiungere la panna e lavorare a vel. 5 per 15 secondi.
Se si serve subito, la mousse è soffice e spumosa. Si può anche preparare in anticipo e conservare in frigo, in attesa di utilizzarla. In questo caso, lasciarla qualche minuto a temperatura ambiente prima di servirla.

Il commento della copiona: una libidine!

sabato 23 luglio 2011

Gomasio fatto in casa al sale dolce di Cervia (una botta di salutismo iposodico nippo-romagnolo)

Il gomasio è un ingrediente della cucina giapponese, serve per insaporire i cibi limitando l'uso del sale.
Si compra già fatto, ma si può fare anche in casa, perchè è veloce ed economico.
Le proporzioni tra semi e sale possono variare: questa è la mia versione.

Servono:
  • 5 parti di semi di sesamo bianco
  • 1 parte di sale marino integrale (io ho usato il sale dolce di Cervia)

Si mettono i semi di sesamo a tostare in un padellino, girando continuante perchè ci mettono un momento a bruciare, fino a quando siano tostati, ma non troppo scuri e rilascino un buon profumo.
Si fanno raffreddare bene poi si mescolano col sale o, a piacere, si pestano in un mortaio di marmo oppure si tritano alla mulinetta, ma senza che diventino una farina: ci devono rimanere dei semini spezzettati.
Si conserva in un barattolino di vetro e si usa per insaporire quel che si vuole.

Il commento della copiona: per chi è un'adoratrice del sesamo come me, questo è un insaporitore fantastico.

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