martedì 8 marzo 2011

Ce n'est qu'un début

Non so se ci avete fatto caso, ma da qualche giorno, qua sulla destra, appare il feed da un nuovo blog, Le stanze di Eva, al quale collaboro - immeritatamente - con contributi su libri e rassegna stampa.
No, nelle Stanze non scrivo di cucina - a quello ci pensa Mario - perchè la vita non finisce tra i fornelli.
Perchè soprattutto adesso bisogna stare vigili e attenti, più che mai, sulla condizione femminile e sugli stereotipi che accompagnano, spesso, i comportamenti maschili.
Io non ho vissuto gli anni del femminismo militante in prima persona, perchè ero troppo giovane e perchè ero impegnata in altro.
E - confesso- ho sempre guardato con una punta di irritazione a certe rivendicazioni e affermazioni che mi parevano inutili. Perchè io sono una donna privilegiata.
Tutti gli uomini che sono entrati nella mia vita, lasciandoci una traccia profonda, mi hanno sempre considerata una persona che vale per quello che è, indipendentemente dal genere.
Sono cresciuta in una famiglia dove mio nonno (classe 1881) cucinava e dove mio padre badava a se stesso e alla casa.
Non ricordo di aver avuto né esempi né contatti con uomini che consideravano le donne - tutte le donne - come esseri inferiori dai quali farsi servire.
Il mio percorso fortunato è proseguito con un uomo col quale sono felicemente sposata da 27 anni e col quale condivido la strada e le faccende domestiche.
I miei due figli maschi sono totalmente e assolutamente in grado di gestirsi in modo indipendente da me e non solo adesso che sono adulti, ma fin da quando erano piccoli, perchè sono stati incoraggiati a farlo.
Naturalmente, il rispetto per la donna non finisce nell'aiutarla a passare l'aspirapolvere o nel lavare i piatti al posto suo: ma un uomo che non si sentirà degradato o svilito nel fare queste cose sarà un uomo migliore.
Un pizzicotto anche alle mie amiche, però...
Eleanor Roosevelt, donna dalla vita e dalla biografia sorprendente, lasciò ai posteri molte citazioni citabili e largamente saccheggiate dai giornali femminili, tra le quali la celebre "Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso".
Ecco, amiche che vi lamentate di essere circondate da uomini inetti, incapaci, bastardi, che vi sfruttano, vi disprezzano, vi spezzano il cuore, vi svuotano il portafogli... nessuno di questi potrebbe fare quello che fa se non avesse il vostro permesso per farlo.

Buon 8 marzo! Ce n'est qu'un début!

2 commenti:

Adriana ha detto...

Per certi versi ci assomigliamo, mio nonno cucinava, mio padre cucinava e mio figli cucina. Mio marito no, ma si adopera in altri modi utili e non mi lascia sola ad affrontare i problemi. Siamo state fortunate ma anche, immodestamente, di certo intelligenti. Abbiamo dialogato con i nostri uomini, abbiamo parlato dei nostri problemi e delle difficoltà e li abbiamo condivisi. Essere complici e affiancati è la condizione essenziale per condividere felicemente l'esistenza in compagnia dell'uomo, nel rispetto delle reciproche differenze e nell'esaltazione delle medesime.
Scusa il pistolotto, grazie Anna, per esserci.

rosissi ha detto...

Grazie Anna per lo spunto di riflessione. Da quando ho saputo di aspettare un maschietto quasi 5 anni fa dicevo a mo' di battuta che ne avrei fatto un maschio "femminista". Oggi gli ho spiegato perchè è la festa delle Donne, raccontandogli dell'origine della festa. Chissà cosa ha capito! Nella mia vita purtroppo sono entrati molti uomini maschilisti: ad alcuni ho dato io il permesso, altri invece li ho già trovati sul mio cammino. Spero almeno di riuscire a fare di mio figlio un uomo giusto. Buona festa a te!

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