domenica 26 dicembre 2010

La cena della Vigilia di Natale

Quest'anno, per la seconda volta nella mia vita e in quella dei miei figli, la vigilia di Natale non l'abbiamo passata a Sansepolcro, con la mia famiglia di origine... o meglio, con i superstiti...
Quest'anno siamo stati a casa, ma non da soli.
Lo scorso anno, infatti, mi ero iscritta per gioco a Hospitality Club e me ne ero completamente dimenticata. Qualche settimana fa, ho ricevuto una mail da una giovane coppia polacca che chiedeva un letto per due sere e scriveva proprio dalla città dove era nata mia suocera: a tutti noi è sembrata una fantastica coincidenza, un modo per aprire la nostra casa (inadeguata, ma tutti si sono adattati sorridendo) e non considerare il Natale una festa solo di famiglia.
A me poi - come ben si sa - non par vero di avere nuove cavie sulle quali sperimentare - con moderazione - nuove ricette: non ci poteva essere regalo di Natale migliore :-)

Cosa ho preparato (il tutto in porzioni omeopatiche):


In realtà, il menu teorico era diverso: avevo pensato di fare dei tagliolini al sugo di canocchie, ma la signora prima di me in pescheria si è presa tutte quelle disponibili quindi ho ripiegato (si fa per dire...) sul preparato fresco per ragu di pesce di Falce & Carrello, composto da gamberi, calamari, salmone.
Ho fatto un soffritto di aglio e prezzemolo con olio extravergine di oliva e ho fatto saltare il pesce per 3-4 minuti. Ho salato e pepato e aggiunto una decina di pomodori datteri in scatola: dolcissimi! Nel frattempo, ho lessato la calamarata molto al dente, l'ho scolata e l'ho saltata nel tegame dove era pronto il condimento. Un po' di prezzemolo fresco prima di servire in tavola.
Di tutta la cena, questo è stato il piatto che mi è piaciuto di più :-)

Anche il persico non doveva essere persico ma baccalà, fatto come da questa spettacolare ricetta: ma non l'ho trovato e il pensiero di andare alla guerra al mercato coperto, la mattina della Vigilia, per conquistarmi un filetto di baccalà mi ha fatto ripiegare (stavolta sì...) su tutt'altra cosa, che ho inventato basandomi su quel che avevo in casa.

Gli spiedini di gamberi sono semplicissime code di mazzancolle sgusciate, infilate in uno spiedino di legno, passate in un composto di pane raffermo frullato con aglio, prezzemolo e sale e cotte in forno caldo a 180° fino a quando diventano rosa.

Enfin, una parolina per il Montebianco. Non è un dolce natalizio, almeno non nel mio immaginario: io l'ho sempre collegato al compleanno novembrino di mia sorella, per il quale lo faceva quasi sempre la mia mamma.
Ma è un dolce sensuale, profumato, godurioso e decadente, con quel che di peccaminoso che impedisce di concentrarsi troppo e solo sugli aspetti sdolcinati del Natale.

Auguri a tutti, anche se Natale è già passato! :-)



Nessun commento:

LinkWithin

Blog Widget by LinkWithin