venerdì 31 dicembre 2010

Anchoïade di noci e fichi secchi

Una o due volte l'anno, solitamente in coincidenza con le vacanze e solluccherata dal periodo infinito di tempo tutto per me che mi si spiana davanti e sembra non debba finire mai, divento virtuosa e decido di non fare più la spesa ma consumare tutto quello che riempie la mia cucina.
Parimenti, mi piace utilizzare gli innumerevoli Attrezzi Indispensabili Mai Più Senza di cui mi approvvigiono ovunque e comunque, senza poi avere quasi mai la possibilità di giocarci un po'.
Stamattina, svegliatami come sempre che ancora fuori era buio pesto, ho avuto un rigurgito di gentilezza nei confronti degli ancora dormienti e invece di abbandonarmi all'invidia e mettermi a usare frullatori, planetarie, centrifughe e altri aggeggi ad alta emissione di decibel, ho sfogliato, con tutta la delicatezza possibile, un libricino fantastico che viene dalla Provenza: si chiama Pâtes à tartiner e contiene un sacco di meraviglie dolci e salate da spalmare su supporti diversi.
Avendo tutti gli ingredienti e financo un bellissimo mortaio con pestello mai utilizzato, ho pensato che fosse un segno del cielo e ho realizzato questa anchoiade (ché chiamarla acciugata pare bruttino...) per i sobri festeggiamenti di questa sera.

Ho usato:

  • 80 gr di gherigli di noce
  • 12 filettini di acciuga sott'olio
  • 4 fichi secchi morbidi
  • la scorza di un'arancia
  • uno spicchio d'aglio
  • olio extravergine di oliva
  • sale fino

Ho fatto tostare i gherigli di noci in una padella antiaderente, in modo che diventassero fragranti.
Ho messo nel mortaio (ma si può usare anche un frullatore) le acciughe, i fichi secchi tagliati a pezzetti, la scorza dell'arancia grattugiata con la microplane e l'aglio sbucciato e privato dell'anima verde (mi sento tanto antiecologica, a scrivere questa cosa...).
Ho iniziato a pestare aggiungendo man mano i gherigli di noce: non bisogna fare una pappa né una crema, i pezzi dei singoli ingredienti si devono sentire e vedere, quindi, mano leggera soprattutto se si usa un mixer.
Appena mi è sembrato che la consistenza fosse quella giusta, ho aggiustato di sale e ho ammorbidito il tutto con olio extravergine di oliva.
Si tiene in frigo (il libro dice che si conserva fino a 5 giorni dalla preparazione) e si toglie per tempo prima di servire, perchè abbia modo di ritornare a temperatura ambiente.

Il commento della copiona: una combinazione di sapori straordinari, buonissimo anche per accompagnare dei formaggi a pasta dura e dal sapore deciso ma non sovrastante (no agli erborinati e sì a un pecorino maturo).

2 commenti:

Dana ha detto...

Interessante ricetta!
Ho anch'io gli ingredienti, ma non il mortaio, forse un cutter potrebbe essere d'aiuto. Quasi quasi.
Intanto buonissimo, in tutti i sensi, 2011! Ciao, Dana

Anna Podda Zoffoli ha detto...

puoi usare un frullatore o un mixer o anche un buon coltello, se hai voglia! Auguri, buonissimo 2011 in tutti i sensi anche a te :-)

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