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domenica 31 gennaio 2010

Castagnole all'amarena


Questa è una ricetta che viene da un opuscolo della Pandegliangeli, modificata nelle dosi e negli ingredienti.

Servono:
  • 300 g di farina
  • 70 gr di fecola di patate
  • 80 gr di zucchero
  • 40 gr di burro morbido
  • 3 uova
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 1 bustina di lievito in polvere per dolci
  • amarene sciroppate
  • olio di semi di arachide per friggere
  • zucchero a velo

In una zuppierina, impastare velocemente la farina, la fecola, lo zucchero, il burro, le uova, la vaniglia e il lievito fino ad ottenere un composto liscio.
Infarinare il piano di lavoro e ricavare dall'impasto dei salsicciotti, grossi all'incirca quanto un pollice (vabbè, lo so, che c'è pollice e pollice... ma insomma, dai.. ci siamo capiti :-D ).
Tagliare a pezzetti i detti salsicciotti, schiacciare ogni pezzetto tra le mani, mettere al centro un'amarena sciroppata, richiuderlo e lavorarlo tra le mani in modo da formare un pallina ben chiusa.
Mettere al fuoco un tegame alto con abbondante olio e friggere le palline poche alla volta.
In cottura si apriranno un po', gonfiandosi.
Scolarle, farle raffreddare e spolverizzarle di zucchero a velo prima di servirle.

Il commento della copiona: asciuttissime e croccantine e l'acidulo dell'amarena è una piacevole sorpresa per il palato!

sabato 30 gennaio 2010

Minestra di fagioli di Saluggia e briciole di pasta all'uovo


L'altro giorno spiegavo a qualcuno come fare la copertura della crostata sbriciolata e questo qualcuno ha commentato: "ah, come fa mia mamma per fare la pasta e fagioli!"... mai sentita prima questa cosa... così mi son fatta raccontare e oggi ho messo in tavola una deliziosa minestra, velocissima da fare se i fagioli sono già pronti.
I fagioli di Saluggia li avrò comprati durante qualche viaggio di lavoro: se ho tempo, mi piace fare un salto nei piccoli supermercati locali, a volte anche nelle botteghe e portarmi a casa qualche prodotto.
Per lessare i legumi in genere, io uso la slowcooker o crockpot, che è imbattibile per questo genere di cottura: in questo caso, oltre ai fagioli secchi, avevo messo in pentola anche un battuto di cipolla, sedano e carota e un pezzo di carrè di maiale affumicato, regalo della zia di Varsavia. Sale e abbondante acqua e poi ho cotto lentissimamente per 8 ore.

Per la minestra ho usato:
  • fagioli di Saluggia lessi con il loro brodo
  • guanciale di maiale
  • rosmarino
  • 4 uova
  • farina mista (integrale, di semola rimacinata e bianca 00) q.b.
  • olio extravergine di oliva

Si fa soffriggere il guanciale tagliato a dadini in un paio di cucchiai d'olio insieme al rosmarino, poi vi si versano dentro i fagioli con il loro brodo e si portano a bollore.
Nel frattempo, si sbattono le uova con la forchetta e poi si cominciano ad aggiungere le farine, lavorando con la punta delle dita, in modo che si formino dei grossi bricioloni.
Quando il brodo sarà a bollore leggero, buttare le briciole e cuocere qualche minuto.
Servire con olio extravergine di oliva crudo e, volendo, parmigiano grattugiato.

Il commento della copiona: si possono usare altri tipi di fagioli, anche precotti, magari soffriggendo insieme al guanciale anche un trito di odori. Il brodo, in questo caso, può essere vegetale (anche di dado, se non vi fa schifo :-D ).
Egualmente, le farine possono essere di tipi diversi o anche di un tipo solo: io avevo tanti sacchettini aperti e li ho voluti utilizzare per questa minestra, facendo di necessità virtù :-)
I bricioloni fatti così, secondo me, potrebbero essere usati anche per minestre o passati di verdura, oppure cotti in brodo o addirittura lessati, scolati e conditi come una normale pasta asciutta.
Il principio, in fondo, è quello dei grattini, quella minestra di uovo e farina che si fa impastando insieme questi due ingredienti fino ad ottenere un panetto durissimo e asciutto che poi viene grattugiato con una normale grattugia da formaggio e le briciole così ottenute cotte in brodo.

domenica 24 gennaio 2010

Radicchi coi bruciatini


Questo è uno di quei piatti romagnoli che per me, da soli, valgono un pasto.

Servono:
  • radicchi freschi oppure erbe di campo da fare in insalata
  • pancetta o guanciale a dadini, né troppo grassi né troppo magri
  • aceto

Si lavano bene i radicchietti, si asciugano nella centrifuga o delicatamente in uno strofinaccio da cucina, poi si mettono in una pirofila (o altro contenitore analogo) largo e basso.
Si taglia a dadini la pancetta o il guanciale e si mette in una padella antiaderente, senza nessun altro condimento e si fa soffriggere a fuoco alto, in modo che il grasso si sciolga e i pezzettini magri diventino croccanti.
Alla fine, bagnare con aceto e farlo restringere a fuoco alto, poi versare il condimento sui radicchietti preparati e servire subito.

Il commento della copiona: non farsi tentare dal fare questo piattino con insalate "dolci" o blande. Ci vogliono verdure freschissime, croccanti, dalla personalità decisa e dal sapore amarognolo, che equilibra perfettamente il grasso del condimento ed esalta il profumo dell'aceto.

Passatelli in brodo


Un meraviglioso comfort food per una fredda sera d'inverno: ci vogliono un brodo buonissimo e l'apposito attrezzo e poi preparatevi a un'esperienza indimenticabile :-)

Servono:
  • 200 gr di parmigiano grattugiato fresco
  • 200 gr di pangrattato
  • 4 uova
  • una manciatina di farina
  • una grattatina di scorza di limone
  • noce moscata
  • sale

Sbattere le uova con la forchetta, salandole leggermente e insaporendole con la scorza di limone e la noce moscata. Unire il parmigiano e il pangrattato e impastare il tutto, unendo anche una piccola manciata di farina (a dire il vero non ci vorrebbe, ma io sono scaramantica e ce la metto... non si sa mai...).
Mettere a scaldare il brodo e quando accenna a bollire prendere l'impasto, metterlo a pezzetti nell'attrezzino e schiacciarlo dentro il brodo, continuando fino a esaurimento.
Far cuocere cinque minuti, poi servire.

Il commento della copiona: il pangrattato da usare deve essere privo di grassi e di sale, quindi, se non si è sicuri di cosa contenga quello comprato già pronto, meglio farselo in casa, facendo seccare del pane toscano, che poi verrà grattugiato e passato al setaccio.
Il vero ferro dei passatelli va usato con la spianatoia, sulla quale si appoggia l'impasto che viene poi schiacciato con questo attrezzo. Io ho quella di mia nonna, ma è sepolto da qualche parte in cantina e uso più semplicemente uno schiacciapatate con un disco a fori grandi.

Pasticcio di porri e pane (Leek Strata)


La parola pasticcio non mi piace molto, soprattutto in cucina: l'originale "strata" (plurale di stratum) mi piace molto di più e, soprattutto, racconta meglio di qualsiasi descrizione com'è composto uno strata: fette di pane, alternate a verdure e formaggi, bagnate in una crema di uova e latte e cotto in forno.
Le mie amiche americane propongono questi piatti per la prima colazione... io ho pensato che fosse meglio portarlo in tavola per cena come piatto unico :-)

Ho usato:
  • 1 kg di porri
  • pane toscano raffermo
  • circa 200 gr di formaggio asiago
  • 100 gr di parmigiano grattugiato
  • 6 uova
  • latte
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

Affettare i porri mondati e ben lavati e stufarli in padella con poco olio, sale e pepe.
Ungere una pirofila che possa andare in tavola e foderarne il fondo con il pane affettato.
Versarvi sopra i porri stufati e, sopra questi, disporre l'asiago a pezzetti e spolverizzare il tutto di parmigiano grattugiato.
In una zuppierina, sbattere con la forchetta le uova con un po' di latte, sale e pepe: la quantità del latte è spannometrica!
Versare il composto di uova e latte, cercando di distribuirlo in modo uniforme sui formaggi.
A questo punto, bisognerebbe lasciar riposare il tutto al fresco, per tutta la notte (e questo rende gli strata piatti molto comodi da preparare in anticipo!), ma si può anche infornare subito.
Cuocere in forno a 180° per una mezz'ora, fino a quando si presenterà dorato e gonfio.
Farlo intiepidire un po' prima di servire: il gusto ci guadagna!

Il commento della copiona: gli strata sono furbissimi per riutilizzare il pane avanzato. Al posto dei porri, a volte ho usato cipolle, zucca, spinaci, funghi... da soli o combinati tra di loro. Si può anche usare prosciutto o salumi avanzati, al posto delle verdure.
E naturalmente il formaggio può cambiare: qui ho usato asiago perchè quello c'era, ma nulla vieta di mettercene altri, a proprio gusto e secondo disponibilità. L'unica cosa che io faccio è mettere il parmigiano SOTTO le uova, perchè non mi piace il sapore del parmigiano cotto :-)

Cobbler di frutta sciroppata


I cobbler - tecnicamente - sono dei dolci in cui la frutta viene coperta da un impasto. Quello che ho preparato oggi, da un punto di vista della preparazione, è leggermente diverso, perchè la frutta viene messa sopra l'impasto, ma alla fine il risultato non cambia.
La particolarità di questo dolce sta nella sua lavorazione, che è velocissima e piuttosto singolare.
Si può fare anche con la frutta fresca, ma uno dei più classici è quello con le pesche sciroppate.

Servono:
  • 200 di gr di farina
  • 170 gr di zucchero
  • 2 cucchiaini di lievito per dolci
  • 1 cucchiaino di essenza di vaniglia
  • 250 ml di latte
  • 130 g di burro
  • 1 barattolo grande di frutta sciroppata col suo sciroppo
Per guarnire:
  • 3 cucchiai di zucchero
  • cannella a piacere

Preriscaldare il forno a 180°.
In una ciotola, mescolare la farina, lo zucchero e il lievito. Aggiungere la vaniglia e il latte e mescolare giusto quel poco che serve ad ottenere un impasto grumoso.
Nel frattempo, sciogliere il burro in un pentolino e versarlo nella teglia di cottura.
Versare sul burro il composto precedentemente preparato. NON MESCOLARE!
Sul composto, distribuire la frutta e il suo sciroppo. NON MESCOLARE!
Mescolare lo zucchero con la cannella e usarlo per spolverizzare la frutta. NON MESCOLARE!
Infornare e cuocere 45-50 minuti, fino a quando il dolce apparirà bello gonfio, dorato e "in ebollizione".
E' difficile - o meglio, impossibile... sformarlo, quindi portarlo a tavola, dopo averlo fatto raffreddare, direttamente nella teglia di cottura.

Il commento della copiona: un dolce piuttosto bruttino da vedere ma molto semplice e molto facile. E molto buono :-D

mercoledì 13 gennaio 2010

Risotto con azuki rossi e scorza di arancia


Questa è nata stasera, in modo del tutto casuale. Intanto che preparavo il risotto, ho sbucciato e mi sono mangiata un'arancia, come antipasto :-).
Sono uscita un attimo dalla cucina e quando sono rientrata ho sentito i due profumi che si mescolavano armoniosamente: da lì, l'idea di completare il riso con la scorza dell'arancia.

Servono:
  • fagioli azuki lessati, con il loro brodo
  • riso carnaroli
  • sedano, cipolla e carota per il soffritto
  • poco dado di pollo o vegetale, fatto in casa
  • prezzemolo
  • la scorza di una grossa arancia, prelevata con un pelapatate
  • olio extravergine di oliva
  • sale

Ho lessato gli azuki nella slowcooker con parecchia acqua e poco di sale.
Ho soffritto il sedano, il carota e la cipolla, tritati, in poco olio extravergine di oliva e vi ho fatto tostare il riso.
Poi, ho cominciato a tirare il risotto aggiungendo mestoli di brodo di fagioli con pochi azuki e insaporendo con il dado.
Ho tritato il prezzemolo con metà della scorza dell'arancia e, appena il riso è giunto a cottura, l'ho aggiunto mescolando.
Ho servito con ancora una spruzzatina di prezzemolo, qualche goccia d'olio e un poco della rimanente scorza di arancia grattugiata con la microplane.

Il commento della copiona: gli azuki rossi sono piccoli fagioli giapponesi, molto usati per i dolci. La marmellata di azuki dentro una crepe è qualcosa di indimenticabile :-)

mercoledì 6 gennaio 2010

Minestra di indivia, foglie di carota e mandorle


Ancora una minestra di verdure leggerissima ma molto buona, per concludere una giornata praticamente vegetariana: questa è stata fatta per consumare le scorte del frigo!

Servono:
  • 1 cipolla
  • 1 kg di foglie di indivia
  • i ciuffi verdi di un mazzo di carote
  • una patata
  • poco olio extravergine di oliva
  • brodo di pollo
  • mandorle a lamelle

Ho soffritto in poco olio la cipolla tritata e i ciuffi delle carote stagliuzzati con le forbici, ho aggiunto la patata a pezzi (serve per dare cremosità) e dopo una decina di minuti l'indivia ben lavata e spezzata con le mani.
Ho lasciato insaporire una decina di minuti, poi ho aggiunto il brodo caldo e portato a cottura.
Alla fine, ho frullato il tutto, ma in modo grossolano e ho versato nelle ciotole individuali, completando con un po' di mandorle a lamelle e qualche goccia di olio extravergine di oliva.

Il commento della copiona: molto leggera e rinfrescante! Io adoro le minestre di verdura!

Crema di sedano e porri al pesto di prezzemolo


...ovvero: la minestra scappata!
La mia macchina fotografica mi ha fatto uno scherzetto e non ha salvato le foto delle cosine che avevo cucinato oggi.
Però questa crema di sedano e porri è troppo buona per non pubblicarla e allora ho fotografato la ciotolina e il resto lo lascio alla vostra immaginazione!

Servono:
  • un sedano verde
  • 6 porri
  • una patata
  • brodo vegetale
  • una noce di burro oppure olio extravergine di oliva
  • pesto di prezzemolo e mandorle, quello che si trova qui

I porri e il sedano (ovviamente ben lavati e mondati) si tagliano a rondelle, mentre la patata si pela e si fa a pezzetti.
Si fa scaldare il grasso prescelto nella pentola, si aggiungono le verdure e si fanno insaporire.
Si bagna col brodo vegetale e si porta a cottura poi si frulla il tutto fino ad ottenere una crema.
Versare nelle ciotole individuali, completando con un cucchiaino di pesto al centro.
Volendo, servire con crostini, parmigiano grattugiato o altro olio.

Il commento della copiona: superdietetica, leggerissima ma comunque molto cremosa grazie alla patata. E molto buona :-)

Carote al pimento


L'ho trovata sulla rivista americana Cooking Light e mi ha attirato il fatto di tagliare le carote in questo modo. Che dire? Danno dipendenza, da quanto sono buone! E poi sono leggerissime... la ricetta dice che con queste dose ne vengono 10 porzioni, ognuna delle quali ha circa 72 calorie...

Servono:
  • 1 kg di carote tenere e fresche, possibilmente di quelle col ciuffo
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 2 cucchiaini rasi di pimento (o anche di paprika dolce, ma il pimento dà il gusto di affumicato)
  • pepe di mulinello
  • sale grosso
  • a piacere, coriandolo fresco o prezzemolo tritato

Per iniziare, serve una teglia bassa, grande a sufficienza per poter ospitare le carote in un solo strato: io ho usato una teglia di alluminio che di solito mi serve per i biscotti e la pizza.
Si accende il forno a 220°, mettendo dentro la teglia vuota sul ripiano più basso e si porta a temperatura, intanto che si prepara quello da metterci dentro.
Ho lavato le carote, spazzolandole bene senza pelarle. Ho tolto il ciuffo (che però ho conservato, perchè è finito nella vellutata per stasera :-D ), lasciandone un pezzettino e le ho tagliate per il lungo.
Le ho condito con l'olio, il sale, il pepe e il pimento e, quando il forno è andato a temperatura, le ho messe sulla teglia rovente (occhio alle ustioni!).
In tutto vanno cotte per 25 minuti circa, girandole a metà cottura.
Tolte dal forno, insaporire con il coriandolo o il prezzemolo e servire.
Sono buonissime anche fredde e penso che un po' di aceto balsamico non ci starebbe male.

Il commento della copiona: la foto è peggio del solito, perchè ho fotografato gli avanzi, visto che la la schedina da 4 Gb della macchina fotografica ha ben pensato di mangiarsi le immagini del pranzo di oggi che avevo fatto con tanto amore...

Pizza con la ricotta


Questo è stato il pranzo di Capodanno, mangiato su una panchina in qualche luogo imprecisato della Toscana, mentre stavamo andando a Saturnia a fare il bagno nelle pozze :-)
Il tempo, orribile per tutto il viaggio (un mezzo diluvio universale...) ha deciso di graziarci proprio in quel momento e abbiamo pranzato sotto il sole.
L'idea l'ho presa da un libro sulla cucina regionale d'Abruzzo e l'ho un po' modificata.

Servono:

  • per la pasta:
  • 500 gr di farina bianca
  • 25 gr di lievito di birra
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • due cucchiai di latte
  • un pizzico di sale
  • acqua frizzante q.b.
  • per il ripieno:
  • 250 gr di ricotta
  • 100 gr di prosciutto affumicato
  • 3 uova sode
  • prezzemolo
  • grana padano grattugiato
  • sale e pepe

L'impasto si fa normalmente, a mano o con qualche aggeggio all'uopo destinato e, dopo averlo ben lavorato fino a quando sia ben liscio ed elastico, si lascia lievitare in un luogo tiepido per un paio d'ore.
Nel frattempo, tritare il prosciutto insieme al prezzemolo e tenerlo da parte.
Schiacciare la ricotta con una forchetta e tenerla da parte.
Sgusciare le uova e tritarle grossolanamente e tenere da parte pure loro.
Accendere il forno a 180°.
Quando la pasta sarà pronta, sgonfiarla, dividerla in due e spianarla delicatamente con il mattarello o con le mani, per ottenere due dischi.
Ungere una tortiera alta da circa 26-28 cm. e stendervi uno dei due dischi, rialzandolo leggermente ai bordi.
Disporvi il ripieno a strati: prima la ricotta, poi il prosciutto col prezzemolo, le uova sode e finire con una generosissima spolverata di grana grattugiato. Un poco di sale e pepe sullo strato di ricotta e sulle uova, ma con mano leggera.
Ricoprire con l'altro disco di pasta saldando bene i bordi, bucherellare la superficie con una forchetta e ungere con poco olio.
Infornare e cuocere per circa 40 minuti o fino a quando la torta apparirà ben cotta.
Si serve molto calda ma anche tiepida o fredda.

Il commento della copiona: se piacciono le uova sode, questa torta è molto gustosa e rimane umida al punto giusto.

martedì 5 gennaio 2010

Spaghetti alla chitarra con gamberi e pesto di prezzemolo


Il pesto di prezzemolo è quello che usato ieri per il pollo: siccome ne era avanzato, l'ho usato stasera per questa pasta veloce e tutto sommato leggera, che la famiglia ha gradito moltissimo.
Ce n'è ancora un po'... presto vi faccio vedere dove vanno a finire le ultime cucchiaiate.

Servono:
  • 500 gr di spaghetti alla chitarra freschi (li ho comprati già pronti)
  • 400 gr di code di gambero, da sgusciare
  • due spicchi d'aglio
  • prezzemolo tritato
  • poco olio extravergine d'oliva
  • pesto di prezzemolo e mandorle

Ho messo a bollire l'acqua per la pasta e intanto ho sgusciato i gamberi e li ho privati del budellino nero.
In un grande tegame, ho fatto soffriggere in pochissimo olio gli spicchi d'aglio e un po' di prezzemolo tritato.
Appena l'acqua è andata a bollore ho buttato la pasta e, contemporaneamente, ho unito al soffritto di aglio e prezzemolo i gamberi.
Bisogna lavorare in modo che la pasta sia pronta per essere spadellata appena i gamberi sono rosa: un figlio che rimesta i gamberi con il mestolo nella mano sinistra e con la destra invia sms a raffica può fare la differenza ;-)
Scolare la pasta, conservando un po' dell'acqua di cottura e buttarla nel tegame coi gamberi.
Aggiungere due cucchiaiate abbondanti di pesto e un poco dell'acqua di cottura e spadellare bene.
Servire subito.

Il commento della copiona: sono buonissimi! Sono davvero contenta di me medesima :-D

Riso al the rosso


Per qualche ragione che non è il caso di approfondire qui, da qualche giorno mi sto nutrendo prevalentemente di riso bollito e the al limone e ci sto prendendo pure gusto.
Oggi, mentre mettevo su l'acqua, mi è cascato l'occhio sulla scatola di legno che contiene i miei the e ho pensato di aromatizzare l'acqua di cottura con uno che si adattasse bene: ho scelto il the rosso rooibos che, oltre ad essere molto buono (leggermente pungente e asprigno) è anche la bevanda preferita di Mrs Precious Ramotswe, l'investigatrice dei libri di Alexander McCall Smith, per la quale ho una passione sfrenata :-)

Servono:
  • riso carnaroli
  • the rosso rooibos
  • prezzemolo
  • scorza di limone
  • olio extravergine di oliva
  • sale

Ho messo al fuoco l'acqua fredda con dentro il the (il mio era in bustine, ma se si usa sfuso è meglio metterlo nell'apposita pallina oppure avvolgerlo in un po' di garza).
Appena l'acqua ha iniziato a bollire, ho tolto il the, ho salato e versato il riso, che ho cotto per circa quindici minuti.
L'ho poi scolato con il mestolo forato e l'ho messo nel piatto, condendolo con poco prezzemolo tritato, scorza di limone grattugiata con la microplane e olio extravergine di oliva nuovo.

Il commento della copiona: diventa molto bellino questo riso, color rosa carico. Il the non si sente quasi, lascia appena un lieve retrogusto. Vale la pena di provare con altri tipi, però. Io adoro il the!

lunedì 4 gennaio 2010

Pollo al pesto di prezzemolo e mandorle


Questa me l'ha ispirata la Vampina, quando ha chiesto come smaltire, in ricette salate, le sovrabbondanze di frutta secca di questo periodo ed è stata comodissima anche per consumare roba che avevo in frigo e in freezer.
Le dosi sono occhiometriche, perchè ho usato quello che avevo sotto mano, senza pesare né misurare nulla.


Servono:
  • petto di pollo a fette
  • prezzemolo
  • mandorle
  • grana padano grattugiato
  • aglio
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • scamorza dolce a fettine

Ho rosolato il pollo in padella, con poco olio e sale e intanto ho preparato il pesto, mettendo nel frullatore parecchio prezzemolo lavato, asciugato e privato della maggior parte dei gambi.
Ho aggiunto le mandorle e uno spicchietto d'aglio e frullato ancora, poi ho aggiunto il grana e tanto olio quanto ne serviva per ottenere la giusta consistenza.
Appena il pollo è cotto, disporre su ogni fettina un cucchiaino di pesto e una fettina di scamorza, incoperchiare e servire non appena il formaggio sarà fuso.

Il commento della copiona: è gustosissima e si fa prestissimo!
Naturalmente, se non avete avanzi da smaltire e non vi sentite virtuosi, il pesto potete comprarlo già fatto.
Se invece vi sentite molto canonici e ortodossi, potete fare il pesto in casa col mortaio, il basilico, i pinoli e tutto quello che ci va :-)
Se però vi sentite creativi e parsimoniosi, potete usare qualsiasi altro frutto a guscio (noci, nocciole, persino anacardi e arachidi) al posto delle mandorle :-)
Se infine non vi sentite in nessun modo tra quelli qui sopra contemplati, fatemi sapere che penserò un'alternativa praticabile :-D

venerdì 1 gennaio 2010

Galette des rois


E' la torta tradizionalmente servita all'Epifania, ma io l'ho sempre preparata, anche in altre versioni, per Capodanno.
Dentro il ripieno, dovrebbe essere nascosto un oggettino, per esempio un minuscolo ninnolo di ceramica o un fagiolo o un soldino ben avvolto in carta stagnola... chi lo trova, avrà fortuna tutto l'anno :-)
Io stavolta non ce l'ho messo, augurandomi che la fortuna sia equamente distribuita nell'anno nuovo tra tutti quelli che lo hanno assaggiato subito dopo la mezzanotte del 1° gennaio :-)
La ricetta viene dal piccolo libro "500 torte dolci e salate" di Rebecca Baugniet, che mi hanno regalato un po' di tempo fa, con qualche modifica.

Servono:
  • 2 rotoli di pasta sfoglia, possibilmente di solo burro
  • 120 gr di burro morbidissimo
  • 60 gr di zucchero
  • 120 gr di mandorle tritate a farina
  • un cucchiaino di essenza di vaniglia
  • 1 cucchiaio di rhum bianco
  • una crema pasticcera fatta con 250 gr di latte, 1 uovo intero, 25 gr di farina, 50 gr di zucchero e un cucchiaino di essenza di vaniglia
  • 1 uovo

Preparare la crema e lasciarla raffreddare.
Aprire i rotoli di pasta sfoglia e, con l'aiuto di una teglia da crostate del diam. di 28 cm, ricavarne due dischi identici, ritagliando il bordo con un coltellino molto affilato.
Incidere leggermente uno dei due dischi con un coltellino, in modo da realizzare una decorazione a spicchi.
Disporre il disco non decorato sulla teglia rivestita di carta forno.
Preparare il ripieno, mescolando il burro, lo zucchero, le mandorle, la vaniglia e il rum.
Incorporarvi la crema ormai raffreddata e amalgamare bene fino ad ottenere un composto liscio e uniforme.
Stendere il ripieno sul disco di pasta, lasciando liberi circa due cm di bordo: bagnare questo bordo con l'uovo leggermente sbattuto e poi ricoprire con il disco decorato, premendo affinchè aderisca a quello inferiore.
Spennellare con l'uovo e mettere in frigo per un'ora.
Accendere il forno a 190° e quando sarà a temperatura, infornare il dolce e lasciarlo il tempo necessario perchè si gonfi e diventi bello dorato, circa 25-30 minuti a seconda del forno.
Sformare su una gratella e far raffreddare.

Il commento della copiona: un bel modo per iniziare il nuovo anno!

giovedì 31 dicembre 2009

Danubio di capodanno

Questo l'ho preparato oggi per mio figlio piccolo, che festeggia la fine dell'anno con i suoi amici.
La base è la straordinaria pasta per rosticceria di Ro, una ricetta infallibile, perfetta sia per ripieni dolci sia per quelli salati. Lievita che è una meraviglia e non fa capricci né sorprese sgradevoli se si stende col mattarello o se gli avanzi si rimpastano e si ristendono.
Ho usato due ripieni: erbette tirate in padella con salsiccia a pezzetti per una metà e funghi trifolati e taleggio per l'altra metà. Ne ho rubate un paio di palline per assaggio e sono molto soddisfatta del risultato :-)

Servono:
  • 1 kg di farina
  • 25 gr di lievito di birra fresco
  • 100 gr di strutto
  • 70 gr di zucchero (che diventano 100 se l'impasto è destinato a dolci)
  • 35 gr di sale
  • da 400 a 450 gr di acqua tiepida, a seconda dell'umidità della farina
  • ripieni a piacere
  • 1 uovo per pennellare

E' preferibile usare l'impastatrice, perchè si fa prima e il risultato è - secondo me - migliore: ma io, come sapete, sono molto tollerante con chi sceglie di fare le cose diversamente da me, quindi non vi manderò la polizia culinaria se deciderete di usare un sistema diverso :-)
Si mettono tutti gli ingredienti nell'impastatrice, tranne il sale e l'acqua (e i ripieni, naturalmente ;-D ) e si comincia a impastare, aggiungendo acqua man mano. Il sale solo verso la fine.
Controllare la consistenza dell'impasto: deve essere come il lobo dell'orecchio, questa è la mia regola-del-pollice.
Far lievitare due ore al riparo da correnti e nel frattempo preparare il ripieno che si è scelto.
Trascorse le due ore, stendere l'impasto con il mattarello, poi ricavarne dei dischetti con un coppapasta del diametro di 5-6 cm. Al centro di ognuno deporre un poco di ripieno, poi chiuderlo e disporlo su una teglia di alluminio, con la chiusura in basso. Procedere fino a esaurimento degli ingredienti, tenendo leggermente distanziate le palline, perchè poi lieviteranno e si uniranno.
Lasciar lievitare un'oretta circa, poi spennnellare con l'uovo sbattuto e infornare a 180° per il tempo necessario (all'incirca un 35-40 minuti... ma regolatevi con vostro forno!).

Il commento della copiona: come si fa a dire di no alla richiesta di un figlio? :-D

martedì 29 dicembre 2009

Altri amici, altra cena

Le feste di Natale e la libertà dal lavoro mi permettono di mettermi in pari con la voglia di rivedere amici che, solo per ragioni logistiche, non riusciamo a frequentare più.
Con i miei ospiti di ieri sera, ho condiviso tante cose: anni di impegno in un'associazione, vacanze, chiacchiere, cene insieme quasi tutte le domeniche. Un gran bel periodo, che si è interrotto quando noi ci siamo trasferiti. La distanza è poca e per qualche tempo abbiamo provato a mantenere le stesse abitudini e la stessa frequenza di incontri... ma abbiamo dovuto rallentare, necessariamente e adesso riusciamo a vederci un paio di volte all'anno. Ma ogni volta per me è una festa!


Il menu di ieri sera:
  • Insalata di barbabietole
  • Insalata di cedro
  • Passata di cannellini al cavolo nero
  • Passata di ceci con salame e pane croccante
  • Olive e salsicce nel tegame
  • Formaggi
  • Panna cotta senza colla di pesce


Insalata di barbabietole

Le barbabietole erano - fino a qualche giorno fa - l'unica cosa che io non mangiavo (il tabu della penultima - il coriandolo fresco - era caduto già qualche tempo fa :-) ). Però mi è venuta voglia di riprovarle e mi sono piaciute così tanto che ho provato a proporle sotto forma di piccola insalatina servita in triangolini da finger food.


Tagliare a dadolini regolari e molto piccoli due barbabietole rosse già lessate (ho comprato quelle sottovuoto - le fresche sono praticamente introvabili, da noi) e condirle con aglio spremuto, prezzemolo, olio, sale e pepe nero. Lasciare marinare un'oretta al fresco e poi servire.







Insalata di cedro

Il cedro invece mi piace parecchio. ieri mattina sono andata al mercato e il banco della frutta e verdura siciliana ne aveva di meravigliosi. Come resistere?

Tagliare a dadolini regolari e molto piccoli un grosso cedro, dopo averlo lavato ed asciugato. Condirlo con olio, sale, pepe nero e prezzemolo. Lasciar riposare un'oretta al fresco e poi servire.

Le due insalatine potrebbero essere servite anche insieme, cioè mescolandole, perchè i due sapori si sposano benissimo: l'unica cosa è che la barbabietola "stinge" e occorre lavorare in fretta e all'ultimo momento per mantenere i due colori separati.



Passata di cannellini al cavolo nero

Questa l'ho rubata al K Caffè di Sansepolcro, dove era servita insieme ad altre cosucce per aperitivo.

Ho fatto un piccolo soffritto a base di cipolla/sedano/carota, un rametto di rosmarino e olio. Appena pronto e ben rosolato, ho aggiunto i cannellini prima lessati e un po' della loro acqua e ho lasciato insaporire una decina di minuti. Ho frullato tutto al minipimer.
A parte ho lessato il cavolo nero, l'ho tritato grossolanamente con il coltello e l'ho ripassato in padella con aglio e olio.
In ogni bicchierino, ho messo la giusta quantità di passato, aggiungendo sopra un ciuffo di cavolo nero.
Ho servito tiepido.



Passata di ceci con pane croccante e salame

Una cosa del genere l'ho mangiata poco prima di Natale in un ristorante, ma fatta con i fagioli. Io l'ho preparata coi ceci, per evitare di ripetere due volte un ingrediente.

Ho fatto il soffritto di sedano/carote/cipolla, olio e un ciuffo di rosmarino. Ho aggiunto i ceci, già cotti nella slowcooker e ho fatto insaporire per un quarto d'ora circa. Ho frullato tutto, portato a giusta consistenza (cremosa senza essere liquida, ma neanche troppo soda e asciutta) aggiungendo un po' del brodo di lessatura dei ceci e lasciato intiepidire.
Nel frattempo, ho tagliato a minuscoli dadini un piccolo salame ben stagionato e asciutto e ho tostato in padella tre fette di pane toscano. Anche queste, sono state poi ridotte a dadini.
Ho messo nelle coppette un po' del passato di ceci, un po' di dadolata di salame, qualche dadino di pane e ho servito tiepido.

Le olive con la salsiccia le ho rifatte perchè mi hanno regalato un sacco - letteralmente! - di olive fresche buonissime (anche se molto amare... ma a me proprio per questo piacciono).

La panna cotta senza colla di pesce è ipercalorica, d'accordo, ma una volta all'anno si può fare :-)

Il commento della copiona: il divertimento nel preparare questa cena è stato secondo solo al piacere di avere a tavola i miei vecchi amici. Grazie per essere stati miei ospiti e - ancora una volta - cavie inconsapevoli ma curiose ed entusiaste dei miei esperimenti :-)

domenica 27 dicembre 2009

Crostata ricciolina con noci e farine diverse


Questa l'ho ritrovata qualche settimana fa: un foglietto scritto a mano dalla mia mamma e un po' sbiadito, caduto da un libro di ricette.
La mia mamma faceva la crostata di marmellata tradizionale più buona del mondo e io non sono mai stata in grado di riprodurla adeguatamente.
Questa (nell'originale si chiamava crostata di noci) l'ho già fatta due o tre volte, sostituendo le noci con altra frutta in guscio e la farina integrale con altri tipi di farina.
Assomiglia molto alla Crostata svuotadispensa di Marina Braito, che ho fatto e descritto qui, ma - Marina non me ne voglia! - preferisco decisamente questa della mia mamma (chissà poi se l'avrà mai fatta...) perchè, pur essendo egualmente ricca, la quantità e la proporzione degli ingredienti la rendono più leggera ed equilibrata.
Nell'originale, inoltre, era prevista la copertura a griglia classica da crostata, che a me viene malissimo: preferisco quindi i ricciolini che coprono tutte le magagne :-D


Servono:
  • 100 gr di noci (o altra frutta a guscio, anche mista)
  • 100 gr di farina bianca
  • 100 gr di farina integrale (o altra farina, a piacere)
  • 130 gr di burro morbido a pezzetti
  • 1 uovo intero
  • 1 tuorlo
  • 80 gr di zucchero
  • 1 limone
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaino colmo di lievito per dolci
  • aromi a piacere (essenza di vaniglia, cannella in polvere, scorza d'arancia ecc.), che si accordino con la marmellata scelta
  • marmellata a piacere

Prelevare la scorza gialla del limone con un pelapatate, metterla nella moulinetta con le noci e due cucchiai di zucchero (tolti dagli 80 gr previsti in totale) e tritare a farina.
Aggiungere tutti gli altri ingredienti, tranne la marmellata e impastare velocemente a mano o nel robot, in modo da ottenere una frolla che sarà morbidissima.
Farne una palla e lasciarla riposare per una mezz'ora al fresco.
Accendere il forno a 180°.
Imburrare una teglia da 20 cm., riprendere l'impasto e stenderne 2/3 sul fondo, poi ricoprire di marmellata.
Mettere il rimanente terzo dell'impasto in uno schiacciapatate e ricavarne dei piccoli vermicelli che verranno fatti cadere in modo uniforme sulla marmellata.
Infornare per 45 minuti.
Far raffreddare e spolverizzare di zucchero a velo.

Il commento della copiona: un dolce che cambia sempre, al variare delle farine, della frutta secca e della marmellata! Oggi l'ho fatta con un misto di mandorle e pinoli, farina integrale e marmellata di fichi e mandorle.

martedì 22 dicembre 2009

Pasta rostida (pasta e patate)


Che freddo che fa!
Per festeggiare di essere scampata alla neve di ieri (sono riuscita ad uscire da Milano in sole tre ore e ad arrivare a casa sana e salva alle 11 di sera...) e non essermi rotta nulla scivolando sulla sottile lastra di ghiaccio che ha trasformato Forlì in una pista da pattinaggio, ho preparato per la mia famiglia questo robusto primo piatto che viene dal libro La cucina lombarda di Alessandro Molinari Pradelli: molto adatto alla temperatura esterna!

Servono:
  • 500 gr di pasta corta (ho usato le candele lisce della Divella)
  • 1 patata media, sbucciata e tagliata a dadini
  • 2 cipolle, affettate
  • 150 gr di guanciale di maiale piuttosto magro, tagliato a cubetti
  • 1 noce di burro
  • grana padano, a scaglie o a fettine sottilissime con la mandolina
  • sale e pepe di mulinello

Mettere al fuoco una pentola con abbondante acqua salata e quando bolle, versarvi i dadini di patata e farli cuocere per 10 minuti.
Nel frattempo, in un'ampia padella soffriggere le cipolle e il guanciale col burro, incoperchiare e far cuocere.
Trascorsi i dieci minuti, unire alle patate la pasta e farla cuocere per il tempo indicato sulla confezione, togliendo magari un minuto perchè, una volta scolata, la pasta e le patate vanno spadellate nel tegame con le cipolle e il guanciale.
Unire anche le scaglie di grana, rimestare bene, pepare, aggiustare di sale e servire con altre scaglie di grana.

Il commento della copiona: un piatto robusto, ma alla fine neanche tanto... molto apprezzato!

sabato 19 dicembre 2009

Ragu di soia


Questa è una vecchia ricetta mia, che avevo provato sempre per mia cognata vegetariana e poi adattato al bimby su richiesta di un'amica di un forum di cucina che provava a fare a meno della carne.
Ieri l'ho rifatto e alla famiglia - ignara... - è piaciuto moltissimo: e quando piace a loro, che hanno dei gusti molto tradizionali e pacati, sono sicura che sia buono :-)
Il granulato di soia, di per sé, non sa di niente ed è importante quindi non lesinare sui condimenti.
Ieri l'ho fatto sul fornello, ma metto anche la versione per il bimby come a suo tempo la pubblicai sul sito della Vorwerk.

Servono:
  • 1/2 cipolla oppure 1 scalogno
  • 1 gambo di sedano
  • 1 carotina
  • 80 gr olio evo
  • 100 gr di granulato di soia (peso asciutto)
  • 1 misurino di vino rosso (100 ml)
  • 700 gr di passata di pomodoro rustica oppure di pelati schiacciati con una forchetta
  • 1 cucchiaio di conserva di pomodoro
  • sale e pepe q.b.

Le indicazioni precise sono solo per il bimby, perchè parecchi utilizzatori perdono un po' la testa se non si danno loro indicazioni precise e micrometriche.
In realtà, a parte la quantità di soia, per il resto vado completamente a occhio.
Per cominciare, si mette a redratarsi la soia in acqua tiepida o brodo vegetale (il volume del liquido deve essere il doppio di quello della soia) per una ventina di minuti, poi si scola e si strizza benissimo.
Si fa il solito trito di sedano/cipolla/carota e si fa soffriggere in olio. Si aggiunge le soia e si lascia insaporire qualche minuto, poi si aggiunge il vino e si fa evaporare.
Si aggiunge il pomodoro e il concentrato, sale e pepe a gusto e si fa cuocere: più cuoce, più si insaporisce, come qualsiasi ragu :-)
Nella foto è ambientato sulle mezze maniche rigate :-)

Se volete farlo nel bimby:

Mettere la soia a reidratarsi in un volume doppio di acqua per circa 20 minuti. Mettere nel boccale il sedano, la carota e la cipolla (o scalogno)e tritare 10 sec. vel. 5/6. Aggiungere l'olio: 4 min. 100° vel. 2. Scolare la soia e strizzarla bene con le mani, poi aggiungerla nel boccale e cuocere 15 min. 100° vel. 1-2, aggiungendo il vino dopo i primi cinque minuti. Aggiungere il pomodoro e la conserva, sale e pepe e finire di cuocere: 20 min. 100° vel. 1-2.

I commenti della copiona: Utilizzare come un normale ragu di carne. Il granulato di soia si trova nei negozi di alimenti naturali e in qualche erboristeria, ma anche negli ipermercati più forniti

sabato 12 dicembre 2009

Pasta e ceci con i gamberi


Questa si fa in un attimo, se i ceci son già lessati.
Io sono partita da ceci cotti nella slowcooker, ma vanno bene anche quelli già pronti: di solito non li compro, ma nel caso, preferisco quelli in vetro o in tetrapack.

Ho usato:
  • 500 gr di code di gambero (peso lordo), sgusciate e private del budellino nero
  • 500 gr di ceci lessati
  • 250 gr di ditalini rigati
  • mezza cipolla
  • mezza carota
  • uno spicchio d'aglio
  • sale e pepe
  • olio extravergine di oliva
  • prezzemolo tritato

Ho fatto un trito di aglio, cipolla e carota e l'ho fatto soffriggere nell'olio, in una pentola grande.
Ho aggiunto i gamberi e li ho fatti insaporire un paio di minuti, poi ho versato i ceci e circa 600 ml di acqua bollente, sale e pepe.
Appena l'acqua ha preso bollore ho buttato la pasta e l'ho fatta cuocere: ho aggiunto ancora un poco d'acqua, perchè si stava asciugando troppo e non la volevo troppo asciutta.
Appena la pasta è cotta, aggiustare di sale e pepe, se serve e spolverizzare di prezzemolo tritato.
Volendo, si potrebbe mettere anche un po' di rosmarino, che sta benissimo con i ceci, ma a me non fa impazzire e preferisco usare il prezzemolo alla fine.
I gamberi possono essere tagliati a metà, ma a me piacciono più interi.

Il commento della copiona: i gamberi con i legumi sono una delle combinazioni più goduriose di tutta la cucina e questo piatto unico esalta i loro sapori.

giovedì 10 dicembre 2009

Cake salato ai formaggi


Questo viene di sicuro dal vecchio forum del bimby e casca proprio a proposito per smaltire i parecchi formaggi avanzati dalla cena di lunedì... e dato che il forno era già acceso per la ciambella, è venuto comodo anche usarlo per questo.
Si fa anche senza bimby, ma con l'infernale aggeggino è pronto in un attimo!

Servono:
  • 250 gr di farina
  • 1 bustina di lievito
  • 210 gr di latte
  • 3 uova
  • 1 limone non trattato
  • 60 gr di parmigiano da grattugiare
  • 60 gr di pecorino da grattugiare
  • 50 gr di pecorino a cubetti
  • 150 gr di emmenthal a cubetti
  • 2 cucchiai di olio di semi
  • sale e pepe

Accendere il forno a 180° e imburrare uno stampo da plumcake.
Inserire nel boccale la scorza di limone prelevata col pelapate, il parmigiano e il pecorino da grattugiare: 10 secondi a vel. turbo.
Aggiungere tutti gli altri ingredienti, tranne l'emmenthal e il pecorino a cubetti: 15 sec. vel. 5
Aggiungere l'emmenthal e il pecorino e amalgamare con la spatola.
Rovesciare l'impasto nello stampo preparato e infornarlo per 35 minuti circa: se verso la fine dovesse scurirsi troppo, coprirlo con un pezzo di carta d'alluminio.
Far raffreddare e servire da solo o in accompagnamento a salumi o altro.

Il commento della copiona: i cake salati di solito non mi piacciono: li trovo gnucchi, asciutti, impossibili da finire. Questo invece rimane molto umido e morbido e la scorza di limone gli dà una freschezza inattesa e gradevolissima.

La ciambella romagnola (e zamblòn...)


...chissà se si scrive così, zamblòn... eventualmente, miei cari amici romagnoli, correggetemi pure :-)
E soprattutto... chissà perchè si chiama ciambella anche se non ne ha la forma :-)
Qualsiasi dolce io faccia, dal più rustico al più ricercato, il mio pazientissimo marito mi chiede sempre: ma una normale ciambella romagnola, quella con sopra gli zuccherini, non la fai mai?
In realtà l'ho fatta almeno tre volte, in 25 anni di felice matrimonio :-D e stasera per la quarta volta, con una ricetta infallibile.
L'ho fatta col bimby, ma non ricordo se è un mio adattamento di una ricetta tradizionale o se l'ho trovato così già fatto.
Lo strutto non si sente affatto, quindi chi storce il naso alla sola idea si rassicuri. Si può sostituire col burro, ma non viene la stessa cosa.
Come sempre, si può fare anche senza il bimby.

Servono:
  • 500 gr di farina + poca farina per le uvette
  • 120 gr di strutto fresco
  • 250 gr di zucchero
  • 4 uova
  • 1 limone non trattato
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 1 bustina di lievito
  • 1 misurino di latte (100 gr)
  • 1 manciata di uvette
  • granella di zucchero

Accendere il forno a 180°.
Mettere l'uvetta ad ammollare nell'acqua.
Mettere nel boccale lo zucchero e la scorza di limone prelevata col pelapatate: 20 secondi vel. turbo.
Aggiungere le uova, lo strutto e la vaniglia: 20 secondi vel. 6.
Aggiungere la farina, il latte e il lievito: 25 secondi vel. 6.
Dividere l'impasto in due: accomodarne metà su una teglia di alluminio rivestita di carta forno, formando una specie di pagnottella allungata e spolverizzarla di granella di zucchero.
Scolare l'uvetta, asciugarla e infarinarla, poi aggiungerla al resto dell'impasto mescolando con la spatola: anche da questa seconda parte di impasto ricavare un filoncino e disporlo sulla teglia, tenendolo distanziato dal primo, perchè in cottura si allargheranno.
Infornare per circa 30-35 minuti: non devono scurirsi troppo.

Il commento della copiona: questa è la classica ciambella che mangia al mattino, ma è presente come dolce rustico, da inzuppare nell'Albana, alla fine di ogni pranzo (anzi... "mangiata") tradizionale che si rispetti, in terra di Romagna.

Garganelli ai funghi e mandorle

Vecchissima ricetta ricevuta da una mailing list anni e anni fa e mai fatta prima: adattata stasera agli ingredienti in casa e molto piaciuta alla famigliUola :-D

Ho usato:
  • 500 gr di garganelli all'uovo
  • 70 gr di bacon, tagliato a dadini
  • 350 gr di funghi coltivati affettati
  • 2 cucchiai d'olio
  • 2 cucchiai di farina
  • 2 bicchieri di latte
  • una manciata di mandorle a lamelle, leggermente tostate in padella
  • poco prezzemolo tritato
  • parmigiano grattugiato
  • sale

Per iniziare ho messo a bollire l'acqua per la pasta e intanto ho preparato il condimento.
Serve un tegame grande, dove spadellare la pasta e nel quale mettere a secco - senza aggiunta di olio, cioè - il bacon a dadini e farlo dorare.
Toglierlo poi con il mestolo forato e tenerlo da parte. Nel grasso rimasto nel tegame, saltare i funghi, fino a quando saranno ammorbiditi, poi togliere anche questi e tenerli da parte insieme al bacon.
Sempre nello stesso tegame, scaldare i due cucchiai d'olio a fuoco medio, aggiungere la farina e salare.
Mescolando con una frusta, aggiungere il latte e far addensare badando a non far formare grumi.
Nel frattempo, cuocere la pasta e tenerla leggermente al dente.
Versare nel tegame del condimento il bacon e i funghi, aggiungere il parmigiano e mescolare bene.
Aggiungere i garganelli cotti, spadellando per un minuto e aggiungendo eventualmente un poco di acqua di cottura, se dovesse asciugarsi troppo.
Aggiungere le mandorle tostate e un po' di prezzemolo tritato e servire subito.

Il commento della copiona: il fatto che si sporchi solo un tegame è un punto a favore di questo piattino :-)

mercoledì 9 dicembre 2009

Treccia alla marmellata col Bisquick


Ho letto oggi che a Natale verrà buttato nell'immondizia il 40% del cibo acquistato e che negli altri giorni dell'anno le nostre abitudini non sono certo più virtuose.
Nonostante il mio hobby culinario sia frivolo e a volte il fatto di passare così tanto tempo tra i fornelli, alla ricerca di piatti e sapori e ingredienti mi faccia sentire in colpa nei confronti di chi non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena, io detesto gli sprechi: detesto buttare via cose ancora commestibili e spesso mi nutro di avanzi per giorni di seguito, pur di non buttarli nel bidone.
Il mio buon proposito per il 2010, al quale sto cominciando ad allenarmi, è quello di evitare di riempire la casa e la cucina di ingredienti che "prima o poi verranno buoni per qualcosa"e comprare solo quello che poi verrà effettivamente consumato.
Il Bisquick è un preparato per dolci, pancake e frittelle comunissimo e diffusissimo negli Stati Uniti, che si trova anche da noi in qualche supermercato molto fornito.
Stasera ne ho usata una confezione per fare questa treccia, velocissima e buona buona al primo assaggio.

Servono:
  • 320 gr di Bisquick
  • 90 gr di cream cheese (tipo il philadelphia)
  • 2 cucchiai di burro morbido
  • 70 gr di zucchero
  • 1 tazzina di latte, circa
  • marmellata di gusto a piacere, ma se è rossa è più bellina
  • 1 tazza di zucchero a velo
  • acqua q.b.
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Si comincia con l'accendere il forno a 200°.
In una ciotola, mescolare il bisquick con il burro, lo zucchero e il philadelphia e lavorare aggiungendo il latte, poco alla volta, fino ad ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso.
Stendere la pasta in un rettangolo regolare, circa 30x40 cm (mi raccomando usate il righello ;-D ) e distribuire al centro la marmellata, lasciando liberi i lati.
Praticare, con un coltello affilato, dei tagli paralleli distanziati di circa 2-3 cm l'uno dall'altro ai due lati della sfoglia (quelli lasciati liberi dalla marmellata), poi rivoltarli verso il centro, sovrapponendoli leggermente l'uno sull'altro.
Sarò riuscita a spiegarmi? :-)
Infornare per una ventina di minuti o fino a quando la superficie sarà dorata.
Preparare la glassa, mescolando lo zucchero a velo con la vaniglia e acqua aggiunta a gocce fino ad ottenere un composto di giusta consistenza.
Metterlo nella sac à poche e decorare il dolce ancora tiepido facendo dei ghirigori.
Far raffreddare e servire.

Il commento della copiona: buono e - naturalmente! - velocissimo da fare. Ma si potrebbe sostituire il bisquick con farina autolievitante e credo che il risultato sarebbe lo stesso o molto simile :-)

martedì 8 dicembre 2009

Ancora una cena con gli amici



Facciamo tutti vite frenetiche e occupatissime e a me piace, quando posso, riunire intorno a un tavolo i miei amici (pochi alla volta... il posto è quello che è, ahimè...) per fare un po' di chiacchiere e di risate.
Ieri sera ci siamo trovati per smangiucchiare qualcosa e abbiamo anche organizzato un capodanno alternativo, tanto che c'eravamo :-)

Il menu era - casualmente - vegetariano:

insalata alla piemontese
con pane guttiau
lasagne di pane carasau agli spinaci
formaggi accompagnati da pani diversi, miele di castagno, olive, nocciole e uva bianca e nera
caprese al limoncello

La mia amica Tania ha portato anche un dolce al cioccolato buonissimo, del quale cercherò di estorcere la ricetta :-)

Dei formaggi, ci sono - naturalmente - solo le foto :-)

Caprese al limoncello


In un'operazione di rispolvero di vecchie ricette collaudate e mai dimenticate, ho preparato questa deliziosa torta sulla cui origine non ci sono ricordi certi.
Visto il tipo di esecuzione, potrebbe venire dal vecchio forum del bimby, oppure potrebbe essere un mio adattamento ad una ricetta trovata da qualche parte.
In ogni caso, è buonerrima e molto veloce a farsi, anche senza bimby: sarà sufficiente avere un frullatore potente per ridurre le mandorle a farina, poi eseguire la ricetta a mano o nel robot o come vi pare :-D


Servono:
  • 250 gr di mandorle
  • 5 uova
  • 220 gr di zucchero
  • 100 gr di burro
  • 40 gr di farina o fecola
  • 100 gr di limoncello
  • la buccia di un limone
  • mezza bustina di lievito
  • zucchero a velo


Tritare le mandorle 20 sec. vel. 8 e mettere da parte.
Mettere nel boccale lo zucchero e la scorza di limone: 1 minuto vel. 7.
Aggiungere le uova e montare 3 min. vel. 5.
Unire tuti gli altri ingredienti: 1 min vel. 6.
Mettere in una teglia imburrata da 26 cm. e cuocere a 150-160° per 30-40 minuti.
Quando è fredda spolverizzare di zucchero a velo.

Il commento della copiona: meglio fatta il giorno prima e lasciata maturare almeno 24 ore, prima di servirla.

Pane guttiau


A volte mi ricordo che il mio cognome è sardo e vado a cercare qualche preparazione dell'isola dalla quale mio nonno partì, non nel secolo scorso, ma addirittura in quello precedente: era nato nel 1881 a Villamar e venne nel continente alla fine degli anni '90 del XIX secolo...

Servono:
  • pane carasau
  • olio extravergine di oliva
  • sale fino

Si spennellano i dischi di pane carasau (la carta musica...) con olio e si spolverizzano di sale fino, poi si mettono, anche impilati l'uno sull'altro, in una teglia di alluminio.
Si passano in forno fino ad averli croccanti e ben dorati, si spezzano con le mani e si servono.

Il commento della copiona: una non-ricetta per un pane così croccante e saporito che è divertente e buono da mangiare anche come salatino da aperitivo.

Insalata alla piemontese con valeriana, pere, pecorino e noci


La chiamo alla piemontese, perchè l'ho sempre mangiata in Piemonte e immagino sia piuttosto tradizionale, perchè l'ho trovata frequentemente.

Io l'ho fatta con:
  • insalata valeriana
  • pere abate
  • scaglie di pecorino sardo
  • gherigli di noce
  • olio extravergine di oliva
  • sale

Si distribuisce la valeriana sui piatti di portata e sopra si accomodano le fettine di pera sbucciate.
Si aggiunge poi il pecorino e alcuni gherigli di noci rotti con le mani in pezzi grossolani.
Si condisce, solo al momento di andare in tavola, con olio e sale.
A parte, servire aceto balsamico che, chi lo desidera, aggiungerà, a gocce al proprio piatto.

Il commento della copiona: il pecorino si può sostituire con petali di parmigiano

lunedì 7 dicembre 2009

Lasagne vegetariane di pane carasau e spinaci


Queste le faccio da un sacco di tempo e piuttosto frequentemente (nel mio caso, significa una volta ogni tre o quattro anni :-D), perchè sono molto buone e veloci.
Le preparai la prima volta per una cena con mia cognata, che è vegetariana e piacquero molto anche ai carnivori.
Credo che la ricetta venisse dal vecchio forum del bimby (ancora!) ma questa è la versione realizzata senza l'infernale aggeggino :-D
Quella per il bimby dovrebbe essere ancora pubblicata da qualche parte nel web...

Servono:
  • 1 confezione di pane carasau
  • 1 lt di brodo vegetale (va bene anche fatto col dado)
  • 500 gr di spinaci puliti
  • 40 gr. di burro
per la besciamella:
  • 1 lt di latte
  • 50 gr burro
  • 30 gr. farina
  • 50 gr parmigiano grattugiato
  • sale
  • noce moscata (facoltativa)
per la salsa:
  • 2 barattoli di pomodori a cubetti
  • 1 cipolla
  • 1 spicchio d'aglio
  • mezzo gambo di sedano
  • 40 gr olio extravergine di oliva
  • sale q.b.

Cuocere gli spinaci a vapore per 3 minuti in pentola a pressione (o cuoceteli come siete soliti fare: io trovo che con questo metodo rimangano saporiti e non si imbevano di acqua), scolarli bene e tritarli grossolanamente.
Sciogliere in un tegame 40 gr di burro e insaporirvi gli spinaci con un po' di sale, per qualche minuto.
Nel frattempo, preparare un sughetto di pomodoro, soffriggendo in un altro tegamino la cipolla, il sedano e l'aglio tritati. Aggiungere il pomodoro, salare e cuocere per una quindicina di minuti.
Preparare la besciamella, come d'abitudine (la sapete fare, vero?... non c'è bisogno che ve lo dica io...) e alla fine incorporarvi il parmigiano grattugiato.
Scaldare il brodo e metterlo in una pirofila bassa e larga: servirà per ammorbidire il pane.
Adesso assemblare il tutto: in una pirofila rettangolare stendere qualche cucchiata di sugo di pomodoro, passare il pane carasau velocemente nel brodo e fare un primo strato, coprire con spinaci, poi besciamella, poi sugo di pomodoro e un altro strato di pane ammorbidito nel brodo. Continuare fino ad esaurimento degli ingredienti. Terminare con il sugo di pomodoro e qualche fiocchetto di burro. Mettere in forno a 180° per 30 minuti, poi sotto il grill per 10 minuti.

Il commento della copiona: quelle di ieri sera sono rimaste particolarmente morbide. Mi sono ricordata oggi, mangiando il minuscolo rettangolo che era avanzato, che le altre volte le avevo sempre cotte in anticipo e poi riscaldate in forno al momento di servirle. In questo modo, si assestano. Sono buonissime!

domenica 6 dicembre 2009

Roselline alle gocce di frutta


Sono in piena fase di svuotamento della dispensa, dalla quale emergono strani prodotti comprati in un momento di curiosità o noia durante i miei giri per l'Italia.
Oggi sono saltate fuori queste gocce di frutta all'albicocca: la scatola si intravede sullo sfondo della foto.
A leggere gli ingredienti, non c'è niente di particolarmente allarmante. All'aspetto, sono microscopici dadolini di gelatina di frutta e all'assaggio, una volta cotti sono proprio buoni!
Li ho usati modificando un poco la ricetta che c'era sulla confezione e cuocendoli negli stampini di silicone a forma di rosellina.

Ho usato:
  • 250 gr di ricotta
  • 1 vasetto di yogurt all'albicocca
  • 300 gr di farina
  • 200 gr di zucchero
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 uovo
  • una tazzina da caffè di latte
  • una confezione di gocce di frutta all'albicocca

Ho lavorato tutti gli ingredienti piuttosto velocemente e brevemente, tipo muffin e li ho distribuito in 12 stampini.
Ho cotto per 35 minuti a 160° ventilato.
Una volta sformati e raffreddati, ho spolverizzato i dolcetti con lo zucchero a velo.

Il commento della copiona: l'impasto con la ricotta rimane piuttosto denso e rende queste roselline molto adatte per la prima colazione o il the del pomeriggio.

Pollo arrosto burro e limone


Questo lo abbiamo provato, tanti anni fa, io e mia sorella, dopo averlo trovato in uno dei suoi libri.
Mi piace moltissimo, fatto così: croccante e leggermente agrumato.
Il pollo deve essere davvero buono, però: io ho usato un pollo ruspante, molto saporito.
Servono:
  • 1 pollo tagliato a pezzetti non troppo grandi, lavato e asciugato
  • burro
  • il succo di due limoni
  • sale e pepe
  • 5 foglie di limone (se ce le avete!) oppure salvia

Accendere il forno a 170° ventilato e imburrare una teglia di dimensioni sufficienti.
Mettere in una terrina i pezzi di pollo, condirli con sale e pepe e mescolare bene per insaporirli uniformemente.
Disporli poi nella teglia, infiocchettare di burro e irrorarli con il succo dei limoni.
Aggiungere anche le foglie di limone o la salvia e infornare.
Cuocere per un'ora e mezzo (allungare un po' la cottura e alzare la temperatura se il forno è normale e non ventilato), fino a quando il pollo sarà ben dorato e la pelle croccante.
Servire subito.

Il commento della copiona: l'aggiunta della salvia o del limone è mia, nell'originale non c'era. Il pollo fatto così rimane asciutto, croccante e dolcissimo, grazie al burro.

Minestra di semolino dell'Artusi


Questa minestra era una delle più preparate, a casa mia (dove, per casa mia, intendo la mia famiglia di nascita).
Io non la faccio molto spesso, nonostante piaccia molto: è una minestra che i bambini amano moltissimo!

L'Artusi dà le dosi per uovo. Per 4 persone oggi ho usato:

  • 3 uova
  • 90 gr di semolino
  • 60 gr di parmigiano grattugiato
  • 60 gr di burro
  • sale
  • noce moscata

Il burro si fa sciogliere al fuoco (o nel microonde, che ai tempi dell'Artusi non c'era :-D), poi si mette in una zuppierina, si aggiungono il semolino e il parmigiano, mescolando bene.
Si uniscono poi, una alla volta le uova, fino ad ottenere un composto ben amalgamato e senza grumi.
Si sala e si insaporisce con la noce moscata.
Si stende il composto in una piccola teglia imburrata e si mette in forno già caldo a 160° per una ventina di minuti.
Quando sarà ben rassodato, si toglie dal forno, si fa raffreddare, poi si taglia a minuscoli dadini: nella foto ho tentato di far vedere quanti ce ne stanno in un cucchiaio dopo cotti, quindi un po' gonfiati.
Si cuociono in brodo bollente per una decina di minuti e si servono con altro parmigiano grattugiato, a piacere.
Se avanzano, si possono riscaldare (e forse sono anche più buoni!).

Il commento della copiona: che dire, se non che questo è un piatto che è pieno di memorie e ricordi, per me?

sabato 5 dicembre 2009

Gramigna con sugo di salsiccia


Questo è uno di quei piatti robusti che fanno la felicità dei miei figli e che io - ahimé, anzi ahiloro ;-D - non faccio quasi mai.
La ricetta - nata probabilmente a Bologna - è diffusa praticamente in tutta la regione e l'ho fatta seguendo le indicazioni di Alessandro Molinari Pradelli dal libro La cucina dell'Emilia Romagna.


Servono:
  • 500 gr di gramigna all'uovo
  • una grossa cipolla tritata
  • 500 gr di salsiccia fresca
  • un bicchiere di vino bianco
  • un bicchiere di latte
  • un cucchiaino di concentrato di pomodoro
  • poco brodo
  • burro e olio extravergine di oliva
  • sale e pepe di mulinello
parmigiano grattugiato

Si fa soffriggere la cipolla tritata in una casseruola con un pezzetto di burro e qualche cucchiaio d'olio (siamo in Emilia... i condimenti abbondano... :-D ): quando è ben dorata, si aggiunge la salsiccia spellata e sbriciolata e si fa rosolare a fuoco vivace fin quando la carne risulterà leggermente croccante.
Bagnare col vino bianco, lasciarlo evaporare, poi aggiungere il concentrato di pomodoro e il latte.
Abbassare la fiamma e far cuocere piano, scoperto, per circa un'ora. Se nel frattempo si asciuga troppo, aggiungere un po' di brodo caldo.
Quando la salsa sarà ben tirata, aggiustare di sale e pepe.
Lessare la pasta al dente e saltarla in padella con il sugo, parmigiano grattugiato ed eventualmente poca acqua di cottura della pasta.
Servire subito.

Il commento della copiona: uno di quei piatti che fanno molto "trattoria da camionisti".
In parecchi ristoranti si trova normalmente, ma spesso il sugo è pasticciato (letteralmente!) con la panna o la besciamella. Invece è buonissimo così da solo.

Coniglio alla sanremese


Ancora dalle Ricette regionali di Anna Gosetti della Salda, un piattino che ho fatto qualche tempo fa e che non avevo avuto il tempo di scrivere qui.
Io adoro il coniglio: è la carne che preferisco, ma in casa mia non è altrettanto apprezzata, quindi la faccio molto raramente.

Servono:
  • un coniglio tagliato a pezzi lavato e pronto per la cottura, con testa e fegato
  • 50 gr di olive liguri in salamoia (io ho usato le piccole taggiasche)
  • una cipolla
  • olio extravergine di oliva
  • un rametto di rosmarino
  • una foglia di alloro
  • un pizzico di timo
  • una costa di sedano
  • qualche gheriglio di noce
  • vino rosso
  • sale

Mettere al fuoco una casseruola con un po' d'olio e farvi soffriggere la cipolla affettata, il rosmarino, il timo, l'alloro e il sedano tritato.
Unire i pezzi di coniglio, salarli e farli rosolare. Aggiungere anche qualche gheriglio di noce pestato e uno o due bicchieri di vino rosso.
A parte, lessare il fegato e la testa del coniglio, prima spaccata a metà e lavata ben bene (un po' grandguignolesca, questa operazione... :-D ), poi spolpare la testa di tutta la carne, tritarla insieme al fegato e unirla al coniglio.
Continuare a cuocere, aggiungendo se serve un mestolino di brodo di cottura del fegato: si dovrà ottenere un intingolo denso ed abbondante. A metà cottura aggiungere le olive intere.
Servire con un contorno adeguato, come per esempio un purè di patate.

Il commento della copiona: il vino rosso rende il piatto molto scuro ma anche molto appetitoso!

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