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sabato 3 luglio 2010

Come fa godere la patata il polpo (post sensuale e un po' osé, con variante fintamente casta)

Si ragionava in questi giorni su Facebook di polipi o polpi o piovre.
Il polpo è un animale che mi sta sommamente simpatico: intanto perchè è mostruosamente intelligente e scaltro e poi perchè ha delle abitudini sessuali che comprendono rituali di corteggiamento, accoppiamenti vorticosi e forse pure coccole alla partner dopo l'amplesso (anche perchè sott'acqua una sigaretta non la si potrebbe accendere...).
La morte del polpo è con le patate, come ben sanno tutti.
E la patata - come altrettanto bene tutti sanno - trae immenso giovamento (e godimento) dall'unione col polpo.
Ma se per qualcuno, l'idea dell'amplesso di patata e polipo fosse insostenibilmente oscena, ecco una variante più casta con la melanzana.
Pensandoci bene, però, la pudicizia di quest'ultima è solo apparente, perchè è languida e piccante e, alla fine, potrebbe risultarne un accoppiamento ancor più sensuale e godibile.
Per mettere il sigillo dell'indimenticabilità al cicaleccio consumatosi sulla mia bacheca, ecco cosa ho preparato stasera.
Lo dedico a tutti quelli che hanno partecipato alla dotta conversazione, più uno che di sicuro non vuole apparire ma c'è :-)


Servono:
  • un grosso polpo (il più sensuale che riuscite a trovare)
  • 4 patate
  • una grossa melanzana
  • pesto genovese (ho usato quello fresco della Coop, buonissimo!)

Ho tagliato la melanzana a fette verticali piuttosto sostenute e le ho grigliate nella padella antiaderente.
Ho pelato le patate, le ho tagliate a pezzi il più possibile regolari e le ho cotte al vapore.
Il polpo, dopo averlo lavato e privato del becco, è stato cotto pentola a pressione, con sola acqua, per 30 minuti a partire dal fischio e lì lasciato a raffreddare.
Ho poi tagliato le fette di melanzana a quadrotti e le ho messe in una insalatiera.
In un'altra ho messo le patate.
Ho tagliato il polpo a pezzi, dividendolo tra le due e ho condito con un paio di cucchiaiate ciascuna di pesto.
Ho lasciato un po' a riposare in frigo, affinche i sapori facessero conoscenza e si preparassero adeguatamente alla degustazione.

Il commento della copiona: un piatto davvero sensuale e afrodisiaco...

venerdì 2 luglio 2010

Noci di capesante crude marinate al lime e latte di cocco

Io sono amante del sushi, del sashimi, del pesce crudo in generale e l'ho sempre mangiato bell'e pronto al ristorante.
Da un po' di giorni, però, mi ronzava in testa l'idea di provare le noci di capesante (cioè il mollusco edibile) crude, dopo averle insaporite in una marinata molto profumata.
Il requisito fondamentale è che il pesce che viene consumato crudo venga passato nell'abbattitore, per uccidere le larve dell'anisakis, temibilissimo parassita che ama trasferirsi e prosperare nell'intestino umano, dopo essere stato ingerito per l'appunto con il pesce crudo.
Per sicurezza (e per fretta... ne avevo voglia OGGI!) ho comperato le noci surgelate e le ho lasciate decongelare per qualche ora in frigo e, una volta pronte, le ho marinate.

Ho usato:
  • 6 noci di capasanta
  • 1 lime
  • 1 cucchiaio di latte di cocco
  • mix di spezie giapponesi (pepe bianco, nero, verde, rafano e scorza di limone) macinate al momento
  • 1 cetriolo
  • sale di mulinello

Ho grattugiato la scorza del lime con la microplane e l'ho messa in una piccola ciotola, aggiungendovi poi il succo spremuto insieme a un cucchiaio di latte di cocco.
Ho poi immerso in questa marinata le noci di capasanta decongelate, ho condito con le spezie giapponesi e col sale e le ho lasciate a insaporirsi per una mezz'ora.
Nel frattempo, usando la mandolina, ho affettato per il lungo un cetriolo, con la sua buccia.
Ho scolato le capesante dalla marinata, le avvolte una ad una in un nastro di cetriolo, fissandole con uno stecchino.
Le ho disposte in un piatto e me le sono mangiate... :-)

Il commento della copiona: queste le ho fatte solo per me, visto che la famiglia è dispersa ai quattro venti. E comunque non le avrebbero neanche toccate. Meglio per me, perchè sono fantastiche e sicuramente da rifare :-)

mercoledì 30 giugno 2010

Insalata di fagiolini e soia verde

Questa insalata, trovata su una vecchia rivista inglese ma adattata al nostro gusto, è entrata parecchie volte nella mia lista di ricette da provare, per poi uscirne sempre. Peccato, perchè è davvero gustosa e piacevole, per una cena estiva. E i fagioli di soia verdi sono fantastici!

Ho usato:
  • 300 gr di fagioli di soia verdi surgelati
  • 350-400 gr di fagiolini verdi
  • 1 peperone rosso
  • 3 scalogni
  • olio extravergine di oliva
  • 150 gr circa di olive verdi farcite di peperone (ma anche normali olive verdi)
  • 1 cucchiaino di senape forte
  • il succo di un limone

Ho lessato i fagioli di soia in acqua bollente salata per 4 minuti dopo la ripresa del bollore e contemporaneamente, dentro al cestello per la cottura a vapore (ho una pentola sulla quale si appoggia questo accessorio) ho cotto i fagiolini puliti: naturalmente si possono cuocere prima i fagioli di soia, poi scolarli e nella stessa acqua cuocere i fagiolini. Suggerisco di non mescolarli, perchè potrebbero avere tempi di diversi ed è meglio cuocerli separatamente.
Appena pronti entrambi, raffreddarli sotto acqua corrente, scolarli bene e metterli in un'insalatiera. Aggiungere le olive e il peperone tagliati a minuscoli dadini, il più regolari possibile.
Soffriggere in abbondante olio (mezzo bicchiere) gli scalogni tritati finemente, spegnere il fuoco e mescolarvi la senape e il succo di limone.
Versare questo condimento sulle verdure e mescolare delicatemente.
Questa insalata si può servire subito, dopo averla fatta riposare qualche minuto, oppure si può tenere in fresco per qualche ora.
E' un perfetto piatto unico.

Il commento della copiona: buona, buona, buona! I fagioli verdi di soia si trovano, con un po' di fortuna, nella grande distribuzione oppure nei negozi etnici. Io ho usato quelli della Orogel, che ho trovato in una Ipercoop.

domenica 27 giugno 2010

Couscous tostato con verdure al forno

La cuoca che copia sbircia raramente negli altrui blog, ma stavolta ha ricevuto una segnalazione da una amica di Facebook che non ha potuto ignorare.
La tostatura del couscous precotto viene dal bellissimo blog di Marcello Valentino, vero chef palermitano ed effettivamente, grazie a questa tecnica, il piatto assume una fragranza eccezionale.
Da un punto di vista del tempo necessario (io ne ho sempre troppo poco...), l'aumento è trascurabile e quindi vale la pena di investire qualche minuto più per la tostatura.

Ho usato:
  • 300 gr di couscous precotto a grana media
  • 350 gr di brodo vegetale
  • olio extravergine di oliva
  • basilico
  • 3 peperoni rossi
  • 1 piccola zucca tipo butternut
  • 6 zucchine freschissime e tenere
  • 2 cipolle rosse di Firenze (o cipolle di Tropea)

Ho iniziato preparando le verdure: ho tagliato a pezzi i peperoni, la zucca pelata, le zucchine spuntate e le due cipolle, le ho messe in una teglia da forno, le ho condite con qualche cucchiaiata di olio e sale e le ho infornate a 180° ventilato per un'ora e mezzo. Sono venute esattamente come le volevo: ben cotte, ma non sfatte.
Ho messo il couscous in una padella antiaderente e l'ho tostato a fuoco medio, tenendolo sempre sotto controllo perchè ci vuole un attimo a bruciarsi.
Ho spento il fuoco, ho unito brodo vegetale tiepido, ho incoperchiato e lasciato gonfiare per sette-otto minuti.
Trascorso questo tempo, ho sgranato il couscous con una forchetta, l'ho insaporito con un po' di olio crudo e basilico stracciato con le mani (l'idea era di metterci anche scorza di limone ricavata con la microplane, ma mi sono dimenticata...) e ho unito una parte delle verdure intiepidite.
Ho mescolato e servito subito.

Il commento della copiona: molto buono, anche lasciato lì a insaporire per qualche ora. Buono tiepido, buono freddo, perfetto a temperatura ambiente.

lunedì 21 giugno 2010

Rotolini di pollo agli agrumi e olive nere con olio al basilico

Certe volte mi imbatto nella descrizione della genesi di certi piatti che sembra essere stata dettata o ispirata direttamente dell'Onnipotente.
Quello che non copio, io lo immagino soprattutto durante i miei lunghi e solitari viaggi in macchina oppure, come in questo caso, lo metto insieme con quello che ho in casa o che riporto dal mercato.
Assomigliano a questi, che avevo fatto lo scorso anno, ma li ho cotti individualmente invece che farne uno solo.
L'idea era di servirli con un coulis di zucchine, ma mi si è rotto il frullatore proprio sul più bello e il massimo che sono riuscita ad ottenere è stato un passato rustico ;-)

Ho usato:
  • 600 gr di petto di pollo a fette
  • una manciata di olive nere
  • un'arancia
  • un limone
  • olio extravergine di oliva
  • due zucchine
  • brodo vegetale
  • olio al basilico, fatto come descritto qui
  • sale e pepe

Stendere le fettine di pollo su un tagliere ed eventualmente appiattirle un po' col batticarne (io non lo faccio). Spennellarle di olio extravergine di oliva nella parte solo dal lato sopra, salare e pepare leggermente.
Grattugiare con la microplane la scorza del limone e farla cadere in un piatto. Con un rigalimoni, prelevare la scorza dell'arancia (per questa, preferisco far così che usare la microplane) e aggiungerla a quella del limone. Spezzettare le olive nere e mescolarle alle scorze.
Distribuire un po' di questo composto sulle fettine di pollo, poi arrotolarle e sigillarle in pezzetti di pellicola trasparente, chiudendoli poi a caramella.
Cuocerle a vapore per 25-30 minuti, poi lasciarli intiepidire o anche raffreddare del tutto nel loro involucro.
Lavare le zucchine, spuntarle, tagliarle a rondelle e cuocerle in poco brodo vegetale fino a quando saranno tenere, poi frullarle, ottenendo un coulis, aggiustarle di sale e pepe e aggiungere un poco d'olio.
Distribuire il coulis sul fondo di un piatto di portata.
Liberare i rotolini dal loro involucro, affettarli sottilmente e accomodarli sul coulis.
Insaporire con l'olio al basilico e servire.

Il commento della copiona: buonissimi, sono spariti in un attimo! Il ripieno dei rotolini può variare, ma la cottura rimane furbissima, perchè mantiene la carne tenera e succulenta. L'unico inconveniente è il colorino pallido, ma a quello possono supplire i ripieni e le eventuali decorazioni di verdure colorate.

Zuppa di carote e zenzero giallo sole

Neanche fossimo in Svezia, il solstizio d'estate è stato celebrato con le galoche, il mac rosa confetto e l'ombrellino coi volant.
C'erano 14 gradi, stamattina e il sole sono giorni che non lo vediamo.
Quindi, per cena, zuppa bollente di color giallo carico... e forse è stata benaugurante, perchè là dietro le colline c'è adesso un timido ma speranzoso tramonto rosato...

Ho usato:
  • 4 grosse carote
  • 4 patate
  • un pezzetto di zenzero fresco
  • 1 scalogno
  • 1 litro di brodo vegetale
per l'olio al basilico:
  • una grossa manciata di foglie di basilico freschissimo
  • 5 gherigli di noce
  • olio extravergine di oliva

Questa è una ricetta perfetta da farsi nel bimby ed è lì che l'ho fatta, ma naturalmente si può fare anche nella pentola normale.
In entrambi i casi, si parte pelando le patate e tagliandole a pezzetti. Poi si lavano bene le carote e si spezzettano anch'esse. Lo zenzero (quantità a gusto... io lo adoro e ce ne ho messo una bella quantità) si pela e si affetta. Per ultimo, si sbuccia lo scalogno.
Si mette tutto nella pentola (o nel boccale del bimby), si aggiunge il brodo vegetale si fa cuocere mezz'ora (nel bimby, vel. 1 a 100° per 30 minuti).
Alla fine, facendo grandissima attenzione perchè le ustioni sono dietro l'angolo, si frulla il tutto fino ad ottenere una crema vellutata.
Per preparare l'olio al basilico, si frullano le foglie di basilico con le noci e circa mezzo bicchiere d'olio.
Si serve la zuppa decorandola con fettine di zenzero, nastri di carote e olio al basilico.

Il commento della copiona: io ci vivrei, di queste zuppe... le adoro, letteralmente, e ogni tanto mi piace farmi un regalo e prepararne una.
Ricetta ispirata ad una pubblicata sulla Cucina del Corriere della Sera, con modifiche mie.

domenica 20 giugno 2010

Patate e peperoni in tortiera

Ho preso spunto da una ricetta fotografata col telefonino (lo so, non si fa, non sta bene... ma è un peccatuccio ;-D ) da una rivista di cucina in qualche autogrill e l'ho un po' modificata.

Ho usato:
  • 600 gr di patate, possibilmente di dimensioni uguali
  • 600 gr di peperoni gialli
  • una ventina di pomodori ciliegini
  • uno spicchio d'aglio
  • pangrattato
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

Ho pelato le patate e le ho sbianchite, intere, per 10 minuti in acqua bollente salata.
Ho acceso il forno a 180° ventilato.
Nel frattempo, ho tagliato a striscioline i peperoni e li ho fatti soffriggere per cinque minuti in qualche cucchiaio d'olio insieme allo spicchio d'aglio.
Ho affettato le patate e le ho aggiunte ai peperoni, lasciando insaporire per altri 4-5 minuti.
Ho salato e pepato e ho tolto dal fuoco.
Ho aggiunto i pomodorini interi, mescolandoli alle patate e ai peperoni, ma senza cuocerli.
Ho unto benissimo uno stampo da ciambella col bordo staccabile e l'ho cosparso ben bene di pangrattato.
Ho distribuito le verdure nello stampo, premendole bene con il dorso di un cucchiaio, poi le ho spolverizzate con poco pangrattato.
Ho infornato per una trentina di minuti, fino a quando si è formata una bella crosticina, poi ho spento il forno e lasciato riposare un'altra mezz'oretta con lo sportello socchiuso.
Ho sfornato e lasciato riposare qualche minuto, poi ho sganciato il bordo della teglia e rovesciato sul piatto di portata: occhio in questa fase perchè lo spatascio è in agguato... indovinate come faccio a saperlo? ;-D
Ho servito tiepido.

Il commento della copiona: buonissimo, davvero. Si potrebbe aggiungere basilico o olive nere o entrambi, ma è già un piatto ben equilibrato così.

Patate e totani alla nostalgia siciliana

Non so se in Sicilia facciano una cosa del genere... ma stamattina mi è capitato tra le mani un sacchettino di passolina e pinoli e che mi ha mandato da Palermo la mia amica Barbara e mi è venuta nostalgia della Sicilia, delle mie amiche e dell'estate.
Alla fine, ho mescolato un po' di spunti letti qua e là e per il pranzo di oggi ho tirato fuori questo piatto che la famiglia ha molto apprezzato.

Ho usato:
  • 500 gr di anelli di totano
  • 1 kg circa di patate
  • tre manciate abbondanti di pomodori ciliegini
  • due cucchiaiate di uvetta e pinoli
  • 2 spicchi d'aglio
  • tre manciate di olive nere
  • olio extravergine di oliva
  • pepe e sale

Pelare le patate e tagliarle a tocchetti, poi tenerle un po' a bagno in acqua fredda.
Lavare i pomodori e tagliarli a metà.
Soffriggere in una larga padella abbondante olio con gli spicchi d'aglio pestati, aggiungere i pomodori, l'uvetta e i pinoli, le olive e soffriggere brevemente.
Unire poi i totani e le patate scolate.
Salare, pepare, incoperchiare e cuocere per 45-50 minuti, assaggiando dopo la prima mezz'ora perchè il tempo di cottura delle patate dipende dalla loro qualità: tenerle comunque un po' sode, perchè il piatto migliora se preparato in anticipo e poi riscaldato al momento di andare in tavola.
Non dovrebbe essere necessario aggiungere liquidi, perchè i pomodori e le patate ne rilasciano a sufficienza ma, nel caso, unire un po' di acqua o di brodo o anche vino bianco.
Far riposare un po' prima di servire, meglio se qualche ora: i sapori maturano e il gusto del piatto ne guadagna.

Il commento della copiona: la quantità di totani si potrebbe raddoppiare... oggi ho usato quello che avevo... buonissimo piattino!

Cheesecake al lemon curd

L'ho fatto ieri in fretta e in ritardo (e infatti ce lo siamo mangiati che era ancora tiepidino...), perchè avevo promesso un dolce ad un'amica che ci aveva invitati a cena.
La ricetta viene da una vecchia rivista francese.

Servono:
  • 200 gr di biscotti (ho usato un misto di frollini e oro saiwa)
  • 380 gr di ricotta
  • 300 gr di formaggio fresco tipo philadelphia (ma va bene anche la robiola)
  • 300 gr di lemon curd
  • 100 gr di zucchero
  • 3 uova
  • 90 gr di burro
  • 50 gr di farina di cocco
  • 2 lime

Accendere il forno a 180°.
Fondere il burro in un pentolino o nel microonde, frullare i biscotti fino a ridurli a farina, ungere una teglia (io ho usato uno stampo quadrato da 25x25 cm).
Tenere da parte due cucchiaiate di biscotti e mescolare il resto al burro fuso, poi stendere questo composto in modo uniforme sul fondo della teglia.
Cuocere in forno già caldo per 15 minuti, poi togliere la teglia dal forno e abbassare la temperatura a 140-150°.
In una zuppierina, amalgamare la ricotta e il philadelphia con 180 gr di lemon curd, lo zucchero, le uova, la scorza di un lime grattugiata con la microplane e il suo succo.
Imburrare i bordi della teglia e spolverizzarli con i biscotti tenuti da parte, poi versarvi dentro il composto di formaggio e infornare, lasciando cuocere per un'ora. Al termine, spegnere il forno, socchiudere lo sportello e lasciarvi la torta ancora mezz'ora.
Sfornare, lasciare intiepidire bene prima di rovesciare la torta sul piatto di portata.
Spalmare la superficie con il restante lemon curd e spolverizzare col cocco.
Decorare a piacere con le zeste e qualche fettina del rimanente lime o anche con scorze d'arancia.

Il commento della copiona: avendo mangiato tiepido invece che freddo il giudizio finale sul dolce è sospeso... a me è comunque piaciuto moltissimo, perchè fresco e agrumoso... i commensali hanno contestato la presenza del cocco... e vabbè! :-D

Lemon curd nel bimby

Il lemon curd è una sorta di confettura inglese a base di limoni e uova, che si conserva per un breve periodo in frigo e serve per farcire torte e biscotti, ma si usa anche spalmata sul pane o semplicemente mangiata a cucchiaiate per scacciare malinconie e pensieri molesti :-)
Il più buono lemon curd della mia vita è stato anche il primo che ho mangiato: secolo scorso, ero una ragazzina e lo aveva preparato uno zio che si dilettava di cucina. Mai più riuscita a trovare la ricetta e mai più mangiato un lemon curd come quello.
Ieri mi serviva per fare un dolce e l'ho messo insieme velocemente col bimby, utilizzando una ricetta che avevo scarabocchiata su un foglietto: non ho idea di chi sia né da dove venga e, come sempre, se la mamma o il babbo si fanno avanti, sarò felice di riconoscere il legittimo genitore.

Ho usato:
  • 225 gr di zucchero
  • 4 grossi limoni
  • 3 uova + 1 tuorlo
  • 100 gr di burro morbidissimo

Ho messo nel boccale del bimby lo zucchero e la scorza del limone prelevata col pelapatate (solo la parte gialla) e ho frullato a turbo per 30 secondi.
Ho poi aggiunto nel boccale il succo dei limoni (era circa 150 gr, se l'informazione può essere utile), le uova e il tuorlo e il burro a pezzetti.
Ho cotto per 7 minuti a 80° vel. 4.
Versato in due vasetti da marmellata, incoperchiato e fatto raffreddare.
Si conserva in frigo per qualche giorno, quindi meglio farlo al momento e non esagerare con le dosi.

Il commento della copiona: dico la verità? Non sono così soddisfatta, di questa ricetta... il lemon curd deve essere burroso e cremoso e piacevolmente agrumato. Questo è un po' troppo limonoso: non ho capito se dipende dalla proporzione burro/limoni (tutte le ricette che circolano sul web riportano più o meno queste dosi...) o se i limoni che ho usato io erano eccessivamente agri.
Comunque, in attesa di trovarne una migliore, questa è servita perfettamente alla bisogna.

giovedì 17 giugno 2010

Coda di rospo gratinata al prosciutto

I miei figli hanno mangiato pesce fino alle elementari quando, per emulare qualcuno che il pesce lo detestava e si faceva cambiare il menu della mensa, hanno smesso di volerlo sia a scuola sia a casa.
Io lo ripropongo ogni tanto, ma devo mascherarlo abbastanza, perchè di certo storcerebbero il naso di fronte a un magnifico pesce freschissimo semplicemente bollito. E vabbè.
Avevo in freezer delle piccole code di rospo, che avevo comprato fresche e congelate e le ho acconciate in questo modo.

Ho usato:
  • 6 piccole code di rospo, in tutto circa 800 gr
  • 12 fette di prosciutto crudo
  • 3 fette di pane toscano raffermo
  • 3 acciughe sott'olio
  • erbe aromatiche fresche: romarino, santoreggia, basilico e erba di san pietro (ma si possono variare a piacere - io quelle ho sul terrazzo e quelle ho usato :-D )
  • olio extravergine di oliva
  • pepe nero

Ho messo nel frullatore il pane a pezzi, le acciughe e le erbe aromatiche e pepe nero e ho frullato tutto insieme.
Con questo pane aromatizzato ho cosparso le codine di rospo da entrambi i lati, avvolgendole poi in due fette di prosciutto ognuna.
Le ho sistemate in una teglia da forno unta con un po' d'olio e sopra ho distribuito il pangrattato avanzato.
Ancora un po' d'olio (pochino) e ho infornato a 180° ventilato per una ventina di minuti.
Ho servito subito con insalata fresca.

Il commento della copiona: si fanno in un attimo (questo è uno dei miei commenti più frequenti, visto il pochissimo tempo che ho!) e sono davvero buone!

martedì 15 giugno 2010

Spaghetti alla chitarra con le vongole veraci

Viene da una rivista inglese, questa.
Vedo già sopracciglia che si inarcano perplesse, a questa informazione: con tutto il ben di Dio che c'è in Italia, proprio dall'Inghilterra dovevi andare a copiare la ricetta di uno dei simboli della cucina italiana?
Intanto l'idea è di Aldo Zilli, un cuoco abruzzese che nei dintorni di Londra possiede e gestisce parecchi ristoranti. Poi, ci sono due cose che mi hanno colpito molto: l'uso dell'alloro (che io non avevo mai visto in questo piatto) e l'acqua invece del solito vino bianco: una vera delicatezza, che esalta il profumo di mare.
Gli spaghetti alla chitarra sono una mia idea e solo adesso mi rendo conto che sono un omaggio inconscio all'Abruzzo di Zilli :-)

Ho usato:
  • 500 gr di spaghetti alla chitarra secchi
  • 1 kg di vongole veraci
  • olio extravergine di oliva
  • 3 grossi spicchi d'aglio
  • 4 foglie d'alloro
  • 1 peperoncino secco
  • prezzemolo
  • basilico
  • sale e pepe

Ho messo le vongole in una bacinella, le ho coperte di acqua fredda salata e le ho tenute in frigo per qualche ora, per spurgarle.
Al momento di preparare la cena, ho messo al fuoco una pentola di acqua per cuocere gli spaghetti.
Ho messo in un grande tegame (servirà per saltarci poi gli spaghetti, quindi deve essere di dimensioni sufficienti) mezzo bicchiere abbondante di olio, ho aggiunto l'aglio schiacciato, il peperoncino stagliuzzato con le forbici e l'alloro e ho fatto soffriggere dolcemente.
Nel frattempo ho buttato la pasta e l'ho impostata a tre minuti di cottura in meno rispetto tempo indicato sulla confezione.
Immediatamente dopo aver buttato la pasta, ho alzato il gas del tegame col soffritto, ho buttato le vongole, aggiunto un bicchere d'acqua e ho incoperchiato. Dopo circa 5-6 minuti le vongole erano aperte e la pasta pronta.
Ho scolato la pasta, l'ho buttata nel tegame delle vongole e l'ho fatta saltare.
Per finire, ho aggiunto prezzemolo e basilico tritati, ho aggiustato di sale e pepe e ho servito subito.

Il commento della copiona: l'alloro sprigiona tutto il suo profumo soprattutto durante il soffritto ed è davvero sorprendente. Sono buonissimi! E sono piaciuti anche a quei familiari che detestano il pesce.

giovedì 10 giugno 2010

Risolatte alla frutta estiva

Doveva essere un piccolo dessert per fare due coccole alla famiglia durante la settimana.
Ma quando sono tornata a casa stasera, stremata dopo una giornata di lavoro classificata con grado di stanchezza 12 su una scala da 1 a 10, ho scoperto che la mia adorabile figliolanza si era fatta fuori a pranzo quello che io avevo preparato per la cena.
Come si fa a non perdonare i due amabili ragazzoni, di cui uno sotto esame di maturità e l'altro sotto esami di specializzazione all'università?
E allora il dessert è diventata la cena per me e mio marito e ce lo siamo gustati con gioia alla fine di una giornata bollente.

Ho usato:
  • 400 gr di latte
  • 120 gr di riso originario (o riso per minestre)
  • 2 cucchiai di golden syrup (si può sostituire con miele di acacia)
  • un'arancia
  • una stecca di vaniglia
  • 250 gr di yoghurt alla vaniglia
  • albicocche fresche

Ho messo il latte in un tegame, ho aggiunto la scorza di arancia grattugiata con la microplane, la stecca di vaniglia aperta e un pizzico di sale. Appena ha accennato a bollire, ho spento il fuoco, incoperchiato e lasciato in infusione per una decina di minuti.
Ho tolto la stecca di vaniglia e ho versato il riso, facendo cuocere per una trentina di minuti a fuoco basso: occorre mescolare spesso ed eventualmente aggiungere poco latte, se si asciugasse troppo che il riso sia cotto. Sarà pronto quando il latte si sarà consumato e il riso sarà tenero.
Togliere dal fuoco, aggiungere il golden syrup o il miele e mescolare bene. Far raffreddare. Questa operazione si può fare anche il giorno prima, conservando poi il riso in frigo fino al momento di utilizzarlo.
Poco prima di servire, tagliare la frutta a dadolini: io ho usato albicocche dolcissime e le ho lasciate naturali, ma si può anche dolcificare con un po' di zucchero o miele se si usa frutta acidula, come le fragole.
Riprendere il riso e mescolarvi lo yoghurt, amalgamandolo bene.
In un bicchiere, disporre uno strato di frutta, coprire con uno abbondante di riso e terminare con altra frutta.
Servire subito.

Il commento della copiona: una cena estiva, fresca e leggera... una delizia!

venerdì 4 giugno 2010

Pizza di patate

E' divertente, questo impasto a base di patate e non fa rimpiangere la pasta lievitata: anzi, può addirittura sostituirla egregiamente quando dall'alimentazione si devono eliminare i lieviti.
Ho usato il taleggio, invece di una più canonica mozzarella, perchè ho mandato qualcuno a fare la spesa e si è dimenticato metà delle cose... quindi, ho rimediato con quello che avevo.

Ho usato:
  • 1 kg di patate farinose
  • 100 gr di farina
  • olio extravergine di oliva
  • taleggio
  • olive nere
  • pomodori ciliegini freschi
  • origano

Si comincia lessando le patate, con la buccia e tutto: meglio se, invece di cuocerle in acqua, si fanno al vapore perchè rimangono più compatte.
Poi si passano allo schiacciapatate (io neanche le pelo, prima, perchè la buccia si separa naturalmente dalla polpa durante l'operazione) e si condisce la polpa con un po' di olio extravergine di oliva e sale.
Accendere il forno a 200° (180° se ventilato).
Quando le patate saranno intiepidite, impastarle con la farina e stendere il composto sulla leccarda del forno unta di olio.
Distribuirvi sopra il formaggio a fettine, le olive, i pomodorini tagliati a metà e cospargere di origano. Volendo, dare ancora un giro d'olio (io non ce l'ho messo e andava bene lo stesso).
Infornare per una quarantina di minuti.
Far riposare una decina di minuti prima di servire.

Il commento della copiona: molto buono!

mercoledì 2 giugno 2010

Vellutata di zucchine e gamberi per un giorno di pioggia

Sto diventando noiosa, lo so... e sto evidentemente invecchiando... parlo del tempo in continuazione... anzi, me ne lamento, che è peggio. Il meteo, non il tempo che passa.
Ancora un due giugno di pioggia scrosciante. Fa anche freddo. Invece dell'insalata di riso sulla spiaggia, tocca stare in casa e mangiare qualcosa di caldo, per togliere l'umidità che entra fino nelle ossa.
E quando il maltempo fa salire la gnegna (chi non sa cos'è, me lo dica...), vien voglia di comfort food.
I gamberi sono flambé. E ci ho messo pure la panna, nella vellutata. Senza un minimo di rimorso né di vergogna.
Tiè!

Servono:
  • 700 gr di zucchine, piccole, tenere e freschissime
  • 400 gr di code di gambero sgusciate e private del budellino nero
  • olio extravergine di oliva
  • 200 gr di panna liquida
  • 1 bicchierino di brandy
  • 30 gr di burro
  • 30 gr di farina
  • 1/ lt di brodo di pollo
  • sale e pepe di mulinello

Con uno scavino per meloni (o un cucchiaino da caffè) ricavare da una zucchina 8 palline che serviranno per la decorazione. Affettare le zucchine rimanenti e saltarle velocemente in padella con un paio di cucchiai d'olio. Salare e pepare. Tenerle da parte.
In un'altra padella (o nella stessa di prima, togliendo le zucchine ;-D ) scaldare un altro paio di cucchia d'olio e saltare le code di gambero. Salare e pepare. Aggiungere il brandy farlo riscaldare per un minuto, poi spegnere il gas e dar fuoco per fiammeggiare. Attenzione in questa fase, perchè (come è successo a me!) il brandy si è incendiato subito appena l'ho versato in padella e ha generato fiamme altissime... un piatto pericoloso ;-D
Appena le fiamme si sono spente, tenere da parte 8 gamberi, che serviranno per la decorazione e mettere i restanti in un frullatore. Aggiungere le zucchine e la panna e ridurre a crema.
Preparare la decorazione di spiedini, alternando le palline di zucchine alle code tenute da parte.
In una casseruola fare un roux con la farina e il burro, diluire con il brodo bollente e far addensare per due-tre minuti, poi aggiungere il composto di zucchine e gamberi e farlo riscaldare, mescolando spesso.
Appena sarà ben bollente, distribuirlo nei piatti, guarnendo ciascuno con uno spiedino. Una girata di pepe appena macinato e servire subito.

Il commento della copiona: molto buona, delicata e per una volta chisseneimporta se c'è la panna :-) . D'altra parte viene da una vecchia rivista francese...

lunedì 31 maggio 2010

Fegatini con salvia e radicchio

Non è un piatto che uno si aspetta di trovarsi sulla tavola il 31 di maggio: è, per ingredienti e preparazione, qualcosa di più adatto all'autunno o all'inverno.
Ma oggi è stata una giornata di vento così tagliente e insopportabile, in alcuni momenti persino freddo, che mi ha fatto quasi uscire di senno... quindi, vi prego di non alzare il sopracciglio di fronte a questa ricetta fuori stagione, ma di essere concilianti e comprensivi con la copiona, che oggi ha copiato nientemeno che da Vogue Travel & Entertainment, edizione australiana :-)

Servono:
  • 600 gr di fegatini di pollo
  • fettine di guanciale, una per ogni fegatino (15-18, più o meno)
  • una ventina di foglie di salvia grandi
  • una testa di radicchio rosso
  • una noce di burro
  • olio extravergine di oliva
  • aceto balsamico
  • una tazzina di brodo
  • sale e pepe

Pulire i fegatini, rimuovendo il grasso e le eventuali macchie di fiele.
Tenerli in acqua corrente in modo che perdano il sangue, poi scolarli e asciugarli con della carta da cucina.
Avvolgere ciascun fegatino in una fettina di guanciale, fissandola con uno stecchino, salare e pepare.
Lavare la salvia, lasciandola intera e asciugarla tra due fogli di carta da cucina.
Lavare il radicchio e tagliarlo a listarelle.
In una padella grande abbastanza da contenere poi i fegatini, far spumeggiare la noce di burro. aggiungere le foglie di salvia e farle diventare croccanti rimestando sempre. Tirarle su con un mestolo forato e lasciarle asciugare su carta da cucina.
Nella padella, aggiungere due o tre cucchiai di olio extravergine di oliva e, appena caldo, unire i fegatini precedentemente preparati. Farli dorare a fuoco vivace, mescolando spesso, per 6-7 minuti o fino a quando il guanciale si sarà dorato e i fegatini risulteranno cotti ma ancora un po' rosa all'interno.
Toglierli dalla padella con il mestolo forato e tenerli in caldo tra due piatti.
Aggiungere al fondo di cottura un paio di cucchiaiate di aceto balsamico e una tazzina di brodo: appena bollirà, unire le listarelle di radicchio e far appassire a fuoco vivace per un paio di minuti, non di più, perchè deve rimanere croccante.
Assemblare subito, disponendo sul piatto il radicchio, poi i fegatini e decorare con la salvia.

Il commento della copiona: se si procede nell'ordine indicato, questo è un piatto che si fa in dieci minuti ed è comodo perchè si sporca una sola pentola. Se i fegatini piacciono, è una squisitezza.

domenica 23 maggio 2010

Crema di ricotta caramellata con fragole e basilico


Ora, dovete sapere che la ricotta a me piace da morire. E' un formaggio versatile, buono in purezza ma che si presta ad abbinamenti felicissimi sia in piatti dolci sia in piatti salati.
L'altro giorno ho trovato una ricottina fresca e buonissima e mi è venuta voglia di farci un dolcetto.
L'idea era di usare lo sciroppo d'acero, ma stamattina mi sono accorta che qualcuno se lo è finito... e allora ho ripiegato sul golden syrup.
Il golden syrup si trova abbastanza facilmente nei supermercati più forniti o nei negozi etnici.
Se non lo trovate, o volete farvelo in casa, potete usare questa ricetta infallibile!
Alla fine è venuta fuori questa robina qua.

Servono:
  • 300 gr di ricotta freschissima
  • golden syrup o caramello (vedi sopra)
  • basilico
  • 150 gr circa di mandorle caramellate
  • 500 gr di fragole

Ho lavorato la ricotta insieme a circa 5 cucchiai di golden syrup con un cucchiaio di legno, fino ad ammorbidirla bene e poi ho aggiunto circa 100 gr di mandorle caramellate pestate grossolanamente con il batticarne. Ho stracciato con le mani una ventina di foglie di basilico e le ho incorporate alla crema. Ho distribuito il composto in 4 calici di cristallo, coperto con la pellicola e messo in frigo.
Nel frattempo ho pulito le fragole, le ho tagliate a pezzetti e condite con altro golden syrup (sono andata a gusto, assaggiando ogni tanto...) e con una decina di foglie di basilico spezzettate. Messo in frigo a riposare.
Un attimo prima di servire, ho versato le fragole sulla crema di ricotta (ne sono avanzate un po', perchè erano molte...) e ho guarnito con le restanti mandorle lasciate intere.

Il commento della copiona: il basilico con le fragole e la ricotta è una bontà! E le mandorle caramellate danno proprio la giusta consistenza a questo semplice dolcetto.

Taschine di tagliolini agli asparagi e mozzarella di bufala


Ovvero, una frittata di pasta nobilitata :-)
Ho visto mangiare una cosa del genere in un ristorante e oggi ho provato a rifarlo, cambiando il ripieno.

Ho usato:
  • 500 gr di tagliolini freschi
  • 4 uova
  • parmigiano grattugiato
  • 400 gr circa di asparagi verdi
  • 1 mozzarella di bufala
  • olio extravergine di oliva
  • burro
  • sale e pepe

Pulire gli asparagi e tagliarli a pezzettini, separando le punte dai gambi.
Far spumeggiare in una padella un pezzetto di burro (meglio se fosse ghee o burro chiarificato), buttarvi dentro i gambi degli asparagi a pezzetti, salare e pepare. Far cuocere per cinque minuti, più o meno, poi unire le punte e terminare la cottura. Tenere da parte.
In una zuppiera, sbattere le uova intere con un paio di manciate di parmigiano, sale e pepe.
Lessare i tagliolini ben al dente, scolarli, raffreddarli velocemente in acqua corrente, scolarli ancora e buttarli nella zuppiera con le uova, mescolando bene.
Far scaldare un padellino pesante da circa 20 cm di diametro, ungerlo con un po' di burro e versarvi un quarto circa dei tagliolini. Farli rassodare bene da un lato, poi girarli e cuocere anche l'altro lato. Continuare con il resto della pasta, per ottenere 4 frittatine un po' alte.
Accendere il forno a 200°.
Tagliare la mozzarella a dadolini.
Appoggiare su metà delle frittatine un po' di mozzarella e di asparagi e ripiegarle, come se fossero omelette. Eventualmente, usare degli stecchini o degli spiedini per tenerle chiuse.
Infornare per un 15-20 minuti o fino a quando la mozzarella comincerà a filare.
Servire subito.

Il commento della copiona: buone e carine da vedere! Il ripieno può variare a piacere.

Mandorle caramellate


Da venerdì stavo pensando a un dolcetto da fare per il pranzo di oggi e mi serviva qualcosa di croccante da metterci dentro, perchè avesse la consistenza che avevo in mente: cosa di meglio di goduriose mandorle caramellate?

Servono: pari peso di
  • mandorle pelate
  • zucchero

In questo caso ho usato 100 gr delle une e dell'altro.
Ho messo i due ingredienti in un tegamino antiaderente bello pesante e ho rimestato con un cucchiaio di legno fino a quando lo zuccchero si è sciolto ed è diventato di un bel colore dorato, rivestendo le mandorle in modo uniforme.
A quel punto, le ho rovesciate su un vassoio di acciaio prima unto di olio di mandorle (ci vorrebbe il piano di marmo, perfetto anche perchè raffredda subito) , separandole con la forchetta.
Resistete alla tentazione di assaggiarle subito, perchè le ustioni alla lingua e alla bocca sono dietro l'angolo!

Il commento della copiona: si fanno in un attimo e sono buonissime!

giovedì 20 maggio 2010

Arista al carvi e lardo d'Arnad

E vabbè, questo lardo che girava nel frigo dovevo pur usarlo! E così, stasera ho dato fondo all'ultimo pezzettino.
Per questa ricetta ho preso ispirazione dalla Cucina del Corriere della Sera, ma l'ho modificata abbastanza.

Servono:
  • 1 pezzo di lonza di maiale da circa 1 kg
  • senape in polvere
  • semi di carvi (detto anche kümmel)
  • fettine di lardo d'Arnad (o lardo normale) per bardare
  • sale e pepe
  • olio extravergine di oliva

Massaggiare la lonza con la senape in polvere, salarla e peparla.
Cospargerla di semi di carvi e bardarla con le fettine di lardo.
Legarla, perchè rimanga in forma (io ho usato i laccetti di silicone :-D ) e rosolarla in pochissimo olio.
Quando sarà ben dorata dappertutto, abbassare la fiamma e cuocere per il tempo necessario: io uso il termometro da arrosti e ho spento il fuoco quando la temperatura interna è arrivata a 67-68 gradi: in questo modo la carne è cotta ma ancora succulenta e non stoppacciosa.
Farla riposare qualche minuto, perchè si assesti, poi affettarla e servirla.

Il commento della copiona: il carvi è piacevolissimo, in questo arrosto. Di solito lo associo al pane o alle insalate di cavolo crudo, ma sentirete che bontà!

Pici con gamberi, lardo d'Arnad e semi di aneto

La cena di stasera, dal nome piuttosto pomposo, è in realtà una cosa fatta all'ultimo momento, per svuotare il frigo e utilizzare ingredienti che avevo già in casa.
Il risultato però mi è piaciuto moltissimo: l'aneto è forse la mia erba aromatica preferita e mi dispiace solo di non riuscire a coltivare quella fresca e dovermi accontentare di semi e foglioline secche.
Le dosi sono spannometriche...

Ho usato:
  • 700 gr di pici freschi (ma si possono usare spaghetti grossi o bucatini)
  • un pezzetto di lardo di Arnad
  • due manciate di gamberetti surgelati
  • una quindicina di pomodori pachino
  • olio extravergine di oliva
  • due spicchi d'aglio in camicia
  • semi di aneto
  • sale e pepe

Intanto che l'acqua per la pasta va a bollore, tagliare il lardo a dadolini.
Metterlo in una padella, grande a sufficienza per poterci saltare poi la pasta, insieme a qualche cucchiaio d'olio e agli spicchi d'aglio. Quando il lardo diventa trasparente aggiungere i gamberetti ancora surgelati e farli cuocere a fuoco vivace.
Nel frattempo lavare i pomodorini e tagliarli in due o in quattro, a seconda delle dimensioni, aggiungerli ai gamberetti insieme all'aneto (quantità a gusto!), salare e pepare, poi spegnere subito il gas.
Lessare i pici, scolarli, buttarli nella padella del condimento, saltarli un attimo e servire.

Il commento della copiona: proprio buoni!

sabato 15 maggio 2010

Pasta con spinaci, ricotta, pinoli e uvetta

Questa l'ho trovata sulla Cucina del Corriere della Sera e l'ho modificata un po'.

Servono:
  • 500 gr di spinaci freschi
  • 500 gr di pasta corta liscia di formato medio-grande (io ho usato le candele Divella)
  • 2 spicchi d'aglio
  • 40 gr di uvetta passolina
  • 40 gr di pinoli
  • 300 gr di ricotta vaccina fresca
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

Mettere a bollire l'acqua per la pasta e nel frattempo mettere a bagno in poca acqua tiepida le uvette.
Tostare in un padellino i pinoli e metterli da parte.
Lavare gli spinaci e cuocerli per due minuti nell'acqua rimasta attaccata, scolarli strizzarli e tritarli grossolanamente.
In una grande padella mettere qualche cucchiaio di olio e aggiungere i due spicchi d'aglio incamiciati.
Dopo qualche minuto, aggiungere gli spinaci e farli saltare brevemente, aggiungere i pinoli e le uvette ben strizzate.
Cuocere la pasta al dente, scolarla, aggiungerla alla padella degli spinaci e saltarla: eventualmente, aggiungere un poco d'olio.
Sbriciolare la ricotta con la forchetta e aggiungerla alla pasta, senza amalgamarla.
Servire subito.

Il commento della copiona: molto buona e fresca!

Toad in the hole (ma non c'entrano né rospi né buchi...)

Non so se si è capito, ma a me la cucina inglese piace e parecchio. Trovo siano luoghi comuni - e come tali, li reputo poco intelligenti - quelli secondo i quali nella perfida Albione (ma io preferisco chiamarla Cool Britannia...) si mangi male e sciattamente.
Si mangia come in qualsiasi altro posto del mondo: se i piatti sono preparati con amore, passione, attenzione e ottimi ingredienti, a meno di idiosincrasie personali, si otterranno ottimi risultati. E non venitemi a dire che questi quattro pilastri della Buona Cucina ci sono solo da noi :-)

Il Toad in the Hole (letteralmente: il rospo nel buco) è un piatto ultratradizionale, non esattamente leggero e molto invernale. Ma visto che fuori pare il 15 novembre, invece che primavera avanzata, è un'ottima idea per riscaldarsi.

Servono:
  • 8 salsicce di maiale
  • 8 fettine di bacon
  • 1 cipolla affettata sottilmente
  • un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 100 gr di farina
  • 1 uovo
  • 150 gr di latte
  • 150 gr di acqua
  • sale e pepe

Accendere il forno a 200° se ventilato oppure 220° se normale.
Mescolare l'acqua e il latte.
In una zuppierina, mettere la farina, unire l'uovo intero, un pizzico di sale e mescolare bene con una frusta. Diluire con la metà del composto acqua e latte e cercare di ottenere un composto senza grumi. Unire la restante metà e mescolare ancora qualche istante. Tenere da parte.
Avvolgere le salsicce nel bacon e accomodarle, tenendole distanziate, in una teglia bordi alti (io ho usato un tegame che potesse andare in forno). Distribuire tra le salsicce le fettine di cipolla e bagnare con l'olio d'oliva.
Infornare per una ventina di minuti, fino a quando il bacon comincia a dorare e la cipolla a scurirsi ai bordi.
Togliere rapidamente dal forno e versarsi sopra la pastella precedentemente preparata, facendo attenzione a distribuirla uniformemente.
Infornare di nuovo per 45-50 minuti o fino a quando sarà bella gonfia e dorata.
Servire subito, magari con un'insalatina fresca di contorno.

Il commento della copiona: molto gustoso! I ragazzi poi lo adorano :-)

martedì 11 maggio 2010

Riso pilaf PERFETTO nella slowcooker! ovvero... serendipity rules...

L'altro giorno si parlava del riso cotto nella slowcooker e mi era toccato ammettere che il risultato non mi aveva mai entusiasmato: evidentemente, una modalità di cottura non adatta a questo cereale.
Poi, per caso, qualche giorno dopo ho voluto provare con le dosi che uso per cuocere il riso alla giapponese (ricetta della mia amica Takako) ma ho sbagliato... nel senso che invece di fare la proporzione 1:2 (1 tazza di riso per 2 tazze di acqua) ho usato 1 tazza di riso e 1 di acqua.
Solo quando ho sentito un certo odorino di attaccaticcio, dopo circa 1.30 ora di cottura su low ho capito di aver fatto un pasticcio!
Solo che il riso era venuto ottimo (a parte quello un po' sbruciacchiato sui bordi...): bello perfetto e sgranato, proprio come lo volevo io.
Allora ho provato altre due volte (la serendipity DEVE essere codificata!) e finalmente ho trovato la quadra, come di seguito descrivo.

Ho usato:
  • 1 tazza di riso parboiled
  • 1 tazza di acqua fredda
  • sale q.b.
  • 2 cucchiai d'olio

Mescolare tutto nella slowcooker e cuocere per un'ora esatta su low.

Il commento della copiona: il riso fatto in questo modo è perfetto come base per l'insalata di riso, come accompagnamento di piatti etnici o sugosi, oppure anche così, con un giro di olio crudo.
Ho usato il riso parboiled perchè è quello che avevo sottomano, ma ho intenzione di provare con altre qualità, tipo il Carnaroli o il Ribe o il Basmati, aggiustando eventualmente dosi e tempi.
I tempi di cottura possono variare a seconda del riso e del tipo di slowcooker, quindi, la prima volta, tenete d'occhio la pentola, ma ricordatevi di non aprire MAI il coperchio!
La tazza che ho usato è quella che si vede nella foto: una normale tazza da caffelatte, né troppo grande né troppo piccola.

mercoledì 5 maggio 2010

Pollo in crosta di pasta sfoglia o en sarcophage

Chi ha visto il film "Il pranzo di Babette" (e magari ha letto anche il racconto di Karen Blixen dal quale è tratto) si ricorderà che una delle pietanze che la grande cuoca in incognito allestisce ai suoi estasiati ospiti erano "les cailles en sarcophage", cioè le quaglie nel sarcofago: le quaglie intere, condite con tartufo, funghi e altre meraviglie, venivano rivestite di pasta sfoglia e cotte così intere.
La mia cena di stasera, che ho modificato da una vecchia rivista inglese, assomiglia molto alla lontana al piattino di Babette e, anche se non sembra, si fa in meno di un'ora: quindi, viene comoda per servire il pollo in modo un po' diverso dal solito. Invece di farne porzioni individuali, si possono farne dei piccoli bocconcini da presentare, per esempio, come finger food.

Ho usato:

  • 2 rotoli di pasta sfoglia già pronta
  • 1 petto di pollo intero, più piccolo che grande
  • 50 gr di pangrattato
  • 1 manciata di basilico fresco
  • 1 manciata di prezzemolo fresco
  • un limone
  • 1 spicchio d'aglio
  • 2 cucchiaiate di parmigiano grattugiato
  • 4 cucchiai di olive nere, denocciolate
  • 8 falde di pomodoro secco (non quello sott'olio)
  • sale e pepe
  • olio extravergine di oliva
  • 1 uovo o poco latte per pennellare

Accendere il forno a 220°.
Ricavare 4 filetti di uguali dimensioni dal petto di pollo, eliminando il grasso visibile, gli ossicini e le cartilagini.
Passarli velocemente in padella con un paio di cucchiai di olio extravergine, giusto il tempo che serve per far perdere il rosa alla carne. Salare e pepare leggermente e tenere da parte.
Per il ripieno, mettere in un frullatore o nella mulinetta il pangrattato, il basilico, il prezzemolo, la scorza di limone grattugiata, lo spicchio d'aglio pelato, il parmigiano, le olive nere, i pomodori stagliuzzati con le forbici: tritare finemente, aggiustare di sale e pepe e aggiungere tre cucchiai d'olio.
Srotolare la pasta, rifilarla in modo da renderla rettangolare e da ciascun rotolo ricavare quattro rettangoli: in tutto se ne devono ottenere otto.
Su quattro di questi rettangoli distribuire un po' del ripieno preparato, appoggiarvi sopra uno dei quattro filetti di pollo e ricoprire con dell'altro ripieno.
Incidere gli ultimi quattro rettangoli con tagli paralleli al centro, bagnare con poca acqua i bordi dei rettangoli già guarniti e chiuderli con quelli incisi, premendo i bordi.
Pennellare con latte o uovo (io non ce lo avevo, altrimenti avrei preferito questo, perchè esteticamente il risultato è molto migliore).
Infornare per 20-25 minuti e servire, dopo aver lasciato riposare qualche minuto, accompagnando da insalatina fresca.
Con gli avanzi, si possono fare dei grissini: spalmare l'eventuale ripieno sui ritagli di pasta, attorcigliarli su se stessi e infornare per una ventina di minuti.

Il commento della copiona: molto gustosi e anche bellini da vedere!

giovedì 22 aprile 2010

Zuppa disintossicante di pollo, orzo perlato e pisellini

Questa viene da una raccolta di piatti "detox" pubblicata da una vecchia rivista inglese.
L'ho fatta "a rate" (cuocendo ieri sera il pollo e finendola oggi) e l'ho modificata un po'.
E' stata la cena di stasera: molto buona e leggera.

Servono:
  • 1 petto di pollo intero
  • 1 cipolla
  • 5/6 gambi di sedano
  • 1 carota
  • chiodi di garofano
  • pepe nero in grani
  • olio extravergine di oliva
  • 1 grosso porro
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 peperoncino rosso
  • 2 foglie d'alloro
  • 2 rametti di rosmarino
  • 100 gr di orzo perlato
  • 100 gr di pisellini freschi (o surgelati, se fuori stagione)

Pelare la cipolla, steccarla con tre o quattro chiodi di garofano e metterla in una pentola insieme alla carota, a due gambi di sedano, al petto di pollo. Coprire con circa 2.5 litri di acqua fredda, salare e aggiungere qualche grano di pepe nero.
Portare lentamente a ebollizione e cuocere per 15-20 minuti. Spegnere il fuoco e lasciar raffreddare il pollo nel suo brodo. Quando sarà freddo, sfilacciare il petto e conservare il brodo, dopo averlo filtrato.
In un'altra pentola mettere un solo cucchiaio d'olio (se deve essere una zuppa disintossicante, deve esserlo fino in fondo :-D ) e soffriggervi per una decina di minuti i rimanenti gambi di sedano tagliati a rondelle e il porro affettato.
Aggiungere l'aglio, il peperoncino a fettine, l'alloro, il rosmarino e l'orzo perlato: tostare per qualche istante, aggiustare di sale e pepe e unire metà del brodo tenuto da parte.
Cuocere incoperchiato per una ventina di minuti (dovrebbero essere sufficienti, per l'orzo perlato, altrimenti proseguire la cottura fino a quando sarà morbido).
Aggiungere i pisellini, il rimanente brodo e il pollo sfilacciato e far riprendere il bollore.
Lasciare riposare qualche istante, eliminare l'alloro e il rosmarino e servire.

Il commento della copiona: mano leggera col peperoncino! Io ne ho usato uno abruzzese secco, vecchio di oltre due anni ed era piccante assassinato! :-D

lunedì 19 aprile 2010

Tagliatelle all'uso di Romagna dell'Artusi

La Scienza in Cucina e l'Arte di Mangiar Bene è un testo che - secondo me! - deve figurare al primo posto in ogni biblioteca culinaria che si rispetti.
Sarò partigiana, forse, perchè questo libro è stato sempre utilizzato nella mia famiglia di origine (e io sono la orgogliosa proprietaria di quello appartenuto al mio bisnonno paterno!) e perchè ho un ricordo pieno di tenerezza del mio babbo che leggeva in spiaggia, alla mia mamma, alcuni brani tratti da una bella edizione annotata della Einaudi.
Fatto sta, che l'Artusi è un libro di ricette ancora attualissimo: ricco di racconti arguti e di commenti divertenti sugli usi e la società dell'epoca, senza le immagini che oggi riempiono i testi di cucina (e che spesso sono messe lì "pour épater les bourgeois" e nascondere la povertà dei contenuti) e, soprattutto, pieno di piatti che ancora incontrano perfettamente il nostro gusto.
Stasera, ho fatto un sugo velocissimo e semplicissimo, perfetto anche per condire spaghetti (dice l'Artusi...) ma che viene esaltato dalle semplici tagliatelle all'uovo (le mie erano della De Cecco, ma se avete tempo e voglia di farvele in casa, nella Scienza in Cucina ci sono tutte le istruzioni :-D )

Se non avete il libro, qui potete leggere la ricetta ripresa pari pari dall'Artusi e questa è invece la ricetta degli spaghetti alla rustica dalla quale deriva il sugo.

Io le ho fatte così:
  • 2 grossi spicchi d'aglio sbucciato
  • una manciata abbondante di prezzemolo, togliendo via i gambi più grossi
  • olio extravergine di oliva
  • 1 barattolo di pomodori pelati
  • 1 barattolo di polpa di pomodoro in pezzi
  • 1 pezzetto di burro
  • 500 gr di tagliatelle secche all'uovo
  • sale e pepe

Intanto che bolliva l'acqua per le tagliatelle, ho tritato nella moulinette l'aglio con il prezzemolo e l'ho messo in un tegame dove si era già scaldato abbondante olio (sono andata a occhio, ma meglio non lesinare... magari si mangiano una volta di meno, ma si fanno per benino :-D ).
Appena l'aglio ha iniziato a dorare (fiamma medio bassa sempre...) ho versato la polpa di pomodoro e i pelati, questi ultimi senza la loro acqua e ho continuato la cottura. Ho salato e pepato.
Nel frattempo ho lessato le tagliatelle tenendole bene al dente, le ho insaporite con il burro dopo averle scolate e messe nel vassoio di portata e infine le ho condite con il sugo preparato.
Niente formaggio, secondo me sono meglio senza.

Il commento della copiona: buone, buone, buone! E si fanno in un attimo!

sabato 17 aprile 2010

Tartrà rivisitata con asparagi al vapore

L'idea l'ho copiata da "Le ricette e i vini del Gambero Rozzo 2008", dove è presentata come antipasto preparato dall'Antica Trattoria Con Calma di Torino.
Io l'ho modificato per ragioni di tempo e di ingredienti: l'ho cotta a calore più alto di quello previsto e in recipienti diversi: una parte in singoli stampini semisferici (ma il risultato, squisito!, non era fotografabile :-D ) e una parte in una piccola teglia. L'aspetto di quest'ultima è stato più quello di una frittatina che di un piccolo soufflé salato; ho poi sostituito il rosmarino e la salvia, previsti nella ricetta originale, con santoreggia ed erba di San Pietro, perchè mi parevano più adatti agli asparagi al vapore.

Ho usato:
  • 4 uova
  • 1 cipolla
  • 1 foglia di erba di San Pietro
  • santoreggia fresca
  • 250 gr di panna liquida fresca
  • 25o gr di latte
  • 30 gr di parmigiano grattugiato
  • 30 gr di burro
  • sale e pepe
  • asparagi
  • olio extravergine di oliva
  • sale rosa dell'Himalaya

Ho iniziato tritando la cipolla e soffriggendola nel burro insieme alla foglia di erba di San Pietro e a poca santoreggia.
A parte, ho sbattuto i tuorli d'uovo con il latte, la panna, il parmigiano e altra santoreggia tritata, sale e pepe. Ho poi aggiunto la cipolla soffritta, dopo averla scolata dal burro e aver eliminato la foglia di erba di San Pietro.
Ho montato a neve gli albumi e li ho uniti delicatamente al composto, che poi ho distribuito in 8 stampini. Quello che avanzava è finito in una piccola teglia rettangolare.
Ho acceso il forno a 180° ventilato e ho fatto cuocere gli stampini a bagnomaria e la teglia senza bagnomaria, per circa 25 minuti.
Nel frattempo ho cotto gli asparagi al vapore, lasciandoli croccanti.
Ho poi servito la tartrà rivisitata, accompagnandola con gli asparagi conditi con poco olio extravergine di oliva e un giro di sale rosa dell'Himalaya.

Il commento della copiona: molto più buono tiepido che appena sfornato, questo budino salato. Ottimo!

Spiedini di gamberi e lardo di Arnad sul pane di Altamura con purea di pisellini freschi

Questa settimana il mio lavoro mi ha portata più lontano del solito e il caso mi ha fatto scoprire dei posti fantastici!
Peccato per la giornata coperta e piovigginosa, perchè ho viaggiato da Barletta a Matera, attraversando il Parco Nazionale dell'Alta Murgia (ammetto che neanche sapevo esistesse...) ed è uno dei posti più belli e verdi (almeno in questa stagione!) che io abbia mai visto: pieno di ulivi, di piante di finocchio selvatico in fiore e tutto questo verde è a volte interrotto da qualche raro albero dai colori sgargianti. E un profumo nell'aria, meraviglioso... non sono riuscita ad identificarlo, ma entrava persino nell'auto, con i finestrini chiusi... ah, che meraviglia!
Arrivata ad Altamura, ho imboccato una strada sbagliata e per fare inversione di marcia mi sono infilata, per puro e assoluto caso, nel cortile di un panificio... e visto che ad Altamura fanno un pane DOP, perchè non approfittarne?
Il cortile era quello del Panificio La Maggiore e solo quando sono entrata, vedendo la targa di Slowfood, le innumerevoli foto appese e altri riconoscimenti, ho capito di non essere arrivata in un posto qualsiasi.
La signora Angela - gentilissima! - mi ha consigliato una focaccia con i pomodori freschi che pareva una piuma... e poi ho preso il pane, i biscotti di quattro tipi diversi, le scaldatelle (che poi sarebbero i taralli) a vari sapori... insomma, sono ripartita carica di cose buonissime!
Se trovate questi prodotti in giro (la signora dice che li distribuiscono per esempio nelle Ipercoop dell'Emilia Romagna) non mancate di assaggiarli perchè sono veramente favolosi...

Oggi, il pane di Altamura è servito come base per raccogliere il grasso fondente del lardo di Arnad (anche questo souvenir di un viaggio di lavoro in Val d'Aosta...) che rivestiva i gamberi... questo piatto mi è venuto in mente ieri, durante un altro lungo viaggio in treno... che cucina sarebbe, la mia, se non girassi così tanto? ;-)

Ho usato:
  • code di gambero decorticate e private del budellino nero (io ho usato quelle decongelate, ma se si trovano gamberi freschi è ovviamente meglio)
  • rametti (un po' legnosi) di rosmarino fresco, uno ogni tre gamberi
  • sale rosa dell'Himalaya
  • lardo di Arnad affettato sottile, ma non a velo
  • pane di Altamura
  • pepe di mulinello
  • piselli freschi
  • uno scalogno
  • poco brodo vegetale
  • olio extravergine di oliva

Ho acceso il forno a 200° ventilato e intanto che si scaldava ho tolto le foglioline ai rametti di rosmarino, lasciandone un ciuffetto in cima e ho tagliato con le forbici, di sbieco, l'estremità opposta, in modo da appuntirla un po'.
Ho infilato tre gamberi per ogni rametto, ho salato con moderazione e pepato e ho avvolto con una fettina di lardo i gamberi: mi sono aiutata con degli stuzzicadenti per tenerla ferma.
Ho disposto ogni spiedino su una striscia di pane di Altamura e ho infornato per una ventina di minuti (ma ognuno si regoli col suo forno!).
Nel frattempo, ho fatto soffritto lo scalogno tritato in poco olio, ho aggiunto tre manciate di pisellini sgusciati (andrebbero bene anche quelli surgelati, ma dato che è stagione...) e un po' di brodo vegetale, portandoli a cottura: sono piccoli e teneri, ci mettono pochissimo!
Alla fine, li ho frullati col minipimer.
Ho servito gli spiedini con un po' di purea di gamberi a parte.

Il commento della copiona: buonissimi!

martedì 6 aprile 2010

Mi ricordo, sì mi ricordo....


La banalità di una domenica sera qualsiasi diventa indimenticabile se accade qualcosa di così tragicamente unico da lasciare un ricordo indelebile.
Alle 23.30, minuto più minuto meno, di domenica 5 aprile 2009 ero sola. Tutta la famiglia era fuori e io mi godevo la quiete della casa deserta e silenziosa: letto morbido, un libro appassionante e il gatto placidamente addormentato sulla mia pancia.
D'improvviso, tutto ha cominciato a tremare... ho sentito un boato, il gatto è fuggito via e io sono rimasta nel letto, incapace di muovermi. Pochi, pochissimi secondi, ma al terzo piano il terremoto si è avvertito e bene.
Non era la prima volta... io vengo da una zona sismica, dove non è raro sentire scosse e anche qui ogni tanto la terra si dà una scrollatina...
Ci siamo ritrovati sulle scale del condominio, con le buffe mises dei momenti superprivati... ho telefonato alla famiglia (tutto bene, tutto a posto, tu hai avuto paura?), ho riaperto Facebook, scrivendo solo terremoto! sul mio status... e poi sono tornata a dormire... cosa vuoi che possa succedere ancora?

La mattina del 6 aprile mi sono svegliata prestissimo e intanto che il caffè veniva su ho riaperto Facebook... c'erano due commenti al mio status: uno di un amico giornalista dell'ANSA che mi chiedeva dove e come e l'altro di un amico dell'Aquila, iscritto al gruppo di amanti dei libri e della lettura che amministro.
Valeriano, poco dopo mezzanotte, scriveva qualcosa del tipo: "possiamo fare un gemellaggio, allora! anche qui all'Aquila non ci siamo fatti mancare neanche stasera la nostra scossa quotidiana".

Poi, ho letto cosa era successo... e da quel momento i miei pensieri sono stati soprattutto per lui... per questo amico virtuale che aveva lasciato una traccia sulla mia bacheca e nella mia vita e che non ha dato più notizie di sé per giorni e giorni...

Quando finalmente è riapparso, salvo insieme alla sua famiglia, ho provato un gioia profonda e vera...

Il mio ricordo va oggi a tutti quelli che oggi non sono qui a ricordare, ma devono essere ricordati.
Il loro monumento funebre virtuale su FB racconta le loro storie e ci fa vedere i loro volti.

L'impegno a far rinascere la città dell'Aquila e le sue attività produttive e commerciali, anche attraverso un'iniziativa lieve e giocosa come quella delle 99 colombe è un modo per non dimenticare mai.

A proposito... la colomba Nurzia ce la siamo mangiata in purezza... :-)

lunedì 5 aprile 2010

Lasagne alle verdurine e gamberetti nella crockpot o slowcooker


Da quanto non cucino? Tanto, a vedere l'ultimo post che ho pubblicato...
Ci sono stati, come al solito, molti pranzi e cene in autogrill o al ristorante, se andava bene...
Un po' d'influenza, che mi ha tolto la voglia di stare ai fornelli...
Molta cucina di sopravvivenza, quotidiana e non indimenticabile...
Un paio di esperimenti che hanno sfiorato il disastro e sui quali voglio stendere un piumino pietoso...
In questo periodo, i pasti migliori sono stati quelli preparati da mio marito e dai miei figli...

Stamattina, ho deciso di invertire la tendenza e ho messo insieme un pranzo pigrissimo con le poche cose che avevo in frigo e in freezer... neanche la spesa, avevo fatto, sabato...
Ma il risultato è stato ottimo, e quindi condivido volentieri :-)

Ho usato:
  • 250 gr di sfoglia fresca per lasagne già pronta (quella della Lidl, ottima!)
  • 1 kg di verdure miste surgelate (carotine, fagiolini, piselli e mais - ancora Lidl)
  • una besciamella fatta con 100 gr di farina, 60 gr di burro, 750 ml di brodo vegetale e 250 ml di latte)
  • 500 gr circa di gamberetti surgelati
  • un cucchiaio di curry
  • poco olio extravergine di oliva
  • poco burro
  • 2 spicchi d'aglio
  • dado vegetale
  • 100 gr di parmigiano grattugiato

Ho usato la slowcooker o crockpot, ma naturalmente si può fare anche in una normale teglia in un normale forno, adattando i tempi di cottura.
Ho cominciato con l'insaporire i gamberetti in un paio di cucchiaio d'olio, insieme agli spicchi d'aglio in camicia, schiacciati sotto il palmo della mano. Qualche minuto prima di ritirarli dal fuoco, li ho insaporiti con il curry e li ho tenuti da parte.
Nel frattempo, ho messo un ampio tegame le verdurine ancora surgelate insieme a due noci di burro, una tazza d'acqua e un po' di dado vegetale. Ho fatto cuocere a fuoco medio-alto, fino a quando l'acqua si è asciugata: le verdure devono restare croccanti.
Preparata anche la besciamella, ho unto bene il tegame della slowcooker (uso sempre lo staccante spray per pasticceria) e ho iniziato ad assemblare la lasagna, alternando strati di pasta, verdurine, gamberetti, besciamella e parmigiano fino ad esaurimento degli ingredienti.
Ho fatto cuocere tre ore su high.
Sarebbe bene lasciarla riposare un po' prima di servirla, perchè i sapori maturino e gli strati si assestino: mangiata stasera era molto migliore di quella del pranzo.

Il commento della copiona: si fa presto a farla ed è molto buona, anche senza gamberetti. Si può fare, volendo, anche con il minestrone surgelato invece delle verdurine :-)

domenica 14 marzo 2010

Filettini di pollo ai frutti invernali


In origine era una ricetta di Sophie Dudemaine, pubblicata su una rivista francese: io l'ho modificata un po' nelle dosi e negli ingredienti.

Servono:
  • 2 petti di pollo interi
  • 200 gr di pancetta arrotolata, più magra che grassa
  • 2 mele sode
  • 2 pere sode
  • 2 scalogni
  • 2 noci di burro
  • 2 cucchiai d'olio
  • mezzo bicchere abbondante di vino bianco
  • sale e pepe

Sbucciare e tritare gli scalogni e tenerli da parte.
Dalla pancetta, ricavare delle striscioline e tenere da parte.
Sbucciare le pere e le mele e ricavarne delle fette piuttosto spesse, poi farle dorare per cinque minuti a fuoco medio con una noce di burro. Tenerle da parte.
Dai petti di pollo, ricavare delle striscioline.
Nella padella dove ha soffritto la frutta, aggiungere un'altra noce di burro e l'olio e rosolarvi i filettini di pollo a fuoco vivo, fino a quando perdono il rosa e cominciano a dorare.
A questo punto, aggiungere la pancetta e gli scalogni e continuare a cuocere ancora per qualche minuto.
Salare, pepare e deglassare col vino bianco.
Aggiungere la frutta tenuta da parte, riscaldare per un paio di minuti e servire subito.

Il commento della copiona: velocissimo e molto buono. L'importante è che la frutta sia bella soda e non venga troppo cotta: deve rimanere croccante!

giovedì 11 marzo 2010

99 colombe per l'Abruzzo



99 colombe come le 99 cannelle della fontana dell'Aquila... un'iniziativa di alcuni foodblogger per dare una mano alla Sorelle Nurzia, storica azienda di delizie abruzzesi, a ricominciare a volare.

sabato 6 marzo 2010

Polenta di Storo nella slowcooker e gelato di fragole istantaneo

Per oggi, avevo premeditato una giornata di assoluto fannullismo.
Reduce da una settimana come sempre impegnativa e con di fronte una sorta di giro panoramico dell'Italia che mi porterà da nord a sud e viceversa neanche trasportassi primizie in un camion frigorifero, avevo deciso di trascorrere pigre ore immersa nella lettura e con la mano affondata nel pelo del gatto.
Il libro è finito troppo presto, il gatto si è stufato di me e mi ha sdegnosamente abbandonata per la sua cesta e io - volente o nolente - ho dovuto trovarmi un'occupazione che mi soddisfacesse senza mettere in pericolo i miei propositi cultural-contemplativi.
Cosa meglio di cucinare qualcosa, usando solo le risorse presenti in casa?
Ecco che mi è venuto in mente di fare la polenta nella slowcooker, per consumare un bel pacco di farina di Storo prossima alla scadenza. Per accompagnamento, bistecchine di maiale cotte nella birra, così hanno fatto tanto sughetto.
Per dessert, un gelato istantaneo fatto con la frutta congelata, pieno di ricordi.
La ricetta di un gelato fatto in questo modo ci fu dettata - in tedesco! - dall'insegnante di quella lingua, l'ultimo giorno di scuola della quarta liceo. C'era la panna, invece dello yoghurt e le dosi erano probabilmente diverse, ma non me ne sono più dimenticata e l'ho fatto parecchie volte, prima di sposarmi.
La ricetta che ho usato qui viene - credo - da un libro del bimby, con qualche modifica.

per la polenta nella slowcooker ho usato:
  • 300 gr di farina gialla di Storo
  • 1,400 lt di acqua bollente
  • sale
  • burro

Per iniziare, ho unto per bene le pareti della slowcooker.
Ho versato l'acqua bollente nella pentola, ho aggiunto un paio di noci di burro, sale.
Ho versato a pioggia la farina, amalgamandola bene con la frusta e poi ho cotto 1 ora su high e due ore su low, mescolando con la frusta una volta ogni ora, circa.
Il risultato? una polenta perfetta, la migliore che abbia mai fatto... anche perchè la farina di Storo è fantastica e ha sicuramente giocato la sua parte :-)
La foto non rende, perchè mi ero dimenticata di farla e alla fine ho raccolto in una ciotola gli avanzi della pentola, compresa la crosticina (deliziosa ma pochissima!) che si era formata in qualche punto.


Per il gelato istantaneo ho usato il bimby, ma qualsiasi frullatore potente può andare bene:
  • 500 gr di fragole surgelate
  • 150 gr di yoghurt greco intero
  • 120 gr di zucchero a velo
  • una tazzina da caffè di panna liquida

Ho messo nel bimby le fragole con lo zucchero e ho lavorato per qualche secondo a vel. 3-4: non devo liquefarsi, anzi io ho lasciato anche qualche pezzettino che si sentisse sotto i denti.
Poi ho aggiunto lo yoghurt e la panna e ho mantecato per circa 50 secondi a velocità crescente 3-6-8.
Viene un fantastico gelato, naturalissimo! Servire subito

Il commento della copiona: adoro le giornate di pigrizia! :-)

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