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giovedì 22 aprile 2010

Zuppa disintossicante di pollo, orzo perlato e pisellini

Questa viene da una raccolta di piatti "detox" pubblicata da una vecchia rivista inglese.
L'ho fatta "a rate" (cuocendo ieri sera il pollo e finendola oggi) e l'ho modificata un po'.
E' stata la cena di stasera: molto buona e leggera.

Servono:
  • 1 petto di pollo intero
  • 1 cipolla
  • 5/6 gambi di sedano
  • 1 carota
  • chiodi di garofano
  • pepe nero in grani
  • olio extravergine di oliva
  • 1 grosso porro
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 peperoncino rosso
  • 2 foglie d'alloro
  • 2 rametti di rosmarino
  • 100 gr di orzo perlato
  • 100 gr di pisellini freschi (o surgelati, se fuori stagione)

Pelare la cipolla, steccarla con tre o quattro chiodi di garofano e metterla in una pentola insieme alla carota, a due gambi di sedano, al petto di pollo. Coprire con circa 2.5 litri di acqua fredda, salare e aggiungere qualche grano di pepe nero.
Portare lentamente a ebollizione e cuocere per 15-20 minuti. Spegnere il fuoco e lasciar raffreddare il pollo nel suo brodo. Quando sarà freddo, sfilacciare il petto e conservare il brodo, dopo averlo filtrato.
In un'altra pentola mettere un solo cucchiaio d'olio (se deve essere una zuppa disintossicante, deve esserlo fino in fondo :-D ) e soffriggervi per una decina di minuti i rimanenti gambi di sedano tagliati a rondelle e il porro affettato.
Aggiungere l'aglio, il peperoncino a fettine, l'alloro, il rosmarino e l'orzo perlato: tostare per qualche istante, aggiustare di sale e pepe e unire metà del brodo tenuto da parte.
Cuocere incoperchiato per una ventina di minuti (dovrebbero essere sufficienti, per l'orzo perlato, altrimenti proseguire la cottura fino a quando sarà morbido).
Aggiungere i pisellini, il rimanente brodo e il pollo sfilacciato e far riprendere il bollore.
Lasciare riposare qualche istante, eliminare l'alloro e il rosmarino e servire.

Il commento della copiona: mano leggera col peperoncino! Io ne ho usato uno abruzzese secco, vecchio di oltre due anni ed era piccante assassinato! :-D

lunedì 19 aprile 2010

Tagliatelle all'uso di Romagna dell'Artusi

La Scienza in Cucina e l'Arte di Mangiar Bene è un testo che - secondo me! - deve figurare al primo posto in ogni biblioteca culinaria che si rispetti.
Sarò partigiana, forse, perchè questo libro è stato sempre utilizzato nella mia famiglia di origine (e io sono la orgogliosa proprietaria di quello appartenuto al mio bisnonno paterno!) e perchè ho un ricordo pieno di tenerezza del mio babbo che leggeva in spiaggia, alla mia mamma, alcuni brani tratti da una bella edizione annotata della Einaudi.
Fatto sta, che l'Artusi è un libro di ricette ancora attualissimo: ricco di racconti arguti e di commenti divertenti sugli usi e la società dell'epoca, senza le immagini che oggi riempiono i testi di cucina (e che spesso sono messe lì "pour épater les bourgeois" e nascondere la povertà dei contenuti) e, soprattutto, pieno di piatti che ancora incontrano perfettamente il nostro gusto.
Stasera, ho fatto un sugo velocissimo e semplicissimo, perfetto anche per condire spaghetti (dice l'Artusi...) ma che viene esaltato dalle semplici tagliatelle all'uovo (le mie erano della De Cecco, ma se avete tempo e voglia di farvele in casa, nella Scienza in Cucina ci sono tutte le istruzioni :-D )

Se non avete il libro, qui potete leggere la ricetta ripresa pari pari dall'Artusi e questa è invece la ricetta degli spaghetti alla rustica dalla quale deriva il sugo.

Io le ho fatte così:
  • 2 grossi spicchi d'aglio sbucciato
  • una manciata abbondante di prezzemolo, togliendo via i gambi più grossi
  • olio extravergine di oliva
  • 1 barattolo di pomodori pelati
  • 1 barattolo di polpa di pomodoro in pezzi
  • 1 pezzetto di burro
  • 500 gr di tagliatelle secche all'uovo
  • sale e pepe

Intanto che bolliva l'acqua per le tagliatelle, ho tritato nella moulinette l'aglio con il prezzemolo e l'ho messo in un tegame dove si era già scaldato abbondante olio (sono andata a occhio, ma meglio non lesinare... magari si mangiano una volta di meno, ma si fanno per benino :-D ).
Appena l'aglio ha iniziato a dorare (fiamma medio bassa sempre...) ho versato la polpa di pomodoro e i pelati, questi ultimi senza la loro acqua e ho continuato la cottura. Ho salato e pepato.
Nel frattempo ho lessato le tagliatelle tenendole bene al dente, le ho insaporite con il burro dopo averle scolate e messe nel vassoio di portata e infine le ho condite con il sugo preparato.
Niente formaggio, secondo me sono meglio senza.

Il commento della copiona: buone, buone, buone! E si fanno in un attimo!

sabato 17 aprile 2010

Tartrà rivisitata con asparagi al vapore

L'idea l'ho copiata da "Le ricette e i vini del Gambero Rozzo 2008", dove è presentata come antipasto preparato dall'Antica Trattoria Con Calma di Torino.
Io l'ho modificato per ragioni di tempo e di ingredienti: l'ho cotta a calore più alto di quello previsto e in recipienti diversi: una parte in singoli stampini semisferici (ma il risultato, squisito!, non era fotografabile :-D ) e una parte in una piccola teglia. L'aspetto di quest'ultima è stato più quello di una frittatina che di un piccolo soufflé salato; ho poi sostituito il rosmarino e la salvia, previsti nella ricetta originale, con santoreggia ed erba di San Pietro, perchè mi parevano più adatti agli asparagi al vapore.

Ho usato:
  • 4 uova
  • 1 cipolla
  • 1 foglia di erba di San Pietro
  • santoreggia fresca
  • 250 gr di panna liquida fresca
  • 25o gr di latte
  • 30 gr di parmigiano grattugiato
  • 30 gr di burro
  • sale e pepe
  • asparagi
  • olio extravergine di oliva
  • sale rosa dell'Himalaya

Ho iniziato tritando la cipolla e soffriggendola nel burro insieme alla foglia di erba di San Pietro e a poca santoreggia.
A parte, ho sbattuto i tuorli d'uovo con il latte, la panna, il parmigiano e altra santoreggia tritata, sale e pepe. Ho poi aggiunto la cipolla soffritta, dopo averla scolata dal burro e aver eliminato la foglia di erba di San Pietro.
Ho montato a neve gli albumi e li ho uniti delicatamente al composto, che poi ho distribuito in 8 stampini. Quello che avanzava è finito in una piccola teglia rettangolare.
Ho acceso il forno a 180° ventilato e ho fatto cuocere gli stampini a bagnomaria e la teglia senza bagnomaria, per circa 25 minuti.
Nel frattempo ho cotto gli asparagi al vapore, lasciandoli croccanti.
Ho poi servito la tartrà rivisitata, accompagnandola con gli asparagi conditi con poco olio extravergine di oliva e un giro di sale rosa dell'Himalaya.

Il commento della copiona: molto più buono tiepido che appena sfornato, questo budino salato. Ottimo!

Spiedini di gamberi e lardo di Arnad sul pane di Altamura con purea di pisellini freschi

Questa settimana il mio lavoro mi ha portata più lontano del solito e il caso mi ha fatto scoprire dei posti fantastici!
Peccato per la giornata coperta e piovigginosa, perchè ho viaggiato da Barletta a Matera, attraversando il Parco Nazionale dell'Alta Murgia (ammetto che neanche sapevo esistesse...) ed è uno dei posti più belli e verdi (almeno in questa stagione!) che io abbia mai visto: pieno di ulivi, di piante di finocchio selvatico in fiore e tutto questo verde è a volte interrotto da qualche raro albero dai colori sgargianti. E un profumo nell'aria, meraviglioso... non sono riuscita ad identificarlo, ma entrava persino nell'auto, con i finestrini chiusi... ah, che meraviglia!
Arrivata ad Altamura, ho imboccato una strada sbagliata e per fare inversione di marcia mi sono infilata, per puro e assoluto caso, nel cortile di un panificio... e visto che ad Altamura fanno un pane DOP, perchè non approfittarne?
Il cortile era quello del Panificio La Maggiore e solo quando sono entrata, vedendo la targa di Slowfood, le innumerevoli foto appese e altri riconoscimenti, ho capito di non essere arrivata in un posto qualsiasi.
La signora Angela - gentilissima! - mi ha consigliato una focaccia con i pomodori freschi che pareva una piuma... e poi ho preso il pane, i biscotti di quattro tipi diversi, le scaldatelle (che poi sarebbero i taralli) a vari sapori... insomma, sono ripartita carica di cose buonissime!
Se trovate questi prodotti in giro (la signora dice che li distribuiscono per esempio nelle Ipercoop dell'Emilia Romagna) non mancate di assaggiarli perchè sono veramente favolosi...

Oggi, il pane di Altamura è servito come base per raccogliere il grasso fondente del lardo di Arnad (anche questo souvenir di un viaggio di lavoro in Val d'Aosta...) che rivestiva i gamberi... questo piatto mi è venuto in mente ieri, durante un altro lungo viaggio in treno... che cucina sarebbe, la mia, se non girassi così tanto? ;-)

Ho usato:
  • code di gambero decorticate e private del budellino nero (io ho usato quelle decongelate, ma se si trovano gamberi freschi è ovviamente meglio)
  • rametti (un po' legnosi) di rosmarino fresco, uno ogni tre gamberi
  • sale rosa dell'Himalaya
  • lardo di Arnad affettato sottile, ma non a velo
  • pane di Altamura
  • pepe di mulinello
  • piselli freschi
  • uno scalogno
  • poco brodo vegetale
  • olio extravergine di oliva

Ho acceso il forno a 200° ventilato e intanto che si scaldava ho tolto le foglioline ai rametti di rosmarino, lasciandone un ciuffetto in cima e ho tagliato con le forbici, di sbieco, l'estremità opposta, in modo da appuntirla un po'.
Ho infilato tre gamberi per ogni rametto, ho salato con moderazione e pepato e ho avvolto con una fettina di lardo i gamberi: mi sono aiutata con degli stuzzicadenti per tenerla ferma.
Ho disposto ogni spiedino su una striscia di pane di Altamura e ho infornato per una ventina di minuti (ma ognuno si regoli col suo forno!).
Nel frattempo, ho fatto soffritto lo scalogno tritato in poco olio, ho aggiunto tre manciate di pisellini sgusciati (andrebbero bene anche quelli surgelati, ma dato che è stagione...) e un po' di brodo vegetale, portandoli a cottura: sono piccoli e teneri, ci mettono pochissimo!
Alla fine, li ho frullati col minipimer.
Ho servito gli spiedini con un po' di purea di gamberi a parte.

Il commento della copiona: buonissimi!

martedì 6 aprile 2010

Mi ricordo, sì mi ricordo....


La banalità di una domenica sera qualsiasi diventa indimenticabile se accade qualcosa di così tragicamente unico da lasciare un ricordo indelebile.
Alle 23.30, minuto più minuto meno, di domenica 5 aprile 2009 ero sola. Tutta la famiglia era fuori e io mi godevo la quiete della casa deserta e silenziosa: letto morbido, un libro appassionante e il gatto placidamente addormentato sulla mia pancia.
D'improvviso, tutto ha cominciato a tremare... ho sentito un boato, il gatto è fuggito via e io sono rimasta nel letto, incapace di muovermi. Pochi, pochissimi secondi, ma al terzo piano il terremoto si è avvertito e bene.
Non era la prima volta... io vengo da una zona sismica, dove non è raro sentire scosse e anche qui ogni tanto la terra si dà una scrollatina...
Ci siamo ritrovati sulle scale del condominio, con le buffe mises dei momenti superprivati... ho telefonato alla famiglia (tutto bene, tutto a posto, tu hai avuto paura?), ho riaperto Facebook, scrivendo solo terremoto! sul mio status... e poi sono tornata a dormire... cosa vuoi che possa succedere ancora?

La mattina del 6 aprile mi sono svegliata prestissimo e intanto che il caffè veniva su ho riaperto Facebook... c'erano due commenti al mio status: uno di un amico giornalista dell'ANSA che mi chiedeva dove e come e l'altro di un amico dell'Aquila, iscritto al gruppo di amanti dei libri e della lettura che amministro.
Valeriano, poco dopo mezzanotte, scriveva qualcosa del tipo: "possiamo fare un gemellaggio, allora! anche qui all'Aquila non ci siamo fatti mancare neanche stasera la nostra scossa quotidiana".

Poi, ho letto cosa era successo... e da quel momento i miei pensieri sono stati soprattutto per lui... per questo amico virtuale che aveva lasciato una traccia sulla mia bacheca e nella mia vita e che non ha dato più notizie di sé per giorni e giorni...

Quando finalmente è riapparso, salvo insieme alla sua famiglia, ho provato un gioia profonda e vera...

Il mio ricordo va oggi a tutti quelli che oggi non sono qui a ricordare, ma devono essere ricordati.
Il loro monumento funebre virtuale su FB racconta le loro storie e ci fa vedere i loro volti.

L'impegno a far rinascere la città dell'Aquila e le sue attività produttive e commerciali, anche attraverso un'iniziativa lieve e giocosa come quella delle 99 colombe è un modo per non dimenticare mai.

A proposito... la colomba Nurzia ce la siamo mangiata in purezza... :-)

lunedì 5 aprile 2010

Lasagne alle verdurine e gamberetti nella crockpot o slowcooker


Da quanto non cucino? Tanto, a vedere l'ultimo post che ho pubblicato...
Ci sono stati, come al solito, molti pranzi e cene in autogrill o al ristorante, se andava bene...
Un po' d'influenza, che mi ha tolto la voglia di stare ai fornelli...
Molta cucina di sopravvivenza, quotidiana e non indimenticabile...
Un paio di esperimenti che hanno sfiorato il disastro e sui quali voglio stendere un piumino pietoso...
In questo periodo, i pasti migliori sono stati quelli preparati da mio marito e dai miei figli...

Stamattina, ho deciso di invertire la tendenza e ho messo insieme un pranzo pigrissimo con le poche cose che avevo in frigo e in freezer... neanche la spesa, avevo fatto, sabato...
Ma il risultato è stato ottimo, e quindi condivido volentieri :-)

Ho usato:
  • 250 gr di sfoglia fresca per lasagne già pronta (quella della Lidl, ottima!)
  • 1 kg di verdure miste surgelate (carotine, fagiolini, piselli e mais - ancora Lidl)
  • una besciamella fatta con 100 gr di farina, 60 gr di burro, 750 ml di brodo vegetale e 250 ml di latte)
  • 500 gr circa di gamberetti surgelati
  • un cucchiaio di curry
  • poco olio extravergine di oliva
  • poco burro
  • 2 spicchi d'aglio
  • dado vegetale
  • 100 gr di parmigiano grattugiato

Ho usato la slowcooker o crockpot, ma naturalmente si può fare anche in una normale teglia in un normale forno, adattando i tempi di cottura.
Ho cominciato con l'insaporire i gamberetti in un paio di cucchiaio d'olio, insieme agli spicchi d'aglio in camicia, schiacciati sotto il palmo della mano. Qualche minuto prima di ritirarli dal fuoco, li ho insaporiti con il curry e li ho tenuti da parte.
Nel frattempo, ho messo un ampio tegame le verdurine ancora surgelate insieme a due noci di burro, una tazza d'acqua e un po' di dado vegetale. Ho fatto cuocere a fuoco medio-alto, fino a quando l'acqua si è asciugata: le verdure devono restare croccanti.
Preparata anche la besciamella, ho unto bene il tegame della slowcooker (uso sempre lo staccante spray per pasticceria) e ho iniziato ad assemblare la lasagna, alternando strati di pasta, verdurine, gamberetti, besciamella e parmigiano fino ad esaurimento degli ingredienti.
Ho fatto cuocere tre ore su high.
Sarebbe bene lasciarla riposare un po' prima di servirla, perchè i sapori maturino e gli strati si assestino: mangiata stasera era molto migliore di quella del pranzo.

Il commento della copiona: si fa presto a farla ed è molto buona, anche senza gamberetti. Si può fare, volendo, anche con il minestrone surgelato invece delle verdurine :-)

domenica 14 marzo 2010

Filettini di pollo ai frutti invernali


In origine era una ricetta di Sophie Dudemaine, pubblicata su una rivista francese: io l'ho modificata un po' nelle dosi e negli ingredienti.

Servono:
  • 2 petti di pollo interi
  • 200 gr di pancetta arrotolata, più magra che grassa
  • 2 mele sode
  • 2 pere sode
  • 2 scalogni
  • 2 noci di burro
  • 2 cucchiai d'olio
  • mezzo bicchere abbondante di vino bianco
  • sale e pepe

Sbucciare e tritare gli scalogni e tenerli da parte.
Dalla pancetta, ricavare delle striscioline e tenere da parte.
Sbucciare le pere e le mele e ricavarne delle fette piuttosto spesse, poi farle dorare per cinque minuti a fuoco medio con una noce di burro. Tenerle da parte.
Dai petti di pollo, ricavare delle striscioline.
Nella padella dove ha soffritto la frutta, aggiungere un'altra noce di burro e l'olio e rosolarvi i filettini di pollo a fuoco vivo, fino a quando perdono il rosa e cominciano a dorare.
A questo punto, aggiungere la pancetta e gli scalogni e continuare a cuocere ancora per qualche minuto.
Salare, pepare e deglassare col vino bianco.
Aggiungere la frutta tenuta da parte, riscaldare per un paio di minuti e servire subito.

Il commento della copiona: velocissimo e molto buono. L'importante è che la frutta sia bella soda e non venga troppo cotta: deve rimanere croccante!

giovedì 11 marzo 2010

99 colombe per l'Abruzzo



99 colombe come le 99 cannelle della fontana dell'Aquila... un'iniziativa di alcuni foodblogger per dare una mano alla Sorelle Nurzia, storica azienda di delizie abruzzesi, a ricominciare a volare.

sabato 6 marzo 2010

Polenta di Storo nella slowcooker e gelato di fragole istantaneo

Per oggi, avevo premeditato una giornata di assoluto fannullismo.
Reduce da una settimana come sempre impegnativa e con di fronte una sorta di giro panoramico dell'Italia che mi porterà da nord a sud e viceversa neanche trasportassi primizie in un camion frigorifero, avevo deciso di trascorrere pigre ore immersa nella lettura e con la mano affondata nel pelo del gatto.
Il libro è finito troppo presto, il gatto si è stufato di me e mi ha sdegnosamente abbandonata per la sua cesta e io - volente o nolente - ho dovuto trovarmi un'occupazione che mi soddisfacesse senza mettere in pericolo i miei propositi cultural-contemplativi.
Cosa meglio di cucinare qualcosa, usando solo le risorse presenti in casa?
Ecco che mi è venuto in mente di fare la polenta nella slowcooker, per consumare un bel pacco di farina di Storo prossima alla scadenza. Per accompagnamento, bistecchine di maiale cotte nella birra, così hanno fatto tanto sughetto.
Per dessert, un gelato istantaneo fatto con la frutta congelata, pieno di ricordi.
La ricetta di un gelato fatto in questo modo ci fu dettata - in tedesco! - dall'insegnante di quella lingua, l'ultimo giorno di scuola della quarta liceo. C'era la panna, invece dello yoghurt e le dosi erano probabilmente diverse, ma non me ne sono più dimenticata e l'ho fatto parecchie volte, prima di sposarmi.
La ricetta che ho usato qui viene - credo - da un libro del bimby, con qualche modifica.

per la polenta nella slowcooker ho usato:
  • 300 gr di farina gialla di Storo
  • 1,400 lt di acqua bollente
  • sale
  • burro

Per iniziare, ho unto per bene le pareti della slowcooker.
Ho versato l'acqua bollente nella pentola, ho aggiunto un paio di noci di burro, sale.
Ho versato a pioggia la farina, amalgamandola bene con la frusta e poi ho cotto 1 ora su high e due ore su low, mescolando con la frusta una volta ogni ora, circa.
Il risultato? una polenta perfetta, la migliore che abbia mai fatto... anche perchè la farina di Storo è fantastica e ha sicuramente giocato la sua parte :-)
La foto non rende, perchè mi ero dimenticata di farla e alla fine ho raccolto in una ciotola gli avanzi della pentola, compresa la crosticina (deliziosa ma pochissima!) che si era formata in qualche punto.


Per il gelato istantaneo ho usato il bimby, ma qualsiasi frullatore potente può andare bene:
  • 500 gr di fragole surgelate
  • 150 gr di yoghurt greco intero
  • 120 gr di zucchero a velo
  • una tazzina da caffè di panna liquida

Ho messo nel bimby le fragole con lo zucchero e ho lavorato per qualche secondo a vel. 3-4: non devo liquefarsi, anzi io ho lasciato anche qualche pezzettino che si sentisse sotto i denti.
Poi ho aggiunto lo yoghurt e la panna e ho mantecato per circa 50 secondi a velocità crescente 3-6-8.
Viene un fantastico gelato, naturalissimo! Servire subito

Il commento della copiona: adoro le giornate di pigrizia! :-)

domenica 28 febbraio 2010

Mini cheesecake all'arancia in crosta al cioccolato


Non credo esista, in pasticceria, un abbinamento più azzeccato e felice dell'arancia col cioccolato.
Questi piccolissimi cheesecake, cotti in stampini da tartellette del diametro di 6 cm, sono molto carini da vedere, velocissimi da fare e hanno un sapore indimenticabile.
L'idea è di Giada De Laurentis: la ricetta mi è arrivata da una ML, ma io l'ho piuttosto modificata, soprattutto nelle dosi.

Ho usato:
  • 75 gr di frollini al cioccolato
  • 50 gr di burro
  • 65 gr di ricotta
  • 65 gr di philadelphia
  • 50 gr di zucchero
  • 2 arance
  • 1 uovo

Accendere il forno a 180°.
Frullare i biscotti fino a ridurli a farina, poi mescolarli col burro fuso, amalgamando bene.
Ungere uno stampo per tartellette a 12 impronte e disporre sul fondo di ciascuna un cucchiaino da the circa del composto di burro e biscotti, premendo bene.
In una zuppierina o nel frullatore lavorare la ricotta, il philadelphia, lo zucchero, la scorza di una arancia grattugiata (o, meglio ancora, le zeste dell'arancia ricavate con un rigalimoni) e l'uovo.
Distribuire una cucchiaiata di questo composto sulle basi di biscotto già preparate (ne vengono 12 cucchiaiate giuste giuste) e infornare per 25 minuti.
Al termine, far raffreddare una mezz'ora, poi mettere in frigo per almeno un quarto d'ora.
Molto delicatamente, sformare i cheesecake sul piatto di portata, guarnirli con le zeste dell'altra arancia e servire.

Il commento della copiona: per me, questo dolce è goduria allo stato puro...

Biscotti a pois (con M&M's e Smarties )


Non sono proprio belli da vedere, questi biscotti, ma in compenso sono buoni da morire!

Ho usato:
  • 230 gr di burro
  • 140 gr di zucchero bianco
  • 100 gr di zucchero di canna
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaino di essenza di vaniglia
  • 320 gr di farina
  • un cucchiaino raso di bicarbonato
  • un cucchiaino raso di sale fino
  • 100 gr di mini Smarties
  • 200 gr di M&M's (arachidi ricoperte di cioccolato)

Lavorare a crema il burro con i due zuccheri, poi aggiungere lo zucchero e la vaniglia continuando a lavorare. Incorporare la farina, il bicarbonato e il sale.
Unire gli Smarties e gli M&M's e incorporarli all'impasto.
Rivestire di carta forno delle teglie da pasticceria e distribuire sopra l'impasto a cucchiaiate, tenendole ben distanziate, perchè in cottura si allargano molto (io ho delle teglie di alluminio molto grandi e ne ho messe 9 cucchiaiate per teglia).
Cuocere in forno già caldo a 180° per 12-13 minuti.
Tolti dal forno, saranno ancora molto molli: lasciarli riposare un paio di minuti sulla teglia, perchè si assestino, poi toglierli e farli raffreddare su cesti di vimini.

Il commento della copiona: sono croccantissimi e goduriosissimi!

Taralli alle mandorle e pepe nero


Questi li ADORO! Ho comprato ieri delle bellissime mandorle siciliane, per farli stamattina ma quando sono andata a cercare la ricetta che ero solita usare, non l'ho trovata. Quindi ho rimediato adattandone un'altra che ho trovato qui e che comunque ha dato un ottimo risultato.

Ho usato:
  • 500 gr di farina per l'impasto + altra per la formatura
  • 150 gr di strutto
  • 200 gr di mandorle intere non pelate
  • 1 cucchiaio di pepe nero macinato
  • 1 cubetto di lievito di birra
  • 250 gr di acqua tiepida
  • 1 cucchiaio di sale

Ho messo nella ciotola dell'impastatrice l'acqua e il lievito e ho mescolato un po':
Ho aggiunto lo strutto a pezzetti, la farina, il pepe e per ultimo il sale.
A mano, ho poi aggiunto le mandorle, lasciate intere con la loro buccia.
Ho lasciato lievitare circa un'ora, coperto, poi ho fatto dei rotolini, aiutandomi con un poco di farina bianca e li ho chiusi a ciambellina.
Li ho poi messi su una teglia da pasticceria ricoperta di carta forno e li ho cotti in forno ventilato a 180° per 25 minuti circa.
Tolti dalla teglia, li ho lasciati raffreddare su cesti di vimini.

Il commento della copiona: sono buonissimi, friabili e croccanti e saporiti! Non ho curato molto l'estetica, perchè c'è stata un'emergenza felina che mi ha distratta un po', però sono ottimi anche se bruttini!

Panini a ventaglio


Questi sono divertentissimi da fare e molto meno complicati di quanto sembrerà dalla spiegazione, anzi - sono decisamente facili. Si può usare qualsiasi tipo di impasto, che non sia però troppo elastico e si lasci stendere facilmente: più che di una ricetta specifica, si tratta piuttosto di una tecnica di lavorazione.

Ho usato:
  • 1 cubetto di lievito di birra fresca
  • 100 gr di acqua tiepida
  • 25 gr di zucchero + 1 cucchiaio (da usarsi separatamente)
  • 220 gr di panna liquida
  • 1 uovo
  • 50 gr di burro
  • sale
  • un pizzico di lievito per dolci
  • 550-600 gr di farina

Ho usato l'impastatrice, ma si può naturalmente fare il tutto anche a mano.
Ho messo nella ciotola dell'impastatrice il lievito, l'acqua tiepida e il cucchiaio di zucchero e ho lasciato riposare per qualche minuto, intanto che preparavo il resto degli ingredienti.
Ho aggiunto la panna, leggermente scaldata nel microonde, l'uovo, il burro sciolto, un pizzico di sale, il lievito per dolci e lo zucchero rimanente. Dopo aver mescolato, ho aggiunto la farina e ho impastato per 7-8 minuti: la quantità di farina può variare a seconda della sua umidità, quindi tastare l'impasto, che deve essere molto morbido ma non appiccicoso.
Far lievitare l'impasto per circa un'ora coperto e al riparo da correnti d'aria. Quando sarà raddoppiato, sgonfiarlo e stenderlo delicamente con il mattarello sulla spianatoia infarinata, ricavandone un rettangolo di circa 1/2 cm di altezza.
Questo rettangolo va poi tagliato a strisce di circa 4 cm di larghezza. Sovrapporre cinque strisce
(ho fatto una foto, per far capire come deve essere...), poi tagliarle a pezzetti di circa cinque centimetri (ammetto di aver usato il righello ;-D ).
Ciascun mucchietto verrà messo, con la parte tagliata rivolta verso l'alto, dentro uno stampino da muffin: con questo impasto ne verranno dodici, più un piccolo avanzo, che ho annodato per formare due panini.
Lasciar lievitare per un'oretta poi infornare a 180° per 25 minuti o fino a doratura.

Il commento della copiona: dopo l'arrosto a ventaglio e le patate a ventaglio, ecco il pane a ventaglio. Bello e buono!

Tacchino con la crema di zenzero


Questa arriva da una mailing list e da lungo tempo giaceva tra quelle da provare. Fatta oggi per pranzo, con qualche modifica e adattamento e davvero buona.

Ho usato:
  • 600 gr circa di fesa di tacchino fatta a bocconcini
  • una noce di burro
  • due dita di vino bianco secco
  • il succo spremuto di mezzo limone
  • 1 pezzetto di zenzero fresco, pelato e ridotto a fettine
  • un pizzico di paprika piccante
  • una tazza da the di brodo di pollo
  • una tazza da the di crema di latte fresca
  • sale e pepe

Questo piattino si prepara in fretta e occorre lavorare velocemente, quindi è meglio avere tutti gli ingredienti pronti e già misurati (per qualcuno sarà una ridondanza, questo avvertimento, ma io lo faccio solo una volta ogni tanto, quello di pesare e misurare prima...).
Rosolare i bocconcini di tacchino nel burro, salare e pepare. Portarli a cottura, poi toglierli dal tegame e tenerli al caldo.
Aggiungere al fondo di cottura rimasto nel tegame il succo di limone e il vino e deglassare a fuoco medio-alto lavorando con una frusta. Appena arriva a bollore, aggiungere lo zenzero, la paprika il brodo e la crema di latte: abbassare subito la fiamma, per evitare che la salsa si stracci e cuocere, mescolando sempre con la frusta, fin quando la salsa si sarà addensata e ridotta.
Servire il tacchino con la salsa.

Il commento della copiona: si può usare anche pollo, al posto del tacchino e, per contorno, ci sta benissimo il purè di patate.

sabato 27 febbraio 2010

Uova nei nidi di patate


Altro piattino velocissimo, per quanto si ha fretta di andare a tavola. Ho modificato un po' una ricetta di una ML.

Ho usato:
  • 1 grossa patata
  • 1 piccola cipolla
  • prezzemolo tritato
  • panna da cucina densa
  • 8 uova piccole
  • sale e pepe

Accendere il forno a 180° e ungere 8 stampini da muffin oppure altrettanti piccoli stampi da crème caramel, quelli usa e getta.
Sbucciare la patata e la cipolla, lavarle e grattugiarle con la grattugia a fori grossi.
Mescolarle con 4 cucchiaiate di panna da cucina densa e prezzemolo grattugiato a piacere. Salare e pepare.
Distribuire il composto negli stampini preparati, scavandoli al centro. Rompere dentro ciascuno un uovo, salare leggermente e infornare per 20-25 minuti.
Appena saranno pronti, farli riposare qualche minuto fuori dal forno in modo che si assestino, poi sformarli e servirli con insalatina fresca.
Il commento della copiona: un modo un po' diverso per servire le uova!

Vellutata di pomodoro per chi va di fretta


Si fa in un lampo (un quarto d'ora in tutto ed è pronta) e risolve un pranzo veloce o una cena.
La ricetta viene dal vecchio forum del bimby e va benissimo se fatta con l'infernale attrezzino, ma naturalmente viene perfetta e ottima anche fatta nel tegame normale.
Servono:
  • 1/2 litro di latte
  • 30 gr di burro
  • 50 gr di farina
  • sale e pepe
  • 750 gr di passata di pomodoro al naturale oppure sugo di pomodoro
  • prezzemolo o basilico tritati
  • a piacere crostini di pane e parmigiano grattugiato

Fare una besciamella col latte, il burro e la farina (nel bimby, 7 minuti a 90° vel. 4), poi aggiungere la passata o il sugo di pomodoro e cuocere (nel bimby 8 minuti a 80° vel. 3).
Aggiustare di sale e pepe.
Servire nelle fondine spolverizzando di prezzemolo o basilico e accompagnare, se si vuole, con i crostini di pane e il parmigiano.

Il commento della copiona: questa la faccio spesso, perchè ci vuole un attimo!

mercoledì 24 febbraio 2010

Ciambella con la marmellata nell'impasto


Di passaggio a casa tra un viaggio e l'altro, ho DOVUTO cucinare qualcosa, per rilassarmi e farmi riprendere contatto con la casalinga che è in me e lotta per non farsi schiacciare dalla modalità donna che lavora, quando questa prende mio malgrado il sopravvento :-)
Ho scelto di rifare - cosa assai rara per me - una cosa che avevo già fatto: il post originale si trova qui, ma siccome questa ciambella per me è entusiasmante ho pensato che si meritasse una menzione particolare e tutta per sé.
Sono solo pochissimi ingredienti e si fa prestissimo a farla, quindi è l'ideale se si vuole preparare in fretta un dolce buono buono per la colazione.

Servono:
  • 4 uova
  • 350 gr farina autolievitante (oppure 350 gr di farina + 1 bustina di lievito)
  • una tazzina da caffè di olio di riso (o altro olio di sapore neutro: io stasera ho usato quelli di semi di vinacciolo)
  • 100 gr di zucchero
  • 350 gr di marmellata pallida (stasera ho usato una bellissima gelatina dorata di mela cotogna, comprata in Germania)
  • granella di zucchero, a piacere

Si montano le uova con lo zucchero fino ad averle bianche e belle gonfie, si unisce, sempre continuando a montare, l'olio, poi la marmellata e infine la farina.
Si rovescia tutto in uno stampo da ciambella da 26 cm circa imburrato, si cosparge con un poco di granella di zucchero e si cuoce per 35 minuti a 170° in forno già caldo (regolarsi col proprio forno!).

Il commento della copiona: niente granella di zucchero stasera, perchè non ce l'avevo.
Per me, questa è LA ciambella.

lunedì 22 febbraio 2010

Vellutata di sedano rapa e gorgonzola


I sudditi di Sua Maestà per le zuppe e le minestre bisogna lasciarli stare. Nel senso che creano cose fantastiche. Questa vellutata viene da una vecchia rivista inglese e mi è piaciuta così tanto che mi sarei mangiata l'intera pentola da sola.
Il gorgonzola si può anche eliminare, ma i pezzettini freddi all'interno e leggermente squagliati esternamente per il contatto con la minestra bollente sono indimenticabili.

Ho usato:
  • 2 sedani rapa di medie dimensioni
  • 2 cipolle
  • 3 grosse patate
  • 1 litro di brodo vegetale
  • salvia
  • un limone non trattato
  • olio extravergine di oliva
  • semi di girasole decorticati
  • gorgonzola piccante
  • sale e pepe

Pulire i sedani rapa, sbucciare le cipolle e pelare le patate.
Dopo averli ben lavati, farli a pezzi e metterli in pentola a pressione (anche in una normale, se avete tempo... io non ce l'avevo :-D ).
Con il pelapatate, prelevare quattro strisce di buccia (solo il giallo) dal limone, dopo averlo ben lavato e legarli con un po' di spago da cucina ad un rametto di salvia: questo perchè alla fine della cottura e prima della frullatura, dovranno essere eliminati. Legandoli, si individuano prima, invece di dover ravanare nella pentola.
Coprire col brodo, chiudere la pentola e far cuocere 20 minuti dal fischio.
Fare a piccoli dadi il gorgonzola e tenerlo in frigo.
Scaldare un po' d'olio in un padellino e friggervi altre foglie di salvia, sorvegliandoli accuratamente perchè non brucino: devono diventare croccanti.
Toglierle con un mestolo forato e asciugarle con carta da cucina.
Nello stesso olio, buttare un paio di cucchiaiate di semi di girasole e friggerli per mezzo minuto (attenzione perchè hanno l'abitudine di saltar fuori dalla padella :-D ) fino ad averli dorati: attenzione bis perchè bruciano in un attimo! Tirarli su col mestolo, farli asciugare e conservare l'olio.
Appena trascorso il tempo di cottura, aprire la pentola, togliere il mazzetto di salvia e limone (eventualmente, una strisciolina o due di scorza si può lasciare, per accentuare il sapore agrumato) e omogeneizzare le verdure con un frullatore a immersione.
Aggiustare di sale e pepe.
Versare la vellutata sul piatto di portata, decorare con qualche foglia di salvia fritta, un po' di semi di girasole e qualche dadino di gorgonzola.
Completare con una cucchiaiata di olio dove hanno fritto la salvia e i semi e servire subito.

Il commento della copiona: buona, anzi buonissima, se piacciono il sedano rapa e il gorgonzola ;-D

domenica 21 febbraio 2010

Patate di Fatima o Patate a ventaglio o Patate Hasselback


Perchè tre titoli, per questa ricetta?
Perchè la prima volta che me ne ho sentito parlare, ero in Sardegna e delle ragazze indimenticabili mi raccontarono di queste patate, chiamandole "di Fatima", ma senza darmi nessuna spiegazione sul nome.
Poi, a forza di leggere noir scandinavi, sono incappata nella descrizione di questo piatto, chiamato Hasselback.
La terza definizione perchè, ovviamente, la loro forma ricorda l'apertura di un ventaglio :-)

Servono:
  • patate
  • burro fuso
  • salamoia bolognese o erbe fresche tritate finemente col sale
  • parmigiano grattugiato

Accendere il forno a 220-240°.
Lavare le patate (se sono nuove, la buccia si può lasciare, altrimenti pelarle) e asciugarle.
Praticare dei tagli senza arrivare fino in fondo: devono rimanere attaccate nella parte bassa.
Appoggiarle su una teglia ricoperta di carta forno.
Spennellarle con il burro fuso, tra una fettina e l'altra e insaporirle con la salamoia o con le erbe tritate.
Infornarle e cuocere per 40-45 minuti: trascorso questo periodo controllare la cottura ed eventualmente proseguirla (il tempo dipende molto dalla qualità delle patate), altrimenti spolverizzarle di formaggio grattugiato e infornarle ancora una decina di minuti.
Servire ben calde.

Il commento della copiona: apprezzatissime dalla famigliola!

Arrosto di maiale alle arance


Ho visto una cosa del genere in una macelleria boutique che frequento assai di rado. Poi ho guardato un po' in giro nella rete e ho trovato parecchie preparazioni analoghe, ma tutte a base di lonza di maiale. Io ho invece usato la coppa, più grassa e saporita, che però cotta in arrosto resta molto più morbida e succulenta.
L'importante è usare, per la cottura, una teglia con una griglia sul fondo, in modo che la carne rimanga leggermente sollevata e il grasso scoli sul fondo.

Ho usato:

un pezzo di coppa di maiale (altrove detta capocollo)

arance non trattate

cipolle
spezie a piacere (per esempio la salamoia bolognese) oppure odori freschi
sale e pepe


Praticare dei tagli paralleli nella carne, come se se ne volessero ricavare delle bistecchine, ma senza arrivare fino in fondo, in modo che il pezzo resti comunque intero.
All'interno di ciascun taglio, distribuire un po' di salamoia bolognese, oppure salare e pepare.
Lavare le arance e, senza sbucciarle, affettarle, ricavandone fette di circa mezzo centimetro di altezza.
Pelare le cipolle e affettare anche quelle, della stessa altezza.
Inserire nei tagli praticati le fette di cipolla, alternandole a quelle di arancia.
Se si usano gli odori freschi, per esempio il rosmarino o la salvia, inserire anche questi.
Al termine, ricompattare la carne e fissarla con degli spiedini di legno.
Massaggiarla esternamente con altra salamoia oppure altro sale e pepe.
Appoggiare la carne sulla griglia e infornare a 200-220° per circa un'ora e tre quarti o due ore. Il tempo di cottura dipende dalla grandezza del pezzo: se avete un termometro per carni, usatelo: la carne sarà cotta quando la temperatura interna è pari a 90° (alcuni testi dicono che è sufficiente anche meno, ma io preferisco stare dalla parte del sicuro...).
Quando la carne sarà cotta, estrarla dal forno, lasciarla riposare una mezz'ora in modo che si rilassi e poi servirla.

Il commento della copiona: noi che non siamo per niente mangiatori di carne, abbiamo apprezzato molto questo arrosto morbido e saporito e molto buono anche da freddo.

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