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sabato 24 novembre 2012

Pane al farro (poi alice è morta per davvero)

La mia macchina del pane stavolta è morta per davvero. Ha impastato quest'ultima pagnotta e poi si è spenta, per sempre, senza un lamento.
Per fortuna, mia sorella mi ha dato la sua che non usava più e così fra un po' ricomincio a panificare.
Questo pane è molto buono e fragrante e si mantiene bene per diversi giorni. Molto buono anche tostato.

Mettere nella macchina del pane, in quest'ordine:


  • 300 gr di acqua
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
  • 8 grammi di sale
  • 400 gr di farina di farro
  • 2 cucchiai rasi di maizena
  • 4 gr di zucchero
  • 1/2 bustina di lievito di birra liofilizzato


Scegliere il programma per pane integrale e premere start. Oppure, scegliere la modalità impasto, poi trasferire l'impasto in una forma da plumcacke e cuocere in forno, infornando a freddo e impostando la temperatura a 200° per il tempo necessario (35-40 minuti di solito sono sufficienti).

Il commento della copiona: le dosi di acqua e farina, per ogni ricetta di pane che pubblico, sono quelle di partenza e vanno aggiustate a seconda della capacità di assorbimento della farina. Lo stesso per quel che riguarda la temperatura del forno e i tempi di cottura: ognuno conosce il proprio e sa come si comporta, quindi si regoli di conseguenza.

Vellutata di zucchine con tre ingredienti (prima puntata della serie "Cinquanta sfumature di verde")

Io adoro questa vellutata che faccio da un sacco di tempo e la posto adesso che se non siamo più in stagione di zucchine, ma verrà buona per la prossima primavera.
La ricetta originale è in inglese e forse viene dal ricettario Thermomix, ma non sono sicura.
In ogni caso, è buonissima in inverno, bella calda, o anche fredda di frigo, per un pasto estivo leggerissimo. Tutte le sfumature di temperatura tra il bollente e il gelo sono comunque ammesse.
Riporto - anche per mia memoria - la ricetta originale. Chi non avesse il bimby, può naturalmente farla nel pentolino e poi frullarla alla fine.

Servono:


  • 500 gr di zucchine (peso netto e già pulito)
  • 400 gr di acqua
  • 1 dado vegetale, oppure anche solo sale


Mettere tutto nel boccale del bimby e cuocere 15 minuti a 100° vel. 1.
Alla fine della cottura, frullare tutto per 1 minuto a vel. turbo.
A piacere, aggiungere un po' di olio extravergine di oliva.

Fine :-)


Il commento della copiona: beh, più semplice di così si muore. Potrei farmici del male, se solo le zucchine bollite facessero male. Ma non lo fanno, anzi - fanno molto bene!

lunedì 3 settembre 2012

Ragu leggero di maiale al pomodoro fresco (buono e veloce)

Ho pescato questa ricetta da un libro (che non citerò...) dove è chiamata ragu del macellaio.
Ora lo sa il popolo e il comune (cit. Pellegrino Artusi ;-) ) che quello che va sotto questo nome è solitamente una preparazione ricchissima di carni varie, perché si presumeva che il beccaio lo facesse con la tanta roba rimasta invenduta. Credo dunque che il macellaio in questione sia qualche anonimo commerciante che ha passato al compilatore del libro la propria versione.
Quindi, rinomino e aggiusto un po' questo ragu, che è peraltro molto fresco, perché deve cuocere poco e all'occhio di chi - per esempio un romagnolo o un emiliano - sia abituato a sughi rosso cupo o addirittura marroni, dalle lunghe sobbolliture pippianti sull'orlo del fornello, potrebbe sembrare ritirato troppo presto dal fuoco, a nemmeno metà della cottura.

Ho usato: 
  • 250 gr di macinato di maiale, più magro che grasso
  • 1 grossa cipolla dorata
  • 1 grossa carota
  • olio extravergine di oliva
  • 6 pomodori da salsa
  • peperoncino
  • 2 foglie di basilico
  • sale e pepe

Tritare la cipolla e la carota e metterle in un tegame con un bicchiere di olio extravergine di oliva e due/tre cucchiai d'acqua. Soffriggere a fuoco medio, mescolando spesso fino a quando il tutto sarà ben dorato.
Aggiungere la carne, rompendo i grumi più grossi con il mestolo di legno e far insaporire bene, mescolando spesso.
Nel frattempo pelare i pomodori, eliminare i semi e tagliarli a dadolini.
Appena la carne sarà ben dorata, ma non secca, unire i pomodori e cuocere incoperchiato per un quarto d'ora.
Aggiustare di sale e pepe, insaporire col peperoncino e unire, un attimo prima di ritirare il tegame dal fuoco, le foglie di basilico spezzettate con le mani.
Usare per condire una qualsiasi pasta secca: la foto mostra il ragu ambientato ;-) in mezzo chilo di penne rigate cotte al dentissimo.

Il commento della copiona: l'idea di mettere del basilico in un ragu mi faceva inorridire. Invece, qui, ci sta benissimo!


sabato 1 settembre 2012

Gnocchi al pesto con le zucchine e il pomodoro fresco (viva la Liguria...)

L'idea mi viene da un libricino pubblicato dalla Regione Liguria, che riporta la storia dei prodotti locali (in particolare il pesto, ovviamente...) e alcune ricette, molto tirate via e raffazzonate, a dire il vero...
Questa in particolare si chiama - nel libro - "Gnocchi di patate alla polceverasca", ma non ho trovato traccia di questa preparazione altrove, quindi, in assenza di filologia certa, mi permetto di modificare un po' e rinominare il piatto, che peraltro è buonissimo ed è stato spazzolato in un attimo.

Servono:

  • un chilo di gnocchi di patate (fatti con le manine sante o comprati già pronti, purché di buonissima qualità)
  • 1 grossa zucchina tagliata a julienne
  • qualche foglia di basilico fresco
  • 8 pomodorini tipo piccadilly, tagliati a dadolini
  • 3 cucchiai di pesto ligure (come per gli gnocchi: fatto a mano o comprato, ma ottimo)
  • 1 spicchio d'aglio
  • poco prezzemolo
  • una noce di burro
  • parmigiano grattugiato
  • olio extravergine di oliva


Il condimento deve cuocere pochissimo, quindi si può preparare intanto che bolle l'acqua per gli gnocchi.
Tritare aglio e prezzemolo e soffriggerli in olio extravergine di oliva in un tegame grande a sufficienza in da permettere poi di saltare gli gnocchi. Fare attenzione a non bruciare tutto (io sono una campionessa, in questo...).
Aggiungere la dadolata di pomodoro e la julienne di zucchina e insaporire velocemente, mescolando con un cucchiaio di legno. Regolare si sale e pepe
Lessare gli gnocchi, scolarli appena vengono a galla e saltarli velocemente nella padella col condimento, aggiungendo la noce di burro e il pesto. All'ultimissimo momento, unire il basilico spezzettato con le mani.
Servire subito, spolverizzati di parmigiano.

Il commento della copiona: ottimi e velocissimi!

lunedì 27 agosto 2012

Capponata con i taralli (con doverosi distinguo sull'origine del piatto)

Questa ricetta viene da un libro dedicato alla cucina regionale d'Abruzzo, dal quale ho già attinto qualche idea.
Purtroppo - ed è per questo che non lo cito, non volendo fare un torto all'autore, nel caso la mia fosse solo una supposizione e non una certezza provata - il volume, ricchissimo quantitativamente, è piuttosto povero sulla qualità dei contenuti. La mia impressione è che sia una raccolta di ricette prese da pubblicazioni e manuali culinari diversi, senza che i piatti siano stati testati e senza un bell'editing che impedisca - giusto per fare un esempio - che la stessa ricetta sia proposta in diverse sezioni del libro o che la capponata (che salvo smentite autorevoli mi risulta essere ligure) finisca in mezzo alle preparazioni dell'Abruzzo, oltre tutto con i taralli, che sono pugliesi.
Però il piatto vale eccome e ci ha allietato la cena di stasera. Le dosi sono spannometriche.

Servono:

  • tarallini all'olio di oliva
  • aceto di vino
  • pomodori piccadilly
  • 1 cetriolo
  • 1 peperone giallo
  • 4 uova sode tagliate a fettine
  • filetti di acciuga sott'olio
  • origano (ma anche il basilico ci sta benissimo, anzi - forse ci sta pure meglio)
  • olio extravergine di oliva
  • pepe nero di mulinello
  • spicchi d'aglio marinato (quelli che di solito si usano con aperitivi e tapas, meno forti dell'aglio fresco)


Bagnare rapidamente i tarallini nell'aceto e metterli sul piatto di portata.
Disporvi sopra i pomodori tagliati a pezzetti, lasciandone uno da parte per la decorazione, il cetriolo affettato sottile, il peperone a pezzettini.
Aggiungere tre delle quattro uova affettate e i filetti di acciuga. Condire con olio, pepe, aglio a pezzetti e origano e mescolare bene.
Decorare con le fettine del quarto uovo e mettere al centro un pomodorino.
Servire subito.

Il commento della copiona: si fa in un attimo ed è buonissima. L'hanno mangiata tutti, compresi quelli che storcono il naso di fronte ad aceto e acciughe.



Panzanella croccante (puristi, tappatevi occhi e orecchie, se volete...)

Ho fatto una breve vacanza di relax TOTALE.
Per due settimane mi sono dedicata, senza fretta e senza orari, ad attività di ricarica fisica e mentale. Ho letto un sacco di libri (anche le sfumature, sì sì... ), ho dormito, ho nuotato, sono andata a correre, mi sono goduta la presenza silenziosa del mio adorato marito: io e lui da soli, in tenda, a fare quello che volevamo, quando volevamo. Insomma, sono tornata a casa nuova :-)
Abbiamo mangiato in giro diverse volte: c'erano sagre interessanti e ristoranti da provare, ma abbiamo anche aperto parecchie scatolette di tonno e mangiato fette di pane toscano con olio e sale. Un sogno, ecco.
Al mercato, una mattina, ho trovato della verdura a km 0 fantastica: certi pomodori datterini piccoli come olive, cipolle di Tropea dolci, cetrioli delicati e saporiti, basilico profumatissimo.
Con le friselle integrali che mi ero portata da casa, ho messo insieme una panzanella croccante che ci è piaciuta talmente tanto da ripeterla altre tre o quattro volte durante la vacanza.

Servono:
  • friselle bianche o integrali
  • pomodori dolci, tipo datterino o piccadilly
  • cetrioli
  • cipolla di Tropea
  • olio extravergine di oliva
  • pepe nero di mulinello
  • basilico
  • sale
  • a piacere: filetti di acciuga sott'olio e/o olive nere

Bagnare velocemente sotto l'acqua corrente le friselle (quelle integrali un po' di più di quelle bianche) e metterle in un'insalatiera.
Tagliare i pomodori a pezzetti e disporli sopra le friselle (io ci lascio anche i semi) insieme alla cipolla e ai cetrioli affettati a velo con la mandolina. Aggiungere foglie di basilico a piacere.
Condire con olio extravergine di oliva, sale e pepe nero di mulinello. Controllare le friselle: devono essere croccanti e non pappose, ma si devono masticare senza difficoltà. Se sono ancora troppo dure, aggiungere un paio di cucchiai di acqua e mescolare bene.
A piacere, si può arricchire la panzanella con filetti di acciuga o olive nere.
Servire subito e gustare con rurale felicità.

Il commento della copiona: la foto purtroppo non rende la bontà di questo piatto. Se riesco a ritrovare l'originale, la sostituisco. La panzanella ha afflitto la mia infanzia: in casa mia veniva preparata regolarmente in estate, col pane ammollato in acqua fredda e poi strizzato, ma a me non piaceva.
Questa versione, in cui il pane crocchia sotto i denti è invece gustosissima.

martedì 24 luglio 2012

Cucu... se mi ricordo come si fa a bloggare, ci sono ancora... (il nuovo corso della copiona)

Sono stata via per un bel po'.
Qualcuno se n'è accorto - e la cosa mi stupisce e mi commuove - ma la maggior parte del mondo sa che ogni giorno si bloggano fantastiliardi di post di qualsiasi genere (e il genere "sapere nostalgico" applicato al cibo è di gran lunga il più frequentato), quindi la mia assenza è stata forse tutto sommato un bene.
Non avevo proprio voglia di cucinare, ero impegnata a fare altre cose.
E se non si cucina, non ci sono ricette da pubblicare.
Nel frattempo, però, il mio pazientissimo marito ha ingegnato un paio di piattini fantastici, di sua assoluta invenzione, che un giorno o l'altro gli chiederò di fare per poterli poi mettere qui.
Veniamo all'oggi.
Mi sono fatta prendere pure io dall'autoproduzione di cosmetici.
Prima ha iniziato mia sorella, che mi ha regalato un sacco di cose fantastiche fatte da lei, che uso con successo e soddisfazione.
Poi ho deciso di provare anche io ma, a differenza di mia sorella che è paziente e bravissima con le mani, io sono una pasticciona frettolosa e ho bisogno di vedere subito dei risultati.
Quindi, girando un po' di qua e di là, ho trovato varie idee che ho riunito in questa preparazione.
E' uno scrub per mani, gomiti e piedi, con un sacco di pregi interessanti: si fa con cose normalmente reperibili in casa, si mantiene fuori dal frigo per un paio di mesi senza necessità di conservanti, è assolutamente e totalmente naturale, si può realizzare ad ogni latitudine e - soprattutto! - è buonissimo e funziona!

SCRUB NATURALE PER MANI, PIEDI, GOMITI, GINOCCHIA (insomma, dove siete ruvidi!)

Servono:

  • 60 gr di zucchero semolato
  • 15 gr di olio, possibilmente spremuto a freddo (e meglio uno con poco profumo proprio, tipo vinacciolo, riso, girasole, ma va benissimo anche l'olio extravergine di oliva o oli più preziosi, tipo jojoba o karité)
  • un pompelmo (io l'ho usato rosa, ma anche giallo andrà bene)
  • un limone
  • qualche goccia di essenza di vaniglia (facoltativa, ma io sono vanigliomane)


Grattugiare la parte colorata della scorza degli agrumi con la microplane, facendo cadere il ricavato in una ciotolina.
Aggiungere lo zucchero, l'olio e l'essenza di vaniglia. Mescolare bene: risulterà una crema granulosa, di color giallo carico.
Mettere in un barattolino e conservarla a temperatura ambiente per un paio di mesi.

Il commento della copiona: al bisogno, prelevarne una nocciola e usarla per massaggiare le parti ruvide, poi sciacquare bene con acqua tiepida.
Attenzione! Questo preparato ha un'azione schiarente, quindi, se avete la pelle abbronzata, potreste ritrovarvi con aree lisce come palle da biliardo e altrettanto bianche. Tenetene conto, se non volete ridurvi come la Pimpa, ma al contrario! Indovinate come faccio a saperlo... (ok, non vi metterò le foto delle mie mani visibilmente più chiare delle braccia alle quali sono attaccate ;-) ).



sabato 17 marzo 2012

Pane con le noci e i semi di girasole (alice è viva e impasta insieme a noi!)

Questo viene da una delle mie solite mailing list americane e infatti c'è il latte in polvere.
Ho trasformato le dosi in grammi, originariamente erano in cups.
E' per la macchina del pane, questa ricetta, ma naturalmente si può adattare ad un procedimento manuale.


Servono:

  • 280 gr di acqua
  • 20 gr di burro morbido
  • 550 gr di farina 00
  • 20 gr di zucchero
  • 15 gr di latte in polvere
  • 1 bustina di lievito di birra liofilizzato.
  • 40 gr di semi di girasole
  • 40 gr di gherigli di noce


Inserire gli ingredienti nella macchina nell'ordine indicato, tranne i semi e i gherigli, che si aggiungeranno al bip.
Selezionare il programma base.

Il commento della copiona: buonissimo, questo pane! Un po' dolcino, perfetto con dei formaggi dal sapore deciso, come il gorgonzola per esempio.

Alici fritte in due modi (qualche volta friggo anch'io, eh!)

Il mo odio per gli odori di fumo e di cucina che rimangono sugli abiti e sui capelli è risaputo ed è il motivo per il quale non friggo praticamente mai.
Ma sabato scorso, considerando che i capelli me li sarei comunque lavati il giorno dopo e avrei avuto un'intera domenica per arieggiare casa, ho preparato le alici fritte in due modi diversi: in pastella, che diventano tipo delle frittelle, e semplicemente passate nel pangrattato fine, come le avevo mangiate in un ristorante e mi erano piaciute un sacco.
Le foto sono particolarmente orribili, perchè metà della produzione ce la siamo mangiata in piedi intanto che le friggevo e non pensavamo certo alle foto, le rimanenti (qui frettolosamente immortalate) sono state portate dai nostri amici Marta e Giovanni, che, nel bel mezzo della frittura, ci hanno telefonato per invitarci estemporaneamente a cena.


Servono:

  • alici pulite per la cottura, aperte a libro
  • farina
  • uova
  • sale 
  • pangrattato
  • olio per friggere


Mettere a scaldare l'olio da frittura in un tegame alto.
Nel frattempo, sbattere le uova (in numero adeguato alle alici da frittellare) e mettere in due piatti separati la farina e il pangrattato.
Per le alici in pastella: infarinarle, passare nell'uovo sbattuto e friggerle.
Per le alici al pangrattato: passare le alici nel pangrattato e friggerle subito (e come, se no? ;-) )
Salarle e servire.

Le prime hanno tempi di cottura leggermente più lunghi, le seconde sono praticamente da immergere nell'olio e tirare su subito. L'olio deve essere a temperatura media: se troppo alta, le alici si scuriscono subito, se troppo bassa si imbevono di olio.

Il commento della copiona: buonissime, mangiate con le mani intanto che friggono! Io preferisco quelle al pangrattato, ma anche le frittelle sono ottime!

giovedì 15 marzo 2012

Insalata di cannellini e finocchi (quaresimale? no, no!)

Questa insalata si fa velocemente ed è sorprendentemente buona, perfetta per un  pranzo leggero o una cena veloce e, se servita in dosi mignon, è un eccellente antipasto vegetariano.
La ricetta viene, al solito, da una delle mie mailing list americane.

Servono:

  • 1 finocchio medio
  • 250 gr di fagioli cannellini già cotti
  • 1 scalogno
  • 1 spicchio di aglio
  • il succo di 1/2 limone spremuto
  • peperoncino
  • olio extravergine di oliva
  • sale


Scaldare due cucchiaiate di olio in una padella, aggiungere lo scalogno e il finocchio affettati finemente e saltare,  mescolando spesso, fino a quando il finocchio comincerà a dorare. Aggiungere l'aglio e cuocere ancora per qualche minuto, sempre mescolando. Una decina di minuti in tutto e sarà pronto.
Mettere il finocchio in una piccola insalatiera, aggiungere i cannellini e condire con il limone, sale, peperoncino macinato a piacere e finire con un giro d'olio crudo.

Il commento della copiona: buono e delicato.

lunedì 12 marzo 2012

Tarte di cipolle, gorgonzola e noci (non per signorine, ma gnam gnam gnam!)

Non è esattamente un piattino ospedaliero, questo, ma quant'è buona questa tarte! La ricetta viene da una delle mie mailing list americane.
Si fa prestissimo a farla ed è buona sia calda, tiepida o a temperatura ambiente.

Servono:

  • 1 rotolo di pasta sfoglia (o fatela da voi, se preferite: io non preferisco ;-) )
  • 600 gr di cipolle dorate (peso pulito)
  • 200 gr di gorgonzola piccante
  • 50 gr di gherigli di noce
  • olio extravergine di oliva
  • aceto balsamico


Accendere il forno a 200°.
Affettare le cipolle sottili e stufarle in un tegame con qualche cucchiaio d'olio e un po' d'acqua per circa 1/4 d'ora, mescolando spesso: devono ammorbidirsi e cominciare a dorare.
Spruzzarle con un cucchiaio di aceto balsamico, salare leggermente e continuare la cottura per altri 5 minuti, fino a quando saranno leggermente caramellate.
Ritirarle dal fuoco e farle raffreddare.
Disporre la pasta sfoglia nella teglia e ricoprirla con le cipolle.
Sbriciolarvi sopra il gorgonzola e cospargere con i gherigli di noce.
Infornare per una ventina di minuti, o fino a quando la pasta sarà gonfia e dorata e il formaggio sciolto.
Sfornare e lasciare intiepidire per una decina di minuti, poi servire.

Il commento della copiona: se piacciono i sapori forti e decisi, questa è una squisitezza!

domenica 11 marzo 2012

Insaporitore di pollo e manzo (chiamatelo dado, se volete...)

Per qualche ragione che non sto qui a spiegare (ma non è detto che prima o poi non faccia un post apposito... vediamo...) devo stare alla larga da un sacco di cose, tra le quali i conservanti e gli additivi dei cibi in genere.
E' difficilissimo, perché c'è qualcosa in ogni dove, ma io sono abituata a cucinare partendo da  ingredienti freschi e non da semilavorati o prodotti pronti e quindi mi riesce un po' più facile.
Oggi ho rifatto l'insaporitore, che per far presto viene chiamato dado.
L'ho fatto col bimby e la ricetta viene da una raccolta che avevo trovato sul web. E' veramente buono e profuma la casa intanto che si cuoce.
Si può fare anche in una pentola normale e poi frullarlo bene alla fine.
Un cucchiaio da tavola raso corrisponde ad un dado industriale.

Servono:

  • 200 gr di manzo, a pezzetti
  • 150 gr di petto di pollo, a pezzetti
  • 60 gr di parmgiano a pezzetti
  • 100 gr di sedano, con un po' di foglia, a pezzetti
  • 100 gr di carote, a pezzetti
  • 1 pomodoro pelato
  • 50 gr di cipolla, a pezzetti
  • 150 gr di acqua
  • 150 gr di sale grosso iodato


Mettere tutti gli ingredienti nel boccale del bimby e cuocere 30 min. 100° vel. 1.
Al termine, portare lentamente a turbo e omogeneizzare per 2 minuti.
Conservare in barattoli di vetro, in frigo.

Il commento della copiona: faccio spesso gli insaporitori, usando ricette diverse. Non mi piacciono per fare il brodo, ma sono perfetti - appunto - per insaporire i piatti limitando le schifezze. Il colore e la consistenza non sono esattamente invitanti, ma per la salute si fa questo ed altro ;-)

Pollo alla Franceschiello e finte patatine novelle alla Nigella (post con doppia menzione e dedica)

Comincio dal contorno.
Un po' di giorni fa, la mia amica Alessia dice che ha visto in TV la Nigella (so solo vagamente chi essa sia, confesso...) che arrostiva dei normali gnocchi di patate pronti e li serviva come contorno a un piatto di carne.
Ho seguito con attenzione gli esperimenti che Alessia e altre amiche hanno fatto e oggi ci ho provato anch'io, perché i piatti buffi e divertenti, come questo, non posso proprio farmeli mancare.
Il pollo alla Franceschiello, invece, l'avevo mangiato in Abruzzo tempo fa e mi era piaciuto un sacco. La ricetta è saltata fuori dai miei appunti, non ho idea da dove provenga.
L'ho rifatto oggi e lo dedico alla mia amica Lisa, che per qualche ragione così è stata rinominata.

Per il pollo servono:

  • 1 pollo tagliato a pezzi (io ho usato solo le anche)
  • mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva
  • 4 spicchi d'aglio incamiciato
  • 2 bei rami di rosmarino
  • peperoncino piccante
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 100 gr di olive nere, meglio se snocciolate
  • un vasetto medio di giardiniera in agrodolce
  • sale


Spellare il pollo, lavarlo, asciugarlo e farlo rosolare in un tegame con l'olio, l'aglio, il rosmarino e una bella macinata di peperoncino rosso.
Bagnarlo col vino bianco, salare, incoperchiare e cuocere a fuoco medio per 45 minuti circa, trascorsi i quali scoperchiare la pentola, aggiungere le olive nere e la giardiniera, scolata dalla sua acqua di vegetazione.
Il tempo di far restringere un po' il sughetto e colorire il pollo e il piatto è pronto da servire con le finte patatine novelle.

Per le finte patatine novelle servono:

  • gnocchi di patata già pronti (io ne ho usati 1/2 kg, eravamo in due e ne sono avanzati un po')
  • olio extravergine di oliva
  • rosmarino
  • poco sale


Accendere il forno a 220°, disporre gli gnocchi CRUDI (non vanno prelessati!) in una teglia antiaderente senza alcun condimento.
Infornarli e lasciarli cuocere per una mezz'oretta, controllandoli di tanto in tanto.
Qualche minuto prima della fine della cottura condirli con poco olio, aghi di rosmarino e poco sale.
Contuinuare la cottura per ancora qualche minuto, fino a quando all'assaggio risulteranno morbidi dentro, ma con una crosticina croccante fuori.
Servirli subito.

Il commento della copiona: ottimi tutti e due!


Torta di mele e cocco (è domenica, din don dan!)

Di questa torta, che è presente, con minime varianti, in ennemila blog e siti (trovo quindi difficile dare i credits sulla maternità) mi ero scritta: fatta 26/09/06, da rifare assolutamente, ottimissima!
L'ho rifatta oggi e confermo che è veramente una delizia, quindi la condivido volentieri.

Servono:

  • 160 gr di burro morbido
  • 200 gr di zucchero
  • 4 uova
  • 200 gr di farina autolievitante
  • 100 gr di farina di cocco
  • 3 mele piccole
  • il succo di un limone
  • 1 cucchiaino di essenza di vaniglia
  • zucchero velo e poco cocco per guarnire


Scaldare il forno a 160° ventilato.
Usando lo sbattitore elettrico, montare il burro con lo zucchero, aggiungere le uova una alla volta fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso, poi unire il succo di limone e la vaniglia. Può darsi che il composto si stracci un po' e sembri impazzire, ma non è un problema.
Unire una mela e mezzo tagliate a dadini e la farina, mescolando con una frusta o un cucchiaio di legno.
Incorporare la farina di cocco, mescolare bene e rovesciare il composto in uno stampo imburrato.
Affettare sottilmente la rimanente mela e mezzo e disporla sulla superficie del dolce.
Infornare per circa 35 minuti, poi fare la prova stecchino.
Sfornare, far raffreddare e sformare sul piatto di portata, decorando poi con una spolverata di zucchero a velo e poca farina di cocco.

Il commento della copiona: soffice, morbida, umida e buonissima!





domenica 4 marzo 2012

Vellutata di sedano rapa (una delle più buone della mia vita)

Questa ricettina mi era arrivata tanti anni fa da una delle mie mailing list americane e c'era scritto che era ispirata al New York Times. L'avevo fatta e mi era piaciuta in modo straordinario, poi la mia casa l'aveva inghiottita e avevo perso il prezioso foglietto dov'era scritta.
L'ho ritrovata, l'ho rifatta e sì, è davvero una delle migliori che abbia mai fatto e mangiato in vita mia.
Si può arricchire con pane abbrustolito o mandorle tostate, ma suggerisco di provarla as is, perchè è veramente deliziosa.

Servono:

  • olio extravergine di oliva
  • 1 grosso porro
  • 1 cipolla dorata
  • 4 spicchi d'aglio
  • 2 gambi di sedano
  • 1 kg di sedano rapa (peso pulito)
  • 1,5 lt di brodo di pollo
  • poco latte
  • prezzemolo (a piacere)


Riscaldare 5 cucchiai d'olio in un tegame, aggiungere il porro a fettine, la cipolla tritata grossolanamente, i gambi di sedano a pezzetti e l'aglio affettato. Aggiungere poca acqua e lasciar appassire, mescolando spesso.
Nel frattempo, pulire il sedano rapa e tagliarlo a grossi pezzi, poi unirlo al soffritto quando questo sarà pronto.
Bagnare col brodo, incoperchiare a metà e far cuocere per circa 35-40 minuti, o fino a quando i pezzi di sedano rapa si romperanno facilmente punzecchiandoli con una forchetta.
Togliere la pentola dal fornello, aggiungere poco latte (due dita di un bicchiere, più o meno) e omogeneizzare bene con il minipimer o dentro il boccale di un frullatore.
Non dovrebbe servire sale, perché la crema è già sapida di per sé, ma nel dubbio assaggiare e aggiustare a piacere il gusto.
Servire con qualche goccia di olio extravergine di oliva e prezzemolo tritato a piacere.

Il commento della copiona: il sedano rapa ha moltissimo scarto, quindi prevedere abbondanza nell'acquisto per poter ottenere il peso pulito necessario.



sabato 3 marzo 2012

Pane integrale al sesamo nella MdP (post svogliatissimo)

Poca voglia di cucinare, poca voglia di raccontare quel poco che faccio,
Comunque... siccome ho detto più di una volta che questo è il mio quaderno di appunti, bisogna che questo pane lo riporti, perchè è buonissimo e piace a tutti.
Con questa dose ne viene una pagnottina piccola, giusta per il consumo quotidiano.
Si può fare, naturalmente, anche a mano, ma io preferisco impostare la partenza ritardata della macchina del pane e fare in modo di alzarmi al mattino con la casa invasa dal profumo di forno.

Servono:

  • 240 gr di acqua
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaio raso di sale fino
  • 50 gr di farina integrale di segale
  • 280 gr di farina integrale di grano tenero
  • 2 cucchiai di semi di sesamo nero
  • 2 cucchiaini di lievito di birra disidratato.


Mettere tutti gli ingredienti nella macchina nell'ordine in indicato e selezionare il programma per pane integrale.

Il commento della copiona: buonissimo e si mantiene bene!

martedì 7 febbraio 2012

Pane bianco nella mdp per tutti i giorni (resurrexit!)

La Alice, che avevo dato per morta, in realtà era solo addormentata. E' infatti bastato pulire bene con un pennellino la resistenza sulla quale era caduta della farina, che probabilmente la mandava in corto.
Devo ringraziare per questo la mia amica Vampa, che mi ha girato il suggerimento della comune amica Nica (ok, un giorno parliamo di questi nomi...).
Grazie a questa inattesa resurrezione, ho potuto cuocere questa pagnottina, piccola (alla fine pesa sui 400 gr) e molto buona, che va benissimo per il consumo quotidiano, sia per il gusto che per le dimensioni, è senza grassi e assomiglia in modo molto interessante al pane toscano del mio cuore.

Ho usato:

  • 180 gr di acqua tiepida
  • 1 cucchiaino di sale (si può anche omettere)
  • 150 gr di farina manitoba
  • 150 gr di farina 00 o 0
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1/2 bustina di lievito di birra disidratato


Mettere gli ingredienti nella macchina in quest'ordine, selezionare il programma basic e premere start.


Il commento della copiona: Tommi ha detto che è il miglior pane che io abbia mai prodotto con la macchina apposita e forse ha ragione. Io ho apprezzato particolarmente il fatto che la crosta rimane croccante anche il giorno dopo.

domenica 5 febbraio 2012

Pasta frolla all'olio e fruttosio (e non storcete il naso, su!)

A Forlì non nevica più. Per adesso.
Però ne ha fatta tanta ma tanta, in due giorni, al punto che della nostra sonnacchiosa cittadina si è parlato persino nei telegiornali nazionali. L'ultima volta che qui avvenne qualcosa di significativo per la nazione fu quando il povero Aurelio Saffi era ancora in vita, forse.
Per movimentare un po' tanta tranquillità, ho messo insieme un impasto che assomiglia alla pasta frolla (e stavolta niente copiature, giuro sul mio gatto!) e che è perfetto da passare allo schiacciapassatelli, in modo da fare la copertura ricciolina.
Quindi ci ho fatto una crostata che, all'aspetto, è uguale a tutte le altre riccioline che ho qui nel blog, ma stavolta l'impasto è diverso.

Ho usato:
  • 300 gr di farina
  • 130 gr di olio di mais (o altro olio di semi dal sapore delicato)
  • 2 uova intere medie
  • 80 gr di fruttosio
  • un cucchiaino di lievito per dolci
  • qualche goccia di essenza di vaniglia
  • marmellata a piacere

Accendere il forno a 170°.
Impastare tutti gli ingredienti velocemente, in modo da non bruciare l'impasto (io ho usato il bimby, 10 sec. a vel. 5-6).
Stenderne metà sul fondo di uno stampo (io ne uso uno quadrato da 22 cm di lato), ricoprirlo di marmellata a piacere (qui c'era un velo di marmellata di albicocche, per finire un avanzino di frigo e poi mezzo barattolo di composta di mirtilli rossi, pochissimo dolce, presa forse in Germania).
Mettere l'impasto rimanente nell'attrezzo per i passatelli e schiacciarlo sopra la marmellata in modo da ricoprirlo.
Cuocere per 35-40 minuti, sfornare, far raffreddare e servire.

Il commento della copiona: è nato per caso, questo impasto, perchè è difficile uscire per fare la spesa e allora mi sono arrangiata con quel che avevo. Il fruttosio può essere sostituito con lo zucchero normale e aumentato di quantità, perchè è pochissimo dolce, alla fine, ma con la marmellata si compensa.
Sono assolutamente entusiasta del risultato, immodestamente ;-) !

sabato 4 febbraio 2012

Pane al latte con i semini (in memoriam della mia Alice...)

La mia macchina del pane, Alice, è morta. Cioè quasi, nel senso che impasta ma non cuoce più. 
Come direbbe la mia amata amica Alessia "bene, così hai un'occasione per fare shopping!". Senza rimorsi, aggiungo io.

Il pane appena uscito dalla macchina
Questo pane è stato fatto quando ancora la poveretta era nel pieno delle forze. E' una vecchia ricetta, trovata in  una raccolta che mi avevano regalato, che io ho un po' aggiustato ed è non solo buono ma anche molto bello da vedere.

Le fette tempestate di semini, molto belline!
Ho usato:
  • 310 gr di latte + altro, se la farina lo chiede
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaio raso di zucchero
  • 1 cucchiaio d'olio extravergine di oliva
  • 230 gr di farina 00
  • 230 gr di farina di grano duro
  • 100 gr di semini misti (per esempio: lino, sesamo, papavero, girasole, zucca, a scelta)
  • 1 bustina di lievito secco

Mettere tutti gli ingredienti nella macchina, tranne i semini, nell'ordine raccomandato dal fabbricante (che di solito è prima liquidi e sale e poi gli ingredienti solidi e per ultimo il lievito).
Impostare il programma basic e dopo 5/6 minuti controllare l'impasto ed eventualmente aggiustarlo, aggiungendo latte se troppo asciutto o farina se troppo molle. Al bip unire i semini.
Appena cotto, sformare a testa in giù su una gratella da pasticceria e far raffreddare.

Il commento della copiona: perfetto per farci dei panini.


mercoledì 1 febbraio 2012

Zuppa di funghi e frittatine (in diretta dall'igloo...)

Pare che la Romagna solatìa, dolce paese, sia sotto una nevicata storica. E' cominciata ieri sera e non ha smesso più, è anzi andata aumentando di forza e intensità durante la giornata e i prossimi giorni non saranno diversi.
Io sono così fortunata da poter lavorare da casa, se serve, e quindi la neve, finché posso, me la guardo dalla finestra.
Questa zuppa riscaldante l'avevo fatto ancora durante le vacanze di Natale, ma solo adesso ho il tempo di trascriverla.
La ricetta viene da una vecchia rivista di cucina, sarà tipo degli anni '80 del secolo scorso, ma non riesco a risalire a quale sia perché è solo una pagina strappata e ci sono un po' di modifiche mie.

Ho usato:

  • 750 gr di funghi surgelati misti (ma anche freschi, in stagione)
  • burro
  • olio extravergine di oliva
  • 1 spicchio d'aglio
  • una manciata di prezzemolo tritato
  • 5 uova
  • due dita di latte
  • brodo di carne, un litro abbondante
  • parmigiano grattugiato
  • sale e pepe


Mettere in una casseruola un po' d'olio e una noce di burro e farvi soffriggere l'aglio.
Quando sarà dorato, toglierlo e unire i funghi insieme alla metà del prezzemolo. Farli insaporire a fuoco alto, poi abbassare il fuoco e aggiungere il brodo. Incoperchiare e far cuocere per una ventina di minuti.
Nel frattempo, sbattere le uova con il latte, due cucchiaiate colme di parmigiano, il rimanente prezzemolo sale e pepe e usare questo composto per fare 4 o 5 frittatine sottili. Man mano che saranno pronte, arrotolarle e tagliarle a striscioline.
Aggiungerle ai funghi e lasciar sobbollire per una decina di minuti.
Servire con parmigiano grattugiato a parte.

Il commento della copiona: questa l'avevo fatta tanti anni fa e avevo conservato la ricetta, perché mi era piaciuta un sacco. A distanza di anni, il giudizio è immutato.

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